È alla seconda legislatura parlamentare: stavolta da deputato, dopo essere stato senatore. Massimo Ruspandini, presidente provinciale di Fratelli d'Italia, ha la consapevolezza di un momento politico non soltanto importante ma molto delicato.

Allora Ruspandini, se quindici anni fa le avessero detto che avrebbe fatto il parlamentare due volte di seguito?
«Non ci avrei creduto. A 35 anni mi sembrava già difficile fare il consigliere comunale a Ceccano. A meno di 50 anni, due legislature da parlamentare. Sono onorato, questa è la verità. Ma il successo di oggi non è il frutto del caso, ma di un lavoro enorme, nel Paese e nei territori. Abbiamo costruito il consenso giorno dopo giorno. Un traguardo che non è esagerato definire storico. Sotto ogni punto di vista».

Partito di maggioranza relativa, con la responsabilità di sostenere il premier.
«Cambierà tutto. Per decenni ci hanno detto che eravamo fuori dall'arco costituzionale, poi che eravamo impresentabili per governare il Paese. La nostra è una storia di riscatto. Detto questo, sentiamo fortissima la responsabilità di sostenere Giorgia Meloni. Con determinazione e intelligenza. Dovremo dimostrare (e lo faremo) di essere all'altezza del compito che gli elettori ci hanno assegnato».

Lei è risultato il parlamentare più votato tra gli eletti nel Lazio. Se l'aspettava?
«Sicuramente ha pesato il traino nazionale e l'onda di Giorgia Meloni. Ma nel collegio uninominale della Camera Frosinone-Sora c'è stata una percentuale più alta della media nazionale e non di poco. Un risultato che è figlio dei sacrifici e del radicamento, della capacità di ascolto e degli impegni rispettati. Tutte piccole-grandi operazioni riuscite. Ma sa di cosa sono più orgoglioso? Di un ricambio generazionale avvenuto con successo. Poi naturalmente sono orgoglioso di essere stato il più votato nel Lazio: una soddisfazione immensa. In questi anni è stato più volte sottolineato che sarei un politico intransigente. Beh, mi sembra che questo abbia pagato in termini elettorali».

Quali le priorità del territorio in questa legislatura?
«Intanto è mia intenzione presentare un disegno di legge per la tutela dei piccoli Comuni, che si stanno spopolando. Ritengo che i piccoli Comuni siano il tesoro e l'architrave dell'Italia. La Ciociaria ne è piena (e meno male): vanno tutelati, salvaguardati. Poi naturalmente c'è la bonifica della Valle del Sacco: combatto questa battaglia da anni, continuerò con il massimo impegno».
Sta per cominciare la campagna elettorale per le regionali. Conquistare il Lazio sarebbe importante per il centrodestra. In tanti aspirano ad una candidatura nella lista provinciale di Fratelli d'Italia. Complicato scegliere?
«Le regionali saranno determinanti. L'imperativo categorico è uno solo: mettere in campo la classe dirigente migliore, quella più affidabile».

Si voterà anche per la presidenza della Provincia.
«Siamo molto legati ad una competizione come quella per la Provincia: sulla carta il centrodestra ha tutte le carte in regola per non fare da spettatore. È dai tempi della vittoria di Antonello Iannarilli che praticamente non tocchiamo palla. Questo centrodestra, a guida Fratelli d'Italia, si confronterà per superare tutte le divisioni e le logiche spartitorie. Certamente però dovremo essere tutti d'accordo».

Al Comune di Frosinone ci sono tensioni tra Fratelli d'Italia e la Lega sul progetto Solidiamo. Lei che ne pensa?
«Intanto che ci sarà il mio impegno assoluto affinché la straordinaria vittoria di quattro mesi fa non venga intaccata da divisioni di questa natura. Condivido la posizione del gruppo di FdI per un motivo innanzitutto: è il momento di riscoprire il valore della Politica con la "P" maiuscola. Evitando demonizzazioni della stessa. In questi anni abbiamo dovuto fare i conti con logiche tipo "uno vale uno". Poi c'è un altro aspetto: parliamo di cifre assolutamente contenute per quanto riguarda gli assessori comunali. Per non parlare dell'importo del gettone di presenza dei consiglieri. Tagli del 50% o del 30% ridurrebbero tali indennità a cifre modeste. Perché chi si mette in gioco, prende i voti e si impegna nell'amministrazione della cosa pubblica dovrebbe farlo per 700 euro al mese? Parliamo soprattutto di chi è lavoratore dipendente. In questo modo nella sostanza passa il concetto che a fare politica possano essere soltanto i ricchi o le persone più abbienti. Solidiamo si può fare lo stesso con altri metodi per finanziare i progetti. Penso per esempio a versamenti su base volontaria e "anonima"».

Perché in provincia di Frosinone è così difficile per il centrodestra procedere unitariamente, anche quando si vince?
«Non mi sottraggo alla domanda. I personalismi l'hanno fatta da padrone (e continuano a farla) per troppi anni. Inoltre a volte è impossibile capire chi è l'interlocutore. Nel senso che ci sono dei leader che poi non lo sono all'interno del rispettivo partito perché anche altri dettano linee e strategie».

Fratelli d'Italia alle politiche è stato il primo partito anche in Ciociaria. Adesso cosa farete?
«Fratelli d'Italia proverà a prendere in mano la situazione, ma siamo consapevoli che non sarà semplice. Intanto però sarebbe importante se tutti facessero chiarezza al proprio interno e si presentassero al tavolo del confronto con il pieno sostegno del proprio partito. Per vincere alla Provincia ed esprimere il presidente questo passaggio sarebbe fondamentale. Noi ci saremo, su questo non ci sono dubbi. Alle provinciali votano sindaci e consiglieri comunali: quindi è importante motivare tutti gli amministratori del centrodestra. Fin dalla scelta del candidato alla presidenza».

Senta Ruspandini, ma se l'aspettava un Pd così in difficoltà anche in provincia di Frosinone?
«Qualche anno fa sembrava impossibile, ma i tempi sono cambiati. A dire la verità però sono rimasto sorpreso dai risultati e dai numeri di altri partiti».