Pubblica illuminazione ed aree di sosta, Naretti e Cardinali sollecitano la riformulazione del project financing. Il capogruppo consiliare di Forza Italia dichiaratosi indipendente, Pierino Naretti, ha sottoscritto assieme ad Alessandro Cardinali, ex Fratelli d'Italia oggi civico e vice presidente della Provincia, una richiesta indirizzata al sindaco Daniele Natalia, al presidente del consiglio comunale Davide Salvati, all'assessore ai lavori pubblici Vittorio D'Ercole e al segretario generale una nota con la quale, riferendosi alle "dichiarazioni rese nel consiglio comunale del 12/10/2022", chiedono "una riformulazione del project financing affidato alla Engie, da riproporre alla valutazione della pubblica assise". Fra l'ironia e la durezza, aggiungono: "Poiché a tutt'oggi non si ha alcun riscontro a quanto richiesto, si sollecitano le SSLL a fornire risposte ai quesiti".

Soprattutto Pierino Naretti, assieme al generale azzurro Guglielmo Rosatella, è da tempo critico e decisamente contrario al project financing che secondo la maggioranza rappresenta invece la prova delle sue capacità. A Naretti, Rosatella e Cardinali non va proprio giù la "concessione del servizio di gestione, manutenzione, e riqualificazione energetica per gli impianti di illuminazione pubblica e servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento sul territorio", presentata da Engie Servizi SpA, affidataria dopo averne gestito l'iter iniziale come soggetto unico partecipante alla gara.

Naretti e Cardinali sono ambedue componenti della coalizione in fieri organizzata dal cavalier Domenico Beccidelli per conquistare il trono di Palazzo d'Iseo nelle elezioni della prossima primavera. I due insistono: "Il parcheggio a raso alla stazione ferroviaria vedrebbe 500 posti tutti a pagamento, ulteriore aggravio per i cittadini. Il quadro economico è ridicolo, indicando costi per 880.000 per entrambe le opere (parcheggio stazione e Sotto le Mura). L'incremento dei 20 chilometri di pubblica illuminazione si svilupperebbe nell'ambito dei 20 anni". L'operazione ha naturalmente anche un aspetto squisitamente politico, col tentativo di minare le opere che potrebbero risollevare la maggioranza.