"Siamo quello in cui crediamo". E Sara Battisti ci crede davvero: per questo si ricandida al consiglio regionale del Lazio. Ieri sera, presso il Cotonificio, l'inizio della campagna elettorale. Con uno slogan che riflette il suo modo di intendere l'impegno politico. Sara Battisti è arrivata con Albino Ruberti, compagno nella vita, già Capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri.

C'erano tutti. Tra gli altri Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Antonio Pompeo, Luca Fantini. Ma anche Bruno Astorre e Alessio D'Amato. A presentare l'evento la giornalista Lorenza Di Brango, ad introdurre i lavori Barbara Di Rollo e Barbara Caparrelli. Sul palco si sono alternati in moltissimi: da Sarah Grieco a Gianfranco Pizzutelli.

Clima molto disteso: non sfuggono i saluti e gli abbracci di Albino Ruberti con Francesco De Angelis e Adriano Lampazzi. L'ormai celebre video pubblicato ad agosto appare lontanissimo. Sara Battisti ascolta e interpreta l'umore della platea. C'è voglia di rivincita rispetto alle politiche, nella consapevolezza che però le regionali di febbraio non saranno affatto semplici. Perché il Campo Largo costruito da Nicola Zingaretti al momento non c'è e ricostruirlo non sarà affatto semplice. Sara Battisti nel suo intervento ha messo emozione e analisi politica, in un mix inevitabile. Non ha potuto, ma soprattutto non ha voluto nascondere la commozione. Sono stati mesi difficili, complessi e complicati da gestire.

Ora c'è la campagna elettorale, altrettanto impegnativa. Ha detto Sara Battisti: «Quello che non rende più credibile la politica è l'autorefenzialità dei gruppi dirigenti, che la rendono lontana dalle esigenze dei cittadini spegnendo l'entusiasmo di chi vorrebbe partecipare attivamente ai processi democratici. Questo vale prima di tutto per il Pd. C'è bisogno di una partecipazione collettiva, che ovviamente può essere stimolata solo grazie ad una chiara linea politica attraverso la quale i cittadini sappiamo riconoscersi». Poi, relativamente alla Regione Lazio, ha notato: «Nel 2018, quando mi sono candidata, ho spiegato in campagna elettorale che la mia battaglia politica sarebbe stata legata esclusivamente alla spinta di emancipazione della provincia di Frosinone.

Una provincia che ha vissuto una grande stagione di investimenti finalizzati a far crescere il comparto industriale, che piano piano ha abbandonato questo territorio. La strada che abbiamo tracciato insieme alle tante persone che mi hanno sostenuto è una sfida a tutta l'intera provincia. Da una parte bisogna affermare che l'impresa con la quale vogliamo crescere investe su tecnologia, tutela dell'ambiente, energia da fonti rinnovabili, valorizzazione del patrimonio storico, culturale, ambientale. Io ce l'ho fatta a dare vita a norme e leggi, contribuendo in modo significativo a costruire una nuova idea di provincia grazie a professionisti, associazioni, categorie imprenditoriali, amministratori che ho ascoltato e con i quali ho progettato e realizzato. E credo che possa farcela anche il Pd a recuperare la capacità di ascoltare, umilmente, aprirsi e lasciarsi contaminare da tanti cittadini capaci e appassionati, che chiedono solo di essere coinvolti».