Un faccia a faccia tra il sindaco Riccardo Mastrangeli e l'assessore (e portavoce cittadino di Fratelli d'Italia) Fabio Tagliaferri appare inevitabile. Per capire se ci sono o meno gli spazi per una mediazione e una sintesi sul futuro del progetto Solidiamo, misura simbolo dell'Amministrazione guidata da Nicola Ottaviani per dieci anni.

Il braccio di ferro
La posizione di Fratelli d'Italia è quella esplicitata da Fabio Tagliaferri a Ciociaria Oggi: «Lo abbiamo detto già in campagna elettorale. Faccio un esempio: una persona che si impegna in politica e che nel proprio lavoro guadagna 1.200-1.500 euro nette al mese, si mette in aspettativa per fare l'assessore al Comune capoluogo. Per un'indennità di 700 euro al mese? Vogliamo far passare il concetto che soltanto i liberi professionisti possono fare politica a certi livelli? In secondo luogo basta con la demonizzazione della politica: una persona onesta che si mette in discussione, prende i voti e fa l'assessore ha diritto a che venga riconosciuto il merito. A proposito di Solidiamo, condividiamo una sola opzione: un versamento, su base volontaria, ogni fine anno in un fondo comunale per iniziative di solidarietà. Un versamento spontaneo e anonimo. Perché la solidarietà non si sbandiera, si fa riservatamente».

Mastrangeli sta provando a far passare la soluzione di un taglio più contenuto delle indennità di sindaco e assessori e del gettone di presenza dei consiglieri: dal 50% al 30%. Nel programma elettorale la prosecuzione di Solidiamo c'è. Si legge testualmente: «Proseguiremo con il taglio delle indennità di funzione di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali, con cui erogare borse di studio e premi in favore degli alunni meritevoli delle scuole medie e superiori di Frosinone e realizzare attività culturali a favore degli anziani e delle persone con disabilità». Ma è fin troppo evidente che il contrasto è politico. Sullo sfondo il braccio di ferro tra la Lega e Fratelli d'Italia.

L'intervento di Cirillo
Pasquale Cirillo, consigliere comunale della Lega, prende posizione. Rileva: «Sulla questione Solidiamo circolano delle ricostruzioni abbastanza fantasiose, probabilmente fatte circolare da chi fatica a prendere atto che la politica si fa per spirito di servizio nei confronti della comunità e non per portare un pennacchio o per uno "stipendio"». Quindi aggiunge: «Solidiamo si farà, senza se e senza ma. Semplicemente perché è nel programma elettorale, tra l'altro tra i punti più qualificanti. È inserito nel programma che è stato presentato ai cittadini di Frosinone e che gli stessi hanno votato e sul quale hanno espresso la loro fiducia nei nostri confronti. Non realizzare Solidiamo significherebbe tradire il mandato che ci è stato conferito dai frusinati e, soprattutto, significherebbe tradire la fiducia degli elettori». Una presa di posizione molto forte e netta sul piano politico prima che amministrativo.

La proposta di Venturi
Il progetto Solidiamo, oltre che in giunta, dovrà essere sottoposto all'attenzione del consiglio comunale. Dove un ruolo lo giocheranno anche le opposizioni. Norberto Venturi, consigliere comunale del Pd, rileva: «Noi abbiamo sempre votato il progetto Solidiamo, perché ne condividiamo i principi e lo spirito. Fra l'altro ritengo che la solidarietà non possa essere a tempo. Proprio per queste motivazioni, però, sarebbe importante che l'intero consiglio comunale condividesse le modalità di applicazione del progetto e perfino la gestione». Il messaggio politico-amministrativo lanciato da Norberto Venturi è molto chiaro: per dieci anni la gestione di Solidiamo è stata effettuata dalla giunta e dal sindaco. L'esponente dei Democrat apre un possibile scenario di confronto, proponendo che al centro di ogni scelta sia messo il consiglio comunale nella sua interezza. Un cambio di prospettiva evidente. A questo punto bisognerà vedere cosa potrà succedere in aula e quali saranno i numeri. Alla luce del contrasto nella maggioranza di centrodestra. Le opposizioni sono comunque pronte a dire la loro sulla tematica.

La nota di Ruggiero
Sull'argomento interviene anche Angelo Ruggiero, ex amministratore comunale, membro del direttivo provinciale e del consiglio nazionale del Psi. Afferma Angelo Ruggiero: «Totale adesione alla presa di posizione di Fabio Tagliaferri sulla questione di Solidiamo. La "ratio" della legge sull'indennità di funzione e di carica agli eletti negli Enti Locali ha l'obiettivo di garantire un giusto e dovuto ristoro per le persone che svolgono il proprio impegno e lavoro negli enti locali ove si trovano per volontà popolare ad amministrare il bene comune. Ora, giustamente, come rilevato dal Tagliaferri, vi sono rappresentanti con redditi "molto alti" che possono privarsi di tali riconoscimenti finanziari ed altri che non sono nelle stesse condizioni. A questi ultimi non si possono imporre comportamenti e scelte. Poi ciascuno degli eletti può fare ciò che vuole, nel rispetto della sacralità della norma e della dignità dell'eletto».

Aggiunge Angelo Ruggiero: «Ma la proposta di versare, singolarmente e nel silenzio, il proprio emolumento, chi se lo può permettere, in un fondo volontario, ha dignità e valore per essere accettata e praticata. L'Amministrazione Comunale può nel suo bilancio, intervenire nei casi sociali di cui necessita l'attenzione, con attività pubblica e chiarezza corresponsabilizzando l'intero arco delle rappresentanze elette (gruppi consiliari). Certamente sosterrò questa posizione nelle sedi politico-amministrative ove opero».