Elezioni anticipate a Frosinone. Si tratta di uno scenario possibile, anche se dalla vittoria al ballottaggio di Riccardo Mastrangeli sono trascorsi appena cinque mesi. Uno scenario che starebbe valutando anche il sindaco perché le fibrillazioni sulle provinciali sono forti. E comunque vada a finire la partita per la presidenza, le spaccature emerse non erano preventivabili. In primis tra Lega e Fratelli d'Italia. Non c'è soltanto questo però e dietro le quinte emergono malumori legati pure all'assetto della giunta. Dal canto suo Mastrangeli ha detto ai fedelissimi che non è sua intenzione lasciarsi logorare qualora la situazione non dovesse essere recuperata. E di non temere l'eventuale ricorso anticipato alle urne. Un ragionamento politico che con ogni probabilità tiene in considerazione le difficoltà di un centrosinistra nel quale è saltato anche il Campo Largo. Le domande sono: il Pd sarebbe pronto ad elezioni anticipate? Con quale candidato? E con che tipo di coalizione?

Certo è che le elezioni anticipate potrebbero trasformarsi in una sorta di "derby" da resa dei conti tra la Lega di Nicola Ottaviani (partito al quale è in quota il sindaco Riccardo Mastrangeli) e Fratelli d'Italia di Massimo Ruspandini. Lo scontro politico sulla candidatura alla presidenza della Provincia è indicativo del clima che si respira.
Poi c'è l'aspetto legato alle firme da raccogliere per presentare la candidatura alla presidenza della Provincia. Ne occorrono almeno 172 e la designazione dovrà essere presentata entro il termine ultimo del 28 novembre. Riccardo Mastrangeli si aspetta il pieno di firme da parte dei consiglieri che compongono la maggioranza che lo sostiene al Comune. Ieri per esempio c'è stata la sottoscrizione di Mauro Vicano, che ha appoggiato Mastrangeli al ballottaggio dopo essere candidato a sindaco per conto proprio al primo turno. Finora però all'appello mancano diverse firme. Vero che ci sono ancora dieci giorni di tempo, ma intanto si tratta comunque di un segnale.

La candidatura di Mastrangeli non è stata firmata (non ancora perlomeno) dai 4 consiglieri di Fratelli d'Italia ma pure dal presidente dell'aula Massimiliano Tagliaferri, eletto nella Lista Ottaviani. Non ci sono neppure le sottoscrizioni dei 2 consiglieri di Forza Italia. E neppure di Pasquale Cirillo, che adesso fa parte del gruppo della Lega ma che è stato eletto nella lista Frosinone Capoluogo. Naturalmente la situazione è in evoluzione e bisognerà vedere cosa succederà nei prossimi giorni e quali saranno gli sviluppi nel centrodestra. Dove però la frattura tra Fratelli d'Italia e Lega non sembra ricomponibile. A meno di clamorosi colpi di scena o di interventi dei livelli regionali o nazionali dei partiti. Dicevamo che Riccardo Mastrangeli sta valutando la situazione a tutto campo. Compreso il ricorso anticipato alle urne.

Certamente una situazione del genere sarebbe stata catalogata tra le opere di fantascienza a giugno, quando il centrodestra fece segnare la terza vittoria consecutiva al Comune capoluogo. Con una coalizione unita e motivata e con un "mix" che appariva perfetto tra partiti e liste civiche. Le provinciali hanno però evidenziato parecchi nervi scoperti della coalizione. Fra l'altro il tavolo del centrodestra non viene convocato da mesi. Il segnale è fin troppo netto: nessuno è intenzionato a provare a ricucire.