Nel Pd l'imperativo categorico è cercare di tenere nella coalizione che si presenterà alle regionali anche Verdi e Sinistra Italia. Il senatore e segretario regionale del partito Bruno Astorre lo ha detto: «Martedì si riunirà la direzione regionale. Sarà la coalizione a decidere se fare le primarie, probabilmente la prossima settimana. D'Amato è disponibile a farle. Lavoriamo perché ci siano anche Verdi e Sinistra Italiana». In realtà le primarie restano un rebus, ma potrebbero rappresentare la "chiave" per una maggiore condivisione proprio dell'opzione D'Amato. Il punto politico è cercare di tenere dalla stessa parte Terzo Polo, Verdi e Sinistra Italiana. Alessio D'Amato sarà appoggiato dal Pd e dal Terzo Polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Mentre il Movimento Cinque Stelle andrà per conto proprio. Come nel 2018: l'alleanza del Campo Largo è avvenuta successivamente, su iniziativa di Nicola Zingaretti.

A questo punto si aspettano le mosse del centrodestra. Il candidato presidente verrà espresso da Fratelli d'Italia. Il nome che sta circolando maggiormente in queste ore è quello di Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa. Ma ci sono pure Chiara Colosimo e Fabio Rampelli. Si voterà a febbraio, probabilmente il 12. O il 5.

Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd, rileva: «Grazie a Nicola Zingaretti, in questi dieci anni la regione è profondamente cambiata. Siamo partiti nel 2013 con 13 miliardi di debiti, ora quella stagione di debiti e di dissesto è alle nostre spalle. Avevamo una sanità commissariata, organizzata in macroaree, un modello contestato ed inefficace, mentre ora abbiamo messo in opera milioni di investimenti per ospedali e case di comunità con l'obiettivo ridurre liste d'attesa, risolvere il problema dei Pronto Soccorso e creare nuovi reparti di eccellenza come il Dea di secondo livello a Frosinone che è ad un passo dal riconoscimento. Quando siamo arrivati, la Valle del Sacco non era considerata un'area da bonificare, invece ora abbiamo concluso le gare per la caratterizzazione e la messa in sicurezza: altro che le chiacchiere della destra.

I Comuni erano sull'orlo del disastro, ora le fatture e i pagamenti vengono effettuati con regolarità. Potrei continuare a fare esempi, per giorni, su tutto ciò che di positivo abbiamo costruito in questo decennio intenso ma proficuo. Sono consapevole che ancora tanto c'è da fare e che tanti sono ancora le problematiche da affrontare. Tuttavia è indiscutibile che in questi anni c'è stato un cambio di passo e una programmazione efficace che ci ha portati ad ottenere tanti risultati che hanno cambiato in meglio la regione. Questo, grazie alla guida, all'entusiasmo, alle battaglie, alla determinazione ed alla fatica in primis di un grande presidente come Nicola Zingaretti. Per me l'onore in questi dieci anni di aver lavorato fianco a fianco con lui e con il resto delle colleghe e dei colleghi, da presidente della commissione bilancio, da assessore, capogruppo, da presidente del consiglio regionale ed ora da coordinatore della maggioranza. Un'esperienza straordinaria che, sono certo, ha tutte le carte in regola per continuare».

Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Zingaretti, ha notato: «Ora è necessario un allargamento della coalizione anche a mondi civici ed esperienze plurali, la costruzione del programma e la selezione della candidatura in maniera partecipata, con delle vere primarie di coalizione. In questa maniera avremo tutte le carte in regola per vincere e dare al Lazio una guida progressista, ancora una volta in controtendenza con la situazione politica nazionale».
Di parere completamente opposto il senatore Claudio Durigon, coordinatore regionale della Lega. Ha dichiarato: «Zingaretti ha firmato le sue dimissioni. Ha chiuso una esperienza che ha prodotto solo emergenze rifiuti, buttato milioni in revamping di impianti di trattamento poi chiusi, ha depotenziato l'assistenza sanitaria di prossimità, annunciato Case della Salute, bloccato lo sviluppo infrastrutturale e aumentato l'Irpef ai livelli più alti d'Italia. Non ne sentiremo la mancanza».