I punti di riferimento sono i numeri e le fasce di ponderazione di un anno fa, quando a dicembre si votò per l'elezione dei dodici consiglieri provinciali. Perché assetti, rapporti di forza ed equilibri non sono cambiati in maniera significativa. Inoltre la cosiddetta "soluzione istituzionale", per quanto suggestiva e perfino praticabile, avrebbe una serie di effetti collaterali di non poco conto. Uno su tutti: le dinamiche nazionali e regionali dei singoli partiti, soprattutto in un momento come quello attuale, consentono poche "varianti sul tema". Ecco perché, per esempio, il leader del Pd Francesco De Angelis intende prima verificare su quanti voti ponderati può contare uno schema da Campo Largo imperniato sul Pd.

Le fasce di ponderazione
Saranno più o meno quelle dello scorso anno. Pochissime le differenze possibili. In totale gli elettori (sindaci e consiglieri comunali) sono 1.145: 91 primi cittadini e 1.054 consiglieri. Il più alto indice di ponderazione è quello della fascia verde, che riguarda i Comuni di Frosinone e Cassino. In totale 58 aventi diritto: 2 sindaci e 56 consiglieri. La fascia di ponderazione nel 2021 è stata di 287. Vuol dire che una singola preferenza vale 287 punti. Poi la fascia rossa: Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli. In tutto 153 grandi elettori: 9 sindaci e 144 consiglieri comunali. L'indice di ponderazione nel 2021 fu pari a 228. Nella fascia della scheda grigia, i Comuni sono 12: Aquino, Arce, Arpino, Boville Ernica, Ceprano, Cervaro, Fiuggi, Paliano, Piedimonte San Germano, Ripi, Roccasecca, Sant'Elia Fiumerapido. Al voto in 156: 12 sindaci e 144 consiglieri. L'indice di ponderazione fu di 115.

Quindi i 16 Comuni della scheda arancione: Amaseno, Atina, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Morolo, Patrica, Pico, Piglio, Pofi, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Serrone, Supino, Torrice. Grandi elettori a quota 207: 16 sindaci e 191 consiglieri. Indice di ponderazione: 62. Infine, i 52 Comuni della scheda azzurra: 52 sindaci e 519 consiglieri. In totale 571 votanti. Indice di ponderazione: 30.

I due precedenti
Nel 2014, anno dell'entrata in vigore della legge Delrio, Antonio Pompeo vinse la sfida con Enrico Pittiglio: 50.174 voti ponderati contro 43.159. A sostegno di Pompeo c'erano I Democratici per Pompeo (32.111 voti ponderati), Forza Italia (22.677), Ncd-Udc (13.008). Con Pittiglio il Partito Democratico (22.610). L'anno della spaccatura tra Francesco De Angelis e Francesco Scalia. Nel 2018 invece sfida più tradizionale fra i due schieramenti: da una parte il centrosinistra guidato da Antonio Pompeo, dall'altra il centrodestra che mise in campo l'allora coordinatore provinciale di Forza Italia e sindaco di Pofi Tommaso Ciccone. Vinse Pompeo con 51.768 voti ponderati, mentre Ciccone ne totalizzò 34.442. Un anno fa, esattamente il 18 dicembre 2021, si è votato invece per l'elezione dei 12 consiglieri. La lista del Pd ha ottenuto 29.231 voti ponderati. Nella coalizione del Campo Largo c'era il Polo Civico: 13.592 voti ponderati. E anche Provincia in Comune: 10.717 voti ponderati. Nel centrodestra la Lega raccolse 19.883 voti ponderati. Per Fratelli d'Italia 15.368 voti ponderati. Il punto di partenza per ogni tipo di strategia è rappresentato da questi numeri. Che però andranno "tarati", considerando i tanti esponenti civici in diversi Comuni. Non sarà semplice.

Strategie e contromisure
I nomi che circolano più insistentemente per la candidatura alla presidenza della Provincia sono sette: Riccardo Mastrangeli (Frosinone), Luca Di Stefano (Sora), Roberto Caligiore (Ceccano), Lucio Fiordalisio (Patrica), Peppe Sacco (Roccasecca), Emiliano Cinelli (Monte San Giovanni Campano) e Gianfranco Barletta (Supino). Ma c'è pure l'ipotesi Anselmo Rotondo (Pontecorvo), che porta quindi a otto l'elenco dei "papabili". Poco da girarci intorno però: l'eventuale "soluzione istituzionale" potrebbe passare soltanto attraverso un'intesa tra il Pd e il centrodestra. In realtà però c'è una subordinata: tutto il centrodestra oppure solo una parte? In questo contesto entra in gioco l'aspetto dei rapporti tra Fratelli d'Italia e Lega.

Per la verità più di qualcuno si pone una domanda: per quale motivo il centrodestra, se dovesse rendersi conto di avere la maggioranza dei voti ponderati, dovrebbe scegliere la strada di una "soluzione istituzionale"? Poi c'è l'aspetto del governo vero e proprio dell'ente. La Provincia ha competenze comunque importanti in materie come i rifiuti e la gestione delle risorse idriche. Temi sui quali centrodestra e centrosinistra hanno posizioni diametralmente opposte. La data più probabile per le elezioni provinciali è ancora il 18 dicembre, come lo scorso anno. In quello stesso periodo le grandi manovre per le candidature alle regionali saranno nel vivo. E bisognerà fare i conti sia con chi sarà in corsa, sia con chi invece non avrà possibilità di giocarsi le proprie carte. Il fatto è che alle provinciali votano gli amministratori locali. Significa che l'effetto malumore potrebbe avere uno suo peso. Peraltro per nulla ponderato...