Giuseppe Sacco non perde l'aplomb neppure davanti ai primi venti contrari alla sua discesa in campo per la presidenza del palazzo di piazza Gramsci. Resta fermo al suo posto e fa parlare gli altri. I sindaci che, a poche ore dalla convocazione di Salera al Manzoni, hanno firmato la nota a suo favore per incoronarlo candidato del sud della provincia nonostante il tentativo di trovare una diversa "unità".

Eccola la parola tanto scandita a ogni elezione, soprattutto in un'area decentrata politicamente come il Cassinate. "Unità" o unione d'intenti in una terra che poco o nulla ha portato a compimento sotto comuni insegne, lasciandosi scappare treni veloci (e pure superveloci) che pure potevano essere afferrati. Muscoli deboli anche quelli della Consulta dei primi cittadini, poco incisiva (basti pensare al settore metalmeccanico), figuriamoci a vederla propositiva e realmente operativa!

Sacco ha provato per mesi a risvegliare nel Cassinate il senso di appartenenza. E con la candidatura di Roccasecca a Capitale della Cultura si è vista l'ampia partnership dei comuni limitrofi invitati e presenti a ogni tavolo. Forse una prima prova generale di convergenza politica con l'occhio lungo alle provinciali. Intanto, dopo il bailamme generale, ieri proprio Giuseppe Sacco ha deciso di scendere in un altro agone, quello dialettico.

E ha scritto, a sua volta: «Non mi sono mai defilato di fronte alle sfide importanti. Soprattutto quando hanno riguardato il mio territorio, il suo futuro, le sue prospettive di crescita e di sviluppo. In passato credo di averne affrontate tante, anche piu grandi e difficili, sempre in punta di piedi, ma con forza e determinazione. Perciò rispondo presente all'invito che mi stanno rivolgendo tanti colleghi sindaci e amministratori per essere della partita nelle elezioni per la presidenza della Provincia di Frosinone. Ci tengo a chiarire un aspetto, però. Non l'ho fatto in questi giorni, anche per marcare una differenza che è stata sempre il motivo principale che muove il mio impegno: la disponibilità alla candidatura nasce dal basso, e coinvolge il ragionamento su cosa vuole essere il territorio stesso nei prossimi anni. Nasce da quello che sto cercando di fare come sindaco di Roccasecca: dall'attenzione all'ambiente, all'economia circolare, dalla valorizzazione della cultura e delle nostre migliori tradizioni, rompendo schemi consolidati e ormai sorpassati nei fatti, e dai fatti bocciati. E per fare questo bisogna rompere quegli schemi e valorizzare tutte le realtà. Dal capoluogo a quelle più periferiche, dai grandi comuni ai borghi piu piccoli, spesso apprezzati per bellezza, storia e tradizione. Non solo: ho sentito usare troppo spesso la parola inciucio accostata al mio nome.
Ecco, sono un civico e resto civico e lo dimostra la proposta che parte in modo trasversale. L'inciucio lo lascio ad altri, a quelli che in questi giorni hanno fatto il mio nome in modo improprio e senza che nessuno lo avesse richiesto. La mia disponibilità è alla luce del sole, come sempre. Anche stavolta. Come solare è la mia storia politica fatta di passione e impegno. Del resto non serve far parte necessariamente di un partito per amministrare. Esiste il civismo da cui provengo ed esiste la società civile, le cui esigenze e le cui istanze, spesso, vengono meglio interpretate e rappresentate rispetto a quello che fanno e che dicono partiti e correnti di partito. Se questi vogliono essere i presupposti e se davvero si vuole scrivere una narrazione diversa rispetto al ruolo che riveste un ente importante come la Provincia, raccolgo l'invito. Anzi, faccio mio l'appello e lo estendo a tutti coloro che hanno davvero voglia di scrivere una storia diversa per la provincia di Frosinone».

E l'altro protagonista di questa battaglia, il sindaco di Cassino Enzo Salera si affretta a dire: «Nulla contro Sacco, io ho fatto solo un discorso politico». E precisa: «Sono un sindaco di un partito che porta avanti una battaglia di non alleanza con FdI. Sacco è liberissimo di candidarsi, bisogna avere rispetto delle posizioni di ognuno, io però sono il sindaco di un partito che l'altra sera si è riunito con oltre 20 sindaci e abbiamo preso a maggioranza quella decisione, ora non posso cambiare la parola data».
Alcuni dei presenti poi hanno firmato il documento pro Sacco, però! «Il sindaco Mazzaroppi lo aveva detto, dei presenti solo Cambone e Piccirilli hanno poi firmato il documento».

Ma così non si divide il Cassinate?
«Siamo sempre stati divisi dall'appartenenza politica. E poi se andiamo a vedere la maggior parte dei sindaci del Cassinate era alla riunione del Manzoni. Anche quello è Cassinate! Diciamo anche che i sindaci che appartengono a quest'area rappresentano le città più grandi della provincia. Alla fine bisogna considerare il numero dei voti ponderati degli amministratori per vincere».

E allora non si rischia di perdere una candidatura del sud?
«Perché con la candidatura di Sacco si ha la certezza di vincere?».

Quindi, la linea?
«Manteniamo la linea dell'altra sera, per coerenza, di cercare di individuare il profilo di un candidato nel campo progressisti che possa incarnare al meglio l'espressione di tutti. Ed è quello che porteremo domenica alla direzione provinciale».