«Vinceremo le provinciali con Luigi Germani». Enzo Salera, sindaco di Cassino, parla con la consapevolezza di chi già si è fatto i conti con la calcolatrice in mano e comincia ad avvertire il brivido della certezza. Nei giorni scorsi ha mobilitato i suoi luogotenenti Gino Ranaldi, capogruppo Pd in sala Di Biasio, ed Edilio Terranova, capogruppo civico, per stringere le ultime mani con gli amministratori ancora "sciolti" e chiudere definitivamente il cerchio.

L'obiettivo, si sente ripetere a palazzo De Gasperi, è puntare sugli amministratori dei comuni delle tre fasce più alte, in modo da poter contare su un granaio di voti ponderati tale da poter abbattere le corazzate di Di Stefano e di Mastrangeli e consentire così a Germani di indossare l'ambita fascia azzurra. Un lavoro tutt'altro che facile. Anzi.

La strategia di Salera, infatti, è ostacolata dalla controffensiva intavolata da una parte dei sindaci del Cassinate, a partire da Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca, ma che coinvolge Libero Mazzaroppi (Aquino), Gioacchino Ferdinandi (Piedimonte) ed altri. Tutti sponsor di Di Stefano. In più, «c'è chi, pur di racimolare voti, sta portando avanti una partita clamorosa e discutibile», dicono amministratori vicini a Salera.

Il sindaco di Arce - e con lui Salera e Pompeo - lunedì sera, con il summit alla "Campagnola", hanno voluto lanciare un messaggio forte e chiaro: guai a sottovalutarci. Lo hanno fatto riunendo 68 amministratori per cementare una condivisione d'intenti che ha un obiettivo duplice: vincere le provinciali con Luigi Germani e, allo stesso tempo, imprimere una discontinuità con l'attuale dirigenza del Pd che fa capo a "Pensare democratico". Insomma, una sfida nella sfida.