La domanda è secca: alle regionali sarà candidata? Sara Battisti risponde così: «Mi conoscete, sono sempre in movimento, in cerca di stimoli e progetti nuovi per il futuro e dopo questi cinque anni al servizio di questa splendida comunità che è la provincia di Frosinone, sono ancora tantissime le idee in cantiere che vorrei portare avanti. Il mio è stato un lavoro corale, reso possibile da una grande comunità che vive dentro e fuori dal Partito Democratico: donne e uomini senza i quali mai avrei potuto fare il lavoro che con orgoglio rivendico, forte della convinzione che, se ci si crede fortemente, le cose possono cambiare, eccome se possono cambiare. Ecco, è nelle mani di questa comunità che io rimetto la mia disponibilità a proseguire questo lavoro».

Il bivio del Pd
Dopo il 25 settembre il Pd sembra vivere la sua crisi più profonda. Come si riparte? Nota Sara Battisti: «"Dir la verità è un atto d'amore" per citare gli Afterhours. Mi spiego: se il Pd vuole davvero avviare una fase di "rigenerazione" deve farlo dicendo la verità altrimenti il rischio è quello di assistere a un dibattito che appare già anestetizzato e che non accetta di sviscerare le ragioni di questo esito. Partiamo da un punto inconfutabile: abbiamo perso le elezioni. Le abbiamo perse perché non siamo riusciti, non solo per una nostra responsabilità, a costruire un'alleanza basata su un progetto per il Paese; le abbiamo perse perché abbiamo dato l'idea di essere il partito del governo a tutti i costi e con chiunque in nome della responsabilità; le abbiamo perse perché abbiamo scelto di candidare nelle nostre liste personalità come Luigi Di Maio, rappresentante di un populismo che per anni abbiamo criticato e non trovando una sintesi con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che abbiamo definito uno dei riferimenti principali del campo progressista. Le abbiamo perse perché con una legge elettorale assurda, anziché costruire candidature fortemente ancorate ai territori magari da selezionare con lo strumento delle primarie, abbiamo pensato di blindare il fortino e le correnti del partito con candidature calate dall'alto. Ma c'è un dato dal quale si deve necessariamente ripartire: quel 19% di consensi sono persone che hanno scelto comunque di sostenerci. Vogliamo renderle o no protagoniste della vita di questo partito? Ora, non domani, è tempo di produrre un confronto aperto e largo su quale deve essere il ruolo di un partito di sinistra nel 2022, sull' idea di società che vogliamo costruire, su chi vogliamo rappresentare, su quale opposizione fare a questo Governo, a partire da emergenze quali il caro bollette, il lavoro, la tassazione, i giovani e l'ambiente».

Lo scenario provinciale
Sul Pd provinciale argomenta Battisti: «Qui il punto non è la rigenerazione del gruppo dirigente e dell'intero impianto come invece dovrà accadere a livello nazionale. La segreteria provinciale è stata eletta nell'ambito di un accordo unitario che ha prodotto una scelta di rinnovamento e in questi mesi ha portato avanti un lavoro importante in una situazione complessa. La comunità del Pd deve tornare al centro. Questo è sempre stato un principio guida della mia azione amministrativa e politica: amministrare stando al servizio del territorio e della comunità del partito. Spesso, però, ho visto questo meccanismo ribaltato con una centralità degli eletti nei vari livelli che ha fatto venire meno il senso della comunità che dobbiamo contribuire tutti a far tornare centrale. A questa segreteria, ora più che mai, va garantita piena agibilità politica e autonomia decisionale per le sfide che ci attendono».

Il bilancio
Si chiude una stagione: dieci anni di Nicola Zingaretti alla guida della Regione Lazio. Un bilancio? Afferma Sara Battisti: «Nicola Zingaretti ha "ereditato" una Regione da rifondare in ogni suo aspetto. Un lavoro lungo e molto complesso che, però, dopo dieci anni ci restituisce un ente con il bilancio risanato, la sanità uscita dal commissariamento, la collocazione nei primissimi posti per innovazione, sviluppo e crescita delle imprese e per la messa a terra dei fondi europei. In questo scenario, proprio grazie alla lungimiranza del presidente e della giunta e di tutti i colleghi consiglieri, ho potuto portare avanti il mio progetto politico realizzando importanti obiettivi: la legge sul revenge porn, quella sullo psicologo delle cure primarie che sarà oggetto di emendamento nel corso del collegato in approvazione in queste ore, la costruzione e lo sviluppo di un progetto che oggi ci consente di vedere la provincia di Frosinone come una meta turistica. Sono solo alcuni esempi di un lavoro riconosciuto da amministratori, associazioni, cittadine e cittadini, un patrimonio che va salvaguardato e rilanciato. In questo senso si colloca la necessità di lavorare per tenere unita una coalizione che ha portato avanti questo lavoro e ha consentito al Lazio di tornare a ricoprire un ruolo centrale nel Paese. Non quindi un'alleanza solo elettorale ma un'alleanza per proseguire questo cammino su un progetto politico e amministrativo per i prossimi 10 anni. In seguito, definito il progetto e la coalizione che si candida a realizzarlo, si definirà il candidato presidente». Conclude: «Il 7 novembre, attraverso la voce di chi con me ha lavorato alla realizzazione di obiettivi importanti, narreremo il diario di viaggio di questi cinque anni. Le cose fatte e soprattutto quelle ancora da fare che, dopo questo appuntamento, approfondiremo nel mese di novembre. Ma sarà anche un primo momento di riflessione sul contributo che vogliamo dare al partito».