«Credo che sia importante ascoltare le conclusioni della direzione nazionale». Così Bruno Astorre, senatore e segretario regionale del Partito Democratico. L'analisi del voto avverrà su diversi livelli: domani a livello nazionale, poi martedì 11 ottobre sarà la volta dell'organismo regionale. Astorre è stato confermato a Palazzo Madama: ha concorso come capolista nel collegio plurinominale del Senato, che comprende tutto il territorio del Lazio, tranne Roma.

Ma come si rilancia il Pd? Può bastare un congresso con i soliti schemi? Argomenta Astorre: «La priorità a mio giudizio è quella di rimettersi in sintonia con il mondo del lavoro, con la società. Occorre un cambio radicale e profondo. Dobbiamo assolutamente tornare ad essere il punto di riferimento per le fasce più deboli della popolazione. Ritengo che ci siano tre ambiti che vanno messi in risalto: l'attenzione verso i lavoratori precari e sottopagati, i riflettori accesi sui lavoratori autonomi e il confronto continuo con tutto il mondo della piccola e media impresa. È da queste direttrici che si ricostruisce il consenso».

Chiediamo ad Astorre: nessun big del Pd si è candidato nei collegi uninominali, tutti in quelli plurinominali. Non è stato un segnale di resa anticipata? Oltre a trasmettere il messaggio che la classe dirigente voleva blindarsi? Rileva: «Non credo. Anche il sottoscritto si è candidato nel plurinominale proporzionale. Ma non per questo non ho fatto una campagna elettorale all'ultimo respiro. Peraltro in un collegio molto grande, con tre milioni di aventi diritto al voto. Il problema vera è rappresentato dalla attuale legge elettorale: diciamo la verità, i candidati sono tutti nominati, con l'indicazione dei cognomi e nomi sulla scheda. È questo che penalizza i territori. Molti leader candidati fuori dai territori di appartenenza? Guardi, sono sicuro che Matteo Orfini e Marianna Madia (per fare due esempi concreti) rappresenteranno i territori nei quali sono stati eletti».

In vista delle regionali si continua a parlare di Campo Largo, ma dal Movimento Cinque Stelle non arrivano messaggi univoci, mentre Carlo Calenda (Azione) chiede ai Dem di scegliere tra lui e i pentastellati. Infine Matteo Renzi non sembra affatto intenzionato a venire incontro al Pd. E allora? Afferma Bruno Astorre: «Resto convinto che il Campo Largo non sia affatto tramontato. Con umiltà e determinazione possiamo continuare a scrivere una storia politica importante. Se in pole position per la candidatura a presidente c'è Daniele Leodori? Intanto dobbiamo costruire la coalizione, poi tutti insieme decideremo come indicare il candidato alla presidenza. È l'unica strada. Ma alle regionali del Lazio possiamo vincere, di questo dobbiamo essere convinti».

Presto si aprirà la stagione congressuale nazionale. A livello locale invece che tipo di situazioni si determineranno? Afferma Bruno Astorre: «Beh, intanto a livello regionale si va a scadenza e quindi si celebrerà il congresso». E in provincia di Frosinone cosa succederà? Dice Bruno Astorre: «Intanto cominciamo con il dire che il Pd della provincia di Frosinone ha centrato l'importante risultato dell'elezione alla Camera di Matteo Orfini. Non era semplice e bisogna darne atto alla federazione guidata da Luca Fantini. Ritengo che ci siano tutte le condizioni affinché si apra una positiva stagione di unità politica. Alle regionali potrebbero concorrere contemporaneamente Mauro Buschini, Sara Battisti e Antonio Pompeo? E il problema quale sarebbe? Credo che in una competizione del genere sia fondamentale che in corsa ci siano tutti quelli che possono prendere più voti possibili».

Chiediamo a Bruno Astorre: ma l'ormai famosissimo video di Albino Ruberti può aver pesato sul risultato elettorale? Ed eventualmente quanto? Rileva il senatore e segretario regionale del Partito Democratico: «Francamente penso che abbia pesato "zero". Tutti hanno capito come sono andate le cose. Ho già avuto modo di dichiarare che linguaggio e toni usati erano inaccettabili. Ma detto questo, voglio sottolineare che Albino Ruberti è uno dei migliori professionisti in circolazione e sono sicuro che il tempo sarà galantuomo pure in questo caso».