Secondo gli ultimi "boatos" Nicola Zingaretti potrebbe dimettersi da presidente della Regione Lazio in un giorno compreso tra l'8 e il 12 novembre. Le elezioni si terranno nei successivi tre mesi: sicuramente a febbraio. Tutti i partiti in Ciociaria sono già concentrati sulla formazione delle liste provinciali, ognuna delle quali sarà composta da 6 candidati (3 uomini e 3 donne). Nel 2018 gli eletti sono stati 4: Mauro Buschini, Sara Battisti (Pd), Pasquale Ciacciarelli (ora nella Lega ma eletto in Forza Italia), Loreto Marcelli (Movimento Cinque Stelle).

I candidati alla presidenza
Il passaggio fondamentale, oltre che preliminare, sarà quello della scelta dei candidati alla presidenza della Regione. Nel Partito Democratico rimane forte l'ipotesi di Daniele Leodori, che peraltro da vicepresidente concluderà la legislatura quando Zingaretti si sarà dimesso da Governatore. L'assessore Alessio D'Amato però non è intenzionato a mollare e ha rilanciato l'idea delle primarie. Sembra essersi raffreddata l'opzione Enrico Gasbarra. Sul tavolo ci sono pure i nomi di Marianna Madia, Marta Bonafoni (capogruppo della lista civica Zingaretti), Monica Cirinnà. Negli ultimi giorni si parla altresì di una possibilità importante: Andrea Riccardi, storico di livello internazionale e studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea. Fondatore della Comunità di Sant'Egidio e ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione dal 2011 al 2013. Nel centrosinistra c'è il tema delle alleanze, con le diplomazie del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle al lavoro per cercare una ricomposizione del Campo Largo. Operazione complicata ma evidentemente non impossibile.

Anche se non sarà semplice per Roberta Lombardi convincere il leader nazionale Giuseppe Conte. Diverso il discorso relativamente ad Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi. I due partiti hanno sostenuto la coalizione di Zingaretti, ma dopo le politiche il quadro si è fatto decisamente più difficile. Nel centrodestra i nomi più autorevoli che stanno circolando in questi ultimi giorni sono due: la deputata Chiara Colosimo (Fratelli d'Italia) e Francesco Rocca, attuale presidente nazionale della Croce rossa italiana e della Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa. Chiara Colosimo è stata eletta parlamentare nel collegio maggioritario di Latina ed è una esponente di punta del partito di Giorgia Meloni. Il punto è capire se davvero sarebbe interessata a concorrere da presidente della Regione Lazio considerando che a Montecitorio sembra avere un'autostrada davanti. Poi ci sono altre opzioni. Per esempio quelle dei senatori Claudio Fazzone e Maurizio Gasparri, entrambi di Forza Italia.

Le liste provinciali
Nel Pd ormai certa la contemporanea partecipazione di tre big: i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti e il presidente della Provincia Antonio Pompeo. Grande affollamento all'orizzonte in Fratelli d'Italia. Alle regionali puntano il consigliere provinciale Daniele Maura, il vicepresidente del partito in Ciociaria Gabriele Picano, ma pure Antonello Iannarilli (ex parlamentare), Riccardo Roscia (consigliere comunale di Pontecorvo), Fabio Tagliaferri (assessore comunale di Frosinone). Senza dimenticare amministratrici del calibro di Alessia Savo, Sara Petrucci, Federica Aceto, Ginevra Bianchini.
Nella Lega ci sarà sicuramente il consigliere regionale in carica Pasquale Ciacciarelli. Anche in questo caso però le opzioni non mancano: l'ex parlamentare Francesca Gerardi, i consiglieri provinciali Andrea Amata e Gianluca Quadrini, la responsabile provinciale dei Giovani del Carroccio Maria Veronica Rossi, prima dei non eletti alle europee. C'è poi il capitolo a parte riguardante il Comune di Frosinone. Se cioè la Lega deciderà di mettere in campo un esponente del capoluogo. Le ipotesi non difettano, ma la domanda è una sola: l'eventuale candidato del capoluogo potrebbe giocarsi l'elezione o no? Il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani) non si accontenterebbe certo di partecipare. Stesso discorso per il vicesindaco Antonio Scaccia (Lista per Frosinone). Per quanto riguarda Forza Italia, nei giorni scorsi il partito ha sottolineato in una nota ufficiale che in questa fase non hanno alcun senso le autocandidature.

In ogni caso l'imperativo categorico del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone è quelli di costruire una lista forte e inclusiva. In prima fila i nomi di Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli, entrambi subcommissari provinciali del partito. Unitamente a Daniele Natalia, sindaco di Anagni. Poi c'è il Movimento Cinque Stelle: si riparte dal capogruppo regionale Loreto Marcelli, poi bisognerà vedere le altre cinque indicazioni. Quindi Azione: in pole Massimiliano Quadrini, sindaco di Isola del Liri. Mentre per Italia Viva i nomi che circolano maggiormente sono quelli di Germano Caperna e Valentina Calcagni. Ma c'è pure Alessandra Mandarelli.

Naturalmente bisognerà vedere se il Terzo Polo metterà in campo una lista unitaria (come alle politiche) oppure no. Il sistema elettorale delle regionali prevede il turno unico, senza il ballottaggio. Vince chi prende un solo voto in più. Dal punto di vista politico febbraio è davvero dietro l'angolo, considerando sia le feste natalizie che le provinciali per l'indicazione del presidente. La legge per l'elezione dei consiglieri regionali ha una vocazione proporzionale, nel senso che c'è una fortissima competizione tra i diversi partiti, anche dello stesso schieramento. Sia nel 2013 che nel 2018 ha vinto Nicola Zingaretti, l'unico ad aver fatto il bis come presidente.