Il prossimo 31 ottobre scade il secondo mandato da presidente della Provincia di Antonio Pompeo. Da quel momento si andrà alle urne per scegliere il successore entro novanta giorni. Vale a dire a gennaio. Ma c'è un'altra data da tenere presente, quella delle regionali. Dipenderà da quando Nicola Zingaretti (eletto deputato) lascerà la carica di Governatore del Lazio. Secondo alcune indiscrezioni il periodo potrebbe essere quello compreso tra l'8 e il 12 novembre. Si voterà nella seconda metà di gennaio e Pompeo, che alle regionali ci sarà, dovrà dimettersi da sindaco di Ferentino e da presidente della Provincia almeno trenta giorni prima. Probabile che deciderà di lasciare prima di Natale.

Il punto dei diciotto mesi
C'è un ulteriore giorno da tenere presente: il 24 novembre. Quando scatterà il limite dei 18 mesi di mandato. Siccome alla carica di presidente della Provincia possono concorrere soltanto i sindaci, gli stessi dovranno avere davanti più di un anno e mezzo di mandato. A partire appunto dal 24 novembre. Circa la metà dei 91 primi cittadini sarà di fatto tagliata fuori. Parliamo di esponenti importanti: Enzo Salera (Cassino), Massimiliano Quadrini (Isola del Liri), Daniele Natalia (Anagni), Simone Costanzo (Coreno Ausonio), Alioska Baccarini (Fiuggi), Adriano Lampazzi (Giuliano di Roma), Domenico Alfieri (Paliano), Enrico Pittiglio (San Donato Val di Comino), Simone Cretaro (Veroli). Nei mesi scorsi si era parlato molto della possibilità che una modifica del Testo unico degli enti locali potesse superare il limite dei diciotto mesi di mandato. Ma poi il tema non è stato più affrontato. Sul piano politico la partita appare molto aperta tra centrodestra e centrosinistra. Alle urne si recano gli amministratori (sindaci e consiglieri) con il sistema del voto ponderato.

I possibili candidati
Sia nel 2014 che nel 2018 ha vinto Antonio Pompeo, uno degli esponenti di spicco del Pd. Sul tavolo del centrosinistra c'è l'opzione Luca Di Stefano, sindaco di Sora, che ha un profilo decisamente civico. Già alle comunali di Sora i Democrat hanno adottato questo tipo di schema, che però va adattato al sistema di voto per le provinciali. Per quanto riguarda invece il centrodestra il nome in pole resta quello di Riccardo Mastrangeli, primo cittadino di Frosinone. Ma ci sono anche le ipotesi Roberto Caligiore (Ceccano) e Lucio Fiordalisio (Patrica), entrambi di Fratelli d'Italia. Nel centrodestra dipenderà tutto dai rapporti all'interno della coalizione, specialmente tra Lega e Fratelli d'Italia. In realtà non ci sarà molto tempo per scegliere i candidati.

Il precedente del 2021
Il 18 dicembre 2021 si è votato per l'elezione dei 12 consiglieri. Per quanto riguarda gli equilibri e i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra non sono cambiati moltissimo dopo le amministrative della scorsa estate. Un esempio su tutti: il Comune di Frosinone era già a guida e a maggioranza di centrodestra. In ogni caso un anno fa la lista del Pd ha ottenuto 29.231 voti ponderati. Eleggendo 4 consiglieri (Antonella Di Pucchio, Enrico Pittiglio, Gaetano Ranaldi, Alessandro Mosticone). Nella coalizione del Campo Largo c'era il Polo Civico: 13.592 voti ponderati e 2 consiglieri (Alessandro Cardinali e Alessandro Rea). E anche Provincia in Comune: 10.717 voti ponderati e 1 consigliere (Luigi Vacana). Nel centrodestra la Lega raccolse 19.883 voti ponderati, portando in aula 3 consiglieri (Luca Zaccari, Gianluca Quadrini, Andrea Amata). Per Fratelli d'Italia 15.368 voti ponderati e 2 consiglieri (Daniele Maura, Riccardo Ambrosetti). Non riuscì a raggiungere il quorum Forza Italia: 6.130 voti ponderati. Naturalmente la sfida per la presidenza assume connotazioni differenti rispetto a quella relativa ai consiglieri. Il fattore candidato conta moltissimo. Occorre altresì considerare che sono numerosi gli amministratori civici. Ed è proprio su questa linea di confine che potrà decidersi l'esito del confronto.