Il primo "botto" politico del 2023 sarà rappresentato dalle candidature alle regionali. Per un motivo semplice: si capiranno equilibri, rapporti di forza e strategie dei vari partiti e dei leader. Ma in questo momento cresce anche l'attesa per capire cosa succederà l'undici gennaio, quando dovrebbero diventare irrevocabili le dimissioni di Antonio Pompeo da sindaco di Ferentino. Il condizionale però è d'obbligo per la domanda che resta in attesa di risposta: Pompeo si candiderà o no alle regionali nella lista del Pd?

Polveriera Democrat
Il 30 dicembre scorso sui social network Antonio Pompeo ha scritto: «Si riempiono la bocca di "comunità democratica" ma non sanno neanche cosa sia una comunità. Forse perché sono stati sempre abituati ai personalismi, a parlare di potere e non di valori». Quindi ha aggiunto: «Dicono di essere pronti ad assediare la mia città, dicono che ci butteranno giù, che arriverò terzo alle prossime elezioni regionali (credevo quarto, grazie per lo sconto). Ma non saranno loro a decidere il destino di una comunità». Fin troppo evidente il riferimento alla corrente Pensare Democratico di Francesco De Angelis e Sara Battisti. Il risultato delle provinciali ha lasciato strascichi importanti all'interno dei Dem. L'area di De Angelis ha appoggiato Di Stefano, quella di Pompeo e Salera invece Germani. E lo stesso Francesco De Angelis ha più volte ripetuto che la vittoria di Luca Di Stefano è stata una risposta «a chi mi dava per finito». La tensione è altissima. Ha aggiunto Pompeo nel post: «Le scelte spetteranno al sottoscritto, alla famiglia, agli amici e poi a quanti vorranno sostenermi in un'eventuale competizione elettorale. Ho sempre creduto nella politica fatta con spirito di servizio e così sarà ancora. In qualsiasi ruolo e anche nelle retrovie. Perché di professione faccio l'avvocato. La politica, per me, è una missione». Dunque è lo stesso Pompeo a non sciogliere il nodo. Non è un mistero che nella sua componente in diversi non escludono l'uscita dal partito. E una mancata partecipazione alle regionali farebbe in ogni caso perdere voti importanti per il risultato complessivo. Nella lista del Pd ci saranno sicuramente Sara Battisti (consigliere e vicesegretario regionale del partito) e LiberoMazzaroppi (sindaco di Aquino). Probabilmente in "ticket": Francesco De Angelis vuole dare l'ennesima prova di forza. Se alla fine Antonio Pompeo si candiderà, allora le regionali diventeranno una sorta di congresso provinciale del Pd.

Il centrodestra
Sono giorni di fibrillazioni in tutti i partiti. In ogni lista potranno esserci da 4 a 6 candidati al consiglio regionale. Rispettando la parità di genere. Dappertutto però bisognerà effettuare delle scelte che non saranno indolori. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia, in corsa Daniele Maura (consigliere provinciale), Gabriele Picano (vicecoordinatore del partito in Ciociaria), Antonello Iannarilli (ex parlamentare e già assessore regionale), Fabio Tagliaferri (assessore comunale di Frosinone), Riccardo Roscia (ex sindaco di Pontecorvo e adesso consigliere comunale), Massimiliano Bruni (esponente sorano del partito), Alessia Savo (ex sindaco di Torrice e consigliere comunale di Frosinone), Nadia Belli (consigliere comunale di Pontecorvo), Sara Petrucci (assessore comunale di Arce), Federica Aceto e Ginevra Bianchini (assessori comunali a Ceccano), Angela Abbatecola (coordinatrice cittadina di FdI a Cassino).
Nella Lega ci sarà naturalmente il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Manca solo l'ufficialità alla partecipazione del consigliere provinciale Andrea Amata e di Francesca Chiappini, consigliere comunale della Lista per Frosinone, la più votata in assoluto alle amministrative del capoluogo. In rialzo le quotazioni di Maria Veronica Rossi, prima dei non eletti alle europee e responsabile provinciale dei Giovani del Carroccio. Potrebbe essere della partita anche Veronica Di Ruscio, ex assessore al Comune di Sora. In Forza Italia candidati Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli, entrambi sucommissari degli "azzurri" in Ciociaria. Piacentini è assessore al bilancio del Comune capoluogo.

Terzo Polo
Azione e Italia Viva presenteranno una lista unitaria anche alle regionali. Al momento l'unica certezza è rappresentata dalla candidatura del sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, esponente del partito di Carlo Calenda. Per il resto la situazione è in evoluzione. Considerando che non sarà semplice comporre il "puzzle": bisognerà rispettare la parità di genere e la rappresentanza dei diversi territori. Tenendo presenti gli equilibri dei due partiti.

Movimento Cinque Stelle
Giorni decisivi anche per la composizione della lista del Movimento Cinque Stelle, che da sempre definisce le candidature attraverso dei propri meccanismi. L'uscente è Loreto Marcelli, capogruppo dei pentastellati alla Pisana. Necessario ricordare che la volta scorsa (4 marzo 2018) i Cinque Stelle furono il primo partito in provincia di Frosinone anche alle regionali. Con 52.702 voti ottenuti, pari al 20,90%. Secondo posto per il Pd: 50.966 voti (20,21%). Poi Forza Italia con 44.311 (17,57%), Lega con 28.259 (11,21%), Fratelli d'Italia con 14.100 (5,59%). Vennero eletti due consiglieri del Pd (grazie al premio di maggioranza): Mauro Buschini e Sara Battisti. Uno per il Movimento Cinque Stelle: Loreto Marcelli. Uno per Forza Italia: Pasquale Ciacciarelli, che poi ha aderito alla Lega. La situazione politica italiana è molto cambiata rispetto a cinque anni fa. Le regionali del Lazio saranno un test politico e amministrativo formidabile.