La consigliera Manuela Cerqua sgombra il campo da ogni dubbio e si dice più salda che mai nel suo scranno di oppositrice. Voci insistenti la danno in avvicinamento alla maggioranza del sindaco Luca Di Stefano, ma lei frena. L'abbiamo intervistata.

È vero che il suo ruolo di opposizione vacilla?
«Non è un segreto per nessuno che io sia molto vicina, per motivi personali, a qualcuno che siede in maggioranza, ma sono perfettamente in grado di non mischiare la vita privata con le posizioni politiche. Continuo ad essere convinta del ruolo che ricopro senza tentennamenti e credo che il mio impegno dai banchi della minoranza sia sotto gli occhi di tutti. Non avendo un partito alle spalle, alla prima esperienza politica e sola nel gruppo consiliare, cerco di fare quanto possibile con serietà ed attenzione. Sono convinta che si possa fare il bene della città anche dai banchi della minoranza».

L'ipotesi che passi in maggioranza è così peregrina?
«Ad oggi non vi sono presupposti, non ho mai chiesto nulla né mi è stata fatta alcuna proposta in tal senso».

Pur essendo all'opposizione ha sottoscritto la candidatura del sindaco Di Stefano a presidente della Provincia. Perché?
«È stata una decisione sulla quale ho riflettuto a lungo, anche con il collega di opposizione Luciano Conte. Durante la campagna elettorale abbiamo lamentato come da anni questo territorio fosse penalizzato per l'incapacità di esprimere rappresentanti politici negli enti sovracomunali. Oggi Sora ha questa opportunità, da qui la decisione di mettere da parte personalismi e posizioni politiche per il bene del territorio».

Su quali temi pungolerà ancora l'amministrazione?
«Quelli in cui l'inerzia o una cattiva gestione possono portare a gravi perdite in termini di risorse economiche o di possibilità di crescita e sviluppo del territorio. Ho iniziato dalla cultura perché lì, anche in virtù della mia esperienza professionale, ho subito ravvisato gravi mancanze ad oggi non ancora colmate».