La seduta del consiglio provinciale è stata fissata per il 4 e 5 gennaio, rispettivamente in prima e seconda convocazione. Alle ore 11 e alle 11.30. A prendere l'iniziativa è stato il neo presidente Luca Di Stefano. Tre gli argomenti all'ordine del giorno: convalida dell'eletto alla carica di presidente della Provincia, giuramento di fronte al Consiglio e presentazione delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2022-2024. Indicativo il fatto che siano state previste due opzioni: prima e seconda convocazione. Luca Di Stefano non vuole sorprese al "debutto". La legge Delrio non prevede la sfiducia nei confronti del presidente della Provincia, ma è comunque evidente che avere la maggioranza in aula è necessario.

Non è certo che per quella data Di Stefano abbia assegnato le deleghe ai consiglieri. Intanto perché c'è la situazione riguardante le dimissioni da sindaco di Ferentino di Antonio Pompeo. Diventeranno irrevocabili dopo venti giorni, precisamente l'11 gennaio 2023. A quel punto a Ferentino ci sarebbero lo scioglimento e la nomina di un commissario prefettizio. Pompeo ha intenzione di candidarsi al consiglio regionale nelle file del Pd. Mai dire mai però, soprattutto dopo le tensioni delle ultime settimane. La carica di consigliere provinciale "deriva" da quella di consigliere comunale: se quest'ultima viene meno, decade anche la prima.

Nell'aula dell'ente di piazza Gramsci ci sono due consiglieri di Ferentino: Luca Zaccari (Lega) e Alessandro Rea, eletto un anno fa nel Polo Civico. Nel Carroccio subentrerebbe Alessandro Giuseppe Pizzuti, consigliere comunale di Alatri. Nel Polo Civico il primo dei non eletti è Igino Guglielmi, che però non è più consigliere comunale di Frosinone. Quindi in aula entrerebbe Valentina Cambone, sindaco di Colle San Magno. E per lei si parla insistentemente della possibilità di assegnazione della delega di vicepresidente. Quindi c'è il tema legato alla costituzione della maggioranza. Dopo il faccia a faccia tra Luca Di Stefano e Riccardo Mastrangeli (alla presenza di Francesco De Angelis e con Nicola Ottaviani collegato telefonicamente) davano tutti per scontato un accordo tra l'area del Pd di De Angelis e la Lega. Oltre naturalmente alla presenza in maggioranza di Gianluca Quadrini (Gruppo Misto) e di Valentina Cambone, se dovesse entrare in aula come consigliere del Polo Civico.

Ieri però Luca Di Stefano ha incontrato una delegazione del Terzo Polo, composta da Antonello Antonellis (segretario provinciale di Azione), Massimiliano Quadrini (sindaco di Isola del Liri ed esponente di spicco di Azione) e Adamo Pantano, primo cittadino di Posta Fibreno e candidato del Terzo Polo (in quota Italia Viva) nel collegio uninominale del Senato alle ultime elezioni politiche. Dalle indiscrezioni filtrate emerge una posizione chiara: i tre esponenti del Terzo Polo sono contrari ad un'alleanza che comprenda anche la Lega.

Considerando altresì che tra un anno si voterà per il consiglio provinciale e che quindi, dal loro punto di vista, si potrebbe lavorare da subito ad una coalizione di centrosinistra. Uno schema che potrebbe valere pure in altri enti intermedi. Sembra che sulla stessa posizione ci sia pure Gianluca Quadrini. Il problema però sta nel fatto che senza i consiglieri della Lega Luca Di Stefano non ha una maggioranza in aula. A meno di non ipotizzare una ricomposizione unitaria del quadro del Pd.

Luca Di Stefano è stato sostenuto dai consiglieri Enrico Pittiglio e Alessandro Mosticone, mentre Antonella Di Pucchio e Gaetano Ranaldi hanno appoggiato Luigi Germani. E tra le componenti Pensare Democratico di De Angelis e Base Riformista di Pompeo il gelo è totale. Inoltre c'è l'intesa raggiunta da Di Stefano e Mastrangeli. Messa nero su bianco. Così: «Si è dunque riscontrata una convergenza positiva, con uno scambio di idee sul futuro di questa provincia in una chiave di rinnovamento favorendo di conseguenza un processo di cambiamento necessario al bene del territorio. Condizioni che costituiscono i presupposti per un'intesa programmatica ed amministrativa sia sul governo dell'Amministrazione Provinciale e sia su ulteriori processi amministrativi che riguardano e riguarderanno anche per il futuro il territorio della provincia di Frosinone». La sensazione è che l'accordo reggerà. Le variabili però sono dietro l'angolo.