«Le provinciali? Una situazione difficilmente gestibile. Obiettivamente». Così Daniele Maura, consigliere provinciale di Fratelli d'Italia. Gli chiediamo: ma era davvero necessaria la spaccatura del centrodestra, che di fatto ha aperto la strada al successo di Luca Di Stefano? Risponde Maura: «Alle comunali di Frosinone FdI ha effettuato diversi passi indietro nell'interesse della coalizione. Poi, relativamente alla candidatura alla presidenza della Provincia, c'è stata una inopportuna fuga in avanti della Lega e del sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli. Un errore la nostra alleanza con l'area del Pd di Pompeo? A posteriori le analisi sembrano tutte semplici. Il risultato finale dice che sono mancati diversi voti ponderati, specialmente nei Comuni delle fasce più alte. Noi abbiamo fatto il nostro, su questo non ci sono dubbi».

Daniele Maura è in piena corsa per una candidatura alle regionali. Rileva: «Il nostro territorio ha bisogno di una maggiore tutela sotto ogni punto di vista. Un potenziamento infrastrutturale è fondamentale e il fulcro di ogni ipotesi di crescita è rappresentato dalla Stazione per i treni ad alta velocità. Non è certamente per caso che il vicepresidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe solleciti continuamente questa opera. La mobilità è la chiave di volta per il rilancio e lo sviluppo».
Aggiunge Daniele Maura: «Poi c'è il tema del Sin Valle del Sacco. In venti anni abbiamo sentito soltanto promesse e impegni a futura memoria, nessuno dei quali è stato rispettato. Il punto è semplice: la perimetrazione, così come concepita e attuata, rappresenta esclusivamente un vincolo insuperabile per le aziende. Non dimentichiamo che le nostre imprese già devono fare i conti con una burocrazia assurda e con tempi biblici per il rilascio di autorizzazioni, soprattutto di carattere ambientale. Il caso Catalent, purtroppo, è stato emblematico. Ritengo importante altresì valorizzare i piccoli Comuni, che sono l'architrave del tessuto culturale, sociale ed economico della nostra provincia. L'onorevole Massimo Ruspandini ha presentato uno specifico disegno di legge su tale tematica. È necessario lavorare in sinergia».

Le regionali sono alle porte e il centrosinistra ha vinto le ultime due tornate. Quali prospettive? Nota Daniele Maura: «Beh, intanto stavolta soffia un forte vento di centrodestra. E di Fratelli d'Italia in particolare. In secondo luogo il fallimento politico e amministrativo della giunta Zingaretti e del centrosinistra è sotto gli occhi di tutti. Va detto che Francesco Rocca è un ottimo candidato: manager di primo livello, "faro" della Croce Rossa per tanti anni, può intercettare con facilità il voto della società civile. Infine, senza nascondersi dietro un dito, la frattura tra Pd e Movimento Cinque Stelle indubbiamente favorisce il centrodestra. Però quanto successo in questi ultimi giorni dimostra che il collante dell'alleanza tra Dem e pentastellati era rappresentato soltanto dalla gestione del potere. Non appena hanno provato a ragionare di punti programmatici, è franato tutto».

In provincia di Frosinone c'è bisogno di una riorganizzazione del centrodestra? Rileva Daniele Maura: «A livello nazionale gli alleati hanno riconosciuto che il fulcro della coalizione adesso è Fratelli d'Italia. Credo che si debba fare lo stesso sul piano provinciale. I numeri delle politiche sono stati chiari. Del resto il nostro partito in passato non ha avuto problemi a riconoscere le leadership degli alleati. Oggi però la situazione è cambiata. Alle comunali, specialmente a Frosinone, i risultati hanno delineato rapporti di forza diversi? Frosinone, pur essendo capoluogo, non ha numeri grandi sul piano elettorale. La conseguenza è che alle comunali, come altrove, hanno un peso importante le liste civiche e i rapporti personali. Il risultato delle politiche è quello da tenere in considerazione. Se possiamo puntare a due consiglieri regionali eletti? Saremo il primo partito. Se vince Francesco Rocca esprimeremo due consiglieri regionali».