Si voterà il 18 dicembre, dalle ore 8 alle 20. Le candidature alla presidenza della Provincia dovranno essere presentate il 27 e 28 novembre, con questi orari: il primo dei due giorni dalle 8 alle 20, il secondo dalle 8 alle 12. Vuol dire che ci sono poco più di due settimane a disposizione degli schieramenti per individuare i designati e soprattutto per definire alleanze e strategie. Va sempre ricordato che alle provinciali alle urne vanno sindaci e consiglieri, attraverso il sistema del voto ponderato. Al momento la situazione è di stallo e anche molto confusa.

Nel centrodestra le posizioni di Fratelli d'Italia e Lega appaiono lontanissime e questo vuol dire che le possibilità di una candidatura unitaria sono ridotte al lumicino. Il Carroccio è pronto a insistere sulla designazione di Riccardo Mastrangeli, sindaco di Frosinone. Mentre il partito di Giorgia Meloni ha nomi come Roberto Caligiore (Ceccano) e Lucio Fiordalisio (Patrica). Difficile pensare ad una mediazione, ad un compromesso e perfino ad un "punto di caduta" condiviso. Anche e soprattutto in considerazione del fatto che non sono previsti incontri politici di coalizione. C'è l'iniziativa del sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca, che ha fissato per il 16 dicembre un summit dell'alleanza. Dai segnali che però arrivano appare problematico che ci sia una partecipazione di tutti i protagonisti.

Sul versante del Partito Democratico, Francesco De Angelis sta vagliando diverse soluzioni. Intanto, una volta che sarà pubblicato l'elenco degli aventi diritto al voto, cercherà di capire su quante preferenze ponderate può far affidamento il Campo Largo. Contemporaneamente è aperta l'opzione della cosiddetta "soluzione istituzionale". Vuol dire convergere su un nome condiviso anche con una parte del centrodestra. Puntando sulla circostanza che dal 2104 le Province sono enti di secondo livello, nei quali l'aspetto amministrativo è spesso prioritario. Un discorso che però vale fino ad un certo punto perché alla fine il profilo politico resta forte. Nell'ambito della "soluzione istituzionale" circola moltissimo il nome del sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. Un'ipotesi sulla quale il Pd sta ragionando. Nel centrodestra Fratelli d'Italia e "azzurri" stanno valutando il da farsi.

Per quanto riguarda la Lega due le opzioni al vaglio: candidare Riccardo Mastrangeli oppure non presentare nessuno. La sensazione forte è che le provinciali rappresenteranno una vera e propria resa dei conti tra Fratelli d'Italia e Lega. A pochissimi mesi dalla vittoria al Comune di Frosinone. Tra i due leader provinciali, Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) e Nicola Ottaviani (Lega) la distanza politica appare incolmabile. Ma anche nel Pd non mancano le differenze: ad Antonio Pompeo la "soluzione istituzionale" non piace. A differenza di Francesco De Angelis.
Nei giorni scorsi Giuseppe Sacco si è confrontato con alcuni sindaci del cassinate: pure lui sta effettuando valutazioni importanti.

Ci sono anche altri nomi sui quali si sta ragionando: Riccardo Mastrangeli (Frosinone), Luca Di Stefano (Sora), Roberto Caligiore (Ceccano), Lucio Fiordalisio (Patrica), Emiliano Cinelli (Monte San Giovanni Campano), Gianfranco Barletta (Supino), Anselmo Rotondo (Pontecorvo). Di Mastrangeli abbiamo detto. Luca Di Stefano potrebbe essere proposto dal Pd, sia come esponente del centrosinistra che come "soluzione istituzionale". Da non sottovalutare la circostanza del peso che avrà nelle scelte la norma che impedisce di candidarsi alla presidenza ai sindaci con meno di 18 mesi di mandato davanti.
Sono tantissimi in questa condizione, più della metà. E questo inevitabilmete può determinare malumori e sorprese nel segreto dell'urna.