«Per usare la celebre metafora di Pierluigi Bersani "abbiamo una mucca in corridoio" e continuiamo a parlare d'altro». Così Norberto Venturi, consigliere comunale di Frosinone, alla riunione della direzione provinciale del Partito Democratico di qualche giorno fa. Un intervento a tutto campo quello di Venturi, parametrato però sul momento nazionale del Partito Democratico. Un ragionamento sviluppato alla presenza di Matteo Orfini, eletto deputato nel collegio plurinominale del Basso Lazio, che comprende le province di Frosinone e Latina.

Ha argomentato Venturi: «Francamente si fa fatica a capire l'attuale dibattito del partito a livello nazionale. Si avverte la necessità di un cambiamento strategico e di prospettiva all'interno del Partito Democratico. Devo dire che sono rimasto molto sorpreso dall'assenza di "sussulti" per l'esito della votazione che ha determinato l'elezione di Ignazio La Russa presidente del Senato. Nel senso che, come è noto, a La Russa sono mancati i voti di Forza Italia. Sono stati decisivi alcuni consensi delle opposizioni e c'è pure chi ha avanzato l'ipotesi che qualche voto possa essere arrivato perfino dal Pd. Naturalmente mi auguro che non sia così, ma in ogni caso sarebbe stato importante assumere una posizione forte. Invece si è quasi fatto finta di nulla: come se ormai non ci si meravigliasse più di niente. Sarebbe interessante conoscere la strategia del gruppo dirigente nazionale, perché abbiamo bisogno di una scossa e di idee diverse».

Ha continuato Norberto Venturi: «Neppure possiamo accontentarci della considerazione che siamo comunque il secondo partito e il primo delle opposizioni. Il Partito Democratico è stato fondato con uno spirito inclusivo e una vocazione maggioritaria. Era questa la strategia al Lingotto. E con Walter Veltroni, alla prima uscita, il partito ottenne il 35%. La strada era quella. Adesso siamo al 19%, con un aumento minimo rispetto al 2018. E siccome dobbiamo guardare in faccia la realtà, in una parte del Paese c'è la percezione che il Movimento Cinque Stelle rappresenti più del Pd alcune tematiche proprie della sinistra. Penso che dobbiamo recuperare la nostra piena identità sulle tematiche fondanti, per le quali il punto di riferimento dobbiamo essere noi. Stiamo attraversando un momento storico nel quale le diseguaglianze stanno crescendo e si stanno esasperando: credo che sia un terreno sul quale lavorare».

Ha concluso Venturi: «Il Pd è nato da un'intuizione eccezionale, straordinaria. E personalmente ci credo ancora. Però è innegabile che bisogna intervenire per cambiare la rotta in modo netto e deciso. C'è una frase indicativa: la verità è come la chirurgia. Nel senso che all'inizio fa male, ma poi alla lunga guarisce. Credo che dobbiamo tutti analizzare quello che è successo. A volte invece ho come la sensazione che si voglia anestetizzare il dibattito. Non può bastare un congresso "normale", fatto con i soliti schemi e con la dinamica delle correnti. Abbiamo bisogno di altro». Una presa di posizione politicamente appassionata quello di Norberto Venturi.

Nel corso della riunione il segretario provinciale Luca Fantini aveva affermato: «Bisogna ripartire da quelli che sono stati i nostri errori prima e durante la campagna elettorale poi. Penso ad esempio alla questione della rappresentanza territoriale, che anche qui ci ha visto penalizzati rispetto alla scelta delle candidature, ma soprattutto ha dato l'idea, ancora una volta, di un partito nel quale il livello nazionale tiene in pochissimo conto quello che è il lavoro quotidiano delle nostre comunità, il lavoro dei nostri amministratori e le indicazioni politiche che le federazioni hanno voluto inviare». Quindi ha aggiunto: «In provincia di Frosinone il dato elettorale, in linea con quello nazionale, ha rappresentato una dura sconfitta, vicina a quello del 2018. Questo risultato ci impone di aprire una profonda riflessione e di partecipare con tutto il nostro impegno e la nostra forza, a quello che sarà il dibattito nazionale, portando le nostre idee e le nostre proposte».