Il passo indietro lo ha fatto. Anzi, di lato. Come si era impegnato a fare. Dopo sette anni Mario Sodani lascia la giunta, il suo assessorato a cui ha lavorato ininterrottamente dal 2015, nella prima e nella seconda consiliatura Caligiore. Ora la "staffetta": passa il testimone a Marco Mizzoni, esponente come lui di Patto civico, con una mandato politico preciso da perseguire: spostare al centro la barra di un'amministrazione altrimenti sbilanciata a destra.

Il professor Sodani, cresciuto nell'Azione cattolica e nel mondo della scuola, è un "centrista" d'altri (gloriosi) tempi. Buonsenso, dialogo, mediazione, interesse collettivo sono i capisaldi della sua azione amministrativa. Come pure le figure storiche a cui si ispira: don Sturzo, De Gasperi, Dossetti, Moro e La Pira, che definisce «giganti della politica». E poi don Antonio Piroli, «uomo e sacerdote straordinario, esempio e riferimento della mia vita». Adesso, dopo questa lunga esperienza da assessore con deleghe importanti (istruzione, servizi e trasporto scolastico, Tpl, università e, da ultimo, anche l'edilizia scolastica), si tiene a disposizione di Patto civico. Sapendo che il gruppo gli chiederà di impegnarsi ancora. Lo abbiamo intervistato.

Come può riassumere il suo lavoro di questi anni in giunta?
«Un'intensa attività di studio, progettazione, preparazione di incontri e manifestazioni, per realizzare un piano politico, educativo, culturale, sociale, sportivo. Ho posto la mia attenzione al singolo studente, al miglioramento dell'edilizia scolastica, garantendo ambienti accoglienti e colorati, monitorando l'efficientamento dei trasporti e dei servizi, offrendo a tutti gli studenti il diritto a studiare, anche attraverso borse di studio».

Quali risultati concreti rivendica con maggiore orgoglio?
«Abbiamo ristrutturato l'impiantistica di quasi tutte le scuole per adeguarla alle norme, attingendo a tutti i fondi che lo Stato ha messo a disposizione. E poi la riorganizzazione del trasporto scolastico e di quello locale con nuove corse per gli studenti ceccanesi che frequentano l'Itis di Ferentino, l'Ipsia e il liceo artistico di Frosinone, prima costretti a un doppio cambio di pullman e a orari impossibili. Mi fa piacere ricordare anche eventi come la stagione cinematografica e le serate del Carnevale di gala in maschera, poi purtroppo interrotto dal Covid».

Quali risultati non è riuscito a cogliere? E perché?
«Alcune iniziative su cui stavamo lavorando ma che non abbiamo potuto portare a termine. Come le borse di studio per gli studenti meritevoli finanziate con fondi comunali. A Ceccano abbiamo tante eccellenze in questo campo, avrei voluto dare loro un segnale di apprezzamento e di incoraggiamento. Il riequilibrio finanziario ci ha costretti a rinviare questa iniziativa, ma il lavoro è avviato e quando ci saranno le condizioni si potrà realizzare».

Che rapporto ha avuto in questi anni con il sindaco?
«Di perfetta sintonia. Roberto Caligiore È un uomo lungimirante, ha creduto nelle mia capacità professionali ed educative e non ha mai ostacolato la mia peculiarità politica, un progetto che ho portato avanti in piena cooperazione con il consigliere Mizzoni, con gli amici e i componenti di Patto civico che hanno sempre coadiuvato il lavoro del mio assessorato».

Che consiglio si sente di dare al suo successore?
«Di continuare con ostinazione il percorso politico che abbiamo intrapreso insieme per ribilanciare verso il centro questa amministrazione, guidata molto bene da Caligiore, ma tendenzialmente spostata verso destra».

Quale sarà il suo futuro politico? Un pensierino alle regionali con Patto civico?
«Mi auguro di trovare uno spazio adeguato e di continuare il percorso con Patto civico, sia ricoprendo incarichi a Ceccano, sia in Regione o in qualche gabinetto politico. Non mi prenoto ma mi metto a disposizione. Sono determinato dare ancora il mio contributo».