Domenico Alfieri ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale del Partito Democratico. Oltre che di presidente. Conosce alla perfezione gli umori, i meccanismi, le procedure e le sfumature. All'indomani dell'ennesima sconfitta alle politiche, anche in provincia di Frosinone, in un post sui social network ha scritto Alfieri: «Finché avremo la presunzione di dire che siamo quelli più belli e quelli più bravi, finché non torneremo davvero strada per strada e a confrontarci e ad ascoltare i cittadini invece di parlare tra di noi, finché non torneremo a condividere le scelte, le candidature nonché la linea politica con la base, finché non presenteremo agli italiani una seria proposta di governo oltre a demonizzare l'avversario di turno, nulla potremo ottenere oltre a sonore sconfitte».

Poi ha aggiunto: «Gli italiani democraticamente hanno scelto Giorgia Meloni e il risultato elettorale va accettato. Complimenti e buon lavoro a lei e alla nuova maggioranza di governo».
Il ragionamento di Alfieri è parametrato sul piano nazionale, ma è fin troppo evidente che non può non riguardare anche il profilo locale. Nel collegio proporzionale i Democrat sono rimasti sotto il 14%, una percentuale più bassa (anche se di poco) di quella del 2018. Ma c'è da dire che il risultato di quattro anni e mezzo fa era stato uno dei più bassi in assoluto. Lo scatto non c'è stato. Fra le altre cose a giugno il Pd ha dovuto fare i conti con un'altra sconfitta, stavolta alle comunali di Frosinone. È stata la terza consecutiva. A livello nazionale si aprirà presto la stagione congressuale.

In Ciociaria due anni fa è stato eletto Luca Fantini alla guida della federazione provinciale, con un consenso molto ampio e dopo un'intesa, anche se tormentata, tra Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti e Base Riformista di Antonio Pompeo.

Nel commentare il risultato delle politiche, Luca Fantini ha argomentato: «La riflessione sul nazionale sarà necessaria per aprire una discussione sugli errori commessi, sulla rigenerazione della politica e dei contenuti, sul sistema di alleanze per il futuro. Sono d'accordo con il segretario (ndr: Enrico Letta) quando afferma che spetterà ad una nuova generazione il compito di rilanciare il Pd, nell'interesse dell'Italia e dell'Europa. Un indirizzo che in provincia di Frosinone abbiamo già intrapreso con l'elezione della nuova segreteria un anno e mezzo fa, consapevoli che si tratta di un percorso lungo e che questo voto servirà a spronarci per seguire con ancora più determinazione questa strada». Vuol dire chiaramente che in provincia di Frosinone si andrà avanti con questa segreteria.

Adesso però bisognerà capire come si svilupperanno il dibattito e le scelte. A cominciare dalle candidature alle regionali. I tre nomi che circolano maggiormente sono quelli degli attuali consiglieri Mauro Buschini e Sara Battisti e del presidente della Provincia Antonio Pompeo. Nel 2018 i Dem elessero due esponenti alla Pisana perché a vincere fu Nicola Zingaretti. L'esito della prossima partita è incerto: con ogni probabilità si voterà a gennaio e il centrodestra ha già messo il Lazio nel mirino. Buschini, Battisti e Pompeo sono tre "pezzi da novanta" del partito e questo vuol dire che eventuali sconfitte avrebbero delle conseguenze. Fra l'altro Pompeo dovrebbe dimettersi da sindaco di Ferentino trenta giorni prima della data delle elezioni regionali. Mentre come presidente della Provincia termina il secondo mandato il prossimo 31 ottobre. Da quel momento avrà novanta giorni di tempo per fissare le elezioni per la scelta del successore. Il che porta a... gennaio. Un inizio del 2023 da brividi dunque per il Partito Democratico.

Da un lato le regionali rappresenteranno una sorta di ultima chiamata per una parte consistente dell'attuale classe dirigente. Dall'altro la presidenza della Provincia in questi anni è stata strategica per tutta una serie di equilibri territoriali, specialmente negli enti intermedi.
Infine c'è il tema territoriale: l'area cassinate rivendica ruoli e spazi. Lo ha detto chiaramente il sindaco di Cassino Enzo Salera. Sarà un autunno molto caldo anche per il Pd provinciale.