La vittoria del centrodestra è stata schiacciante ovunque e il dato numerico rispecchia un vantaggio politico che appare attualmente incolmabile per il centrosinistra.

Il potere delle cifre
I dati del collegio uninominale della Camera Frosinone-Sora (composto da 60 Comuni, tutti della Ciociaria) non lasciano spazio a chissà quali interpretazioni. Massimo Ruspandini ha ottenuto 93.397 voti e la percentuale del 54,54% è la più alta degli eletti nel Lazio. Per quanto riguarda la parte proporzionale, Fratelli d'Italia è al 33,09% (56.670 voti), la Lega al 10,65% (18.245), Forza Italia al 10,18% (17.437). Poi c'è lo 0,61% (1.045 voti) di Noi Moderati. Tanto per avere un'idea, il Pd ha fatto segnare 23.961 voti, il 13,99% (Cinque Stelle al 16,61% in virtù dei 28.442 voti), in un'area geografica che un tempo rappresentava una roccaforte. Ma oggi i Democrat non guidano più Comuni come Frosinone, Alatri, Anagni, Ceccano. Amministrati tutti da un centrodestra cha ha saputo radicarsi nei territori.

Certamente il boom di Fratelli d'Italia è destinato ad avere un peso non indifferente nelle dinamiche interne della coalizione. Nel collegio Terracina-Cassino Nicola Ottaviani di voti ne ha presi 83.286,pari al 54%. Con Fratelli d'Italia al 27,80% (41.461 voti), con l'exploit di Forza Italia al 17,49% (26.086 consensi) e con la Lega all'8,84% (13.185 voti). Noi Moderati allo 0,37% (559 voti). Movimento Cinque Stelle al 17,90%, Pd staccato al 12,91%. Il collegio del Senato racchiude le province di Latina e Frosinone. Conferma a valanga per Claudio Fazzone: 265.357 voti, il 54,33%. Fratelli d'Italia al 32,56%, Forza Italia al 12,53%, Lega al 9,52%, Noi Moderati allo 0,35%. Pure in tal caso Cinque Stelle (16,18%) davanti al Pd (13,24%). In ogni caso i numeri e le percentuali del centrodestra sono il risultato di un voto popolare diffuso. Con ogni probabilità la coalizione è perfino più radicata negli elettori che nella classe dirigente.

Le prospettive
Alle regionali ogni partito presenterà la sua lista di candidati, in ambito provinciale. Sotto questo punto di vista quindi l'impostazione politica sarà "proporzionale". Chiaramente il sostegno al candidato presidente invece sarà "maggioritario". Dell'intera coalizione. La prova più importante sul piano politico per il centrodestra sarà con ogni probabilità l'elezione del presidente della Provincia. Per diversi motivi: nel 2014 non è stato presentato il candidato, nel 2018 Tommaso Ciccone fu sconfitto soprattutto dal "fuoco amico" dei franchi tiratori. In entrambe le occasioni a vincere è stato Antonio Pompeo (Pd). Stavolta il centrodestra non può permettersi passi falsi e spaccature.

Non con la coalizione al governo nazionale, non in un momento nel quale si voterà anche per la Regione Lazio. Massimo Ruspandini (deputato e leader di Fratelli d'Italia), Nicola Ottaviani (deputato e coordinatore provinciale della Lega), Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia (subcommissari provinciali di Forza Italia) dovranno riunirsi attorno allo stesso tavolo per decidere le strategie e indicare il candidato. Naturalmente al tavolo dovranno essere presenti anche i referenti delle forze politiche che hanno dato vita alla lista Noi Moderati alle recenti politiche. Alla presidenza della Provincia può concorrere soltanto un sindaco.

Da quando è in vigore la Delrio a votare sono gli amministratori locali: consiglieri comunali e sindaci. Serve quindi un accordo politico molto forte. Fra l'altro, nella primavera 2023, in Ciociaria ci saranno le amministrative che riguarderanno 14 Comuni. Tra i quali Anagni, Ferentino, Fiuggi. Il successo delle politiche deriva pure dalle vittorie alle comunali, l'ultima delle quali a Frosinone. Sicuramente i rapporti di forza sono cambiati rispetto al passato e Fratelli d'Italia ha una maggioranza evidente di voti. Alle provinciali però sarà fondamentale il gioco di squadra dei vertici politici dei diversi partiti. Soltanto così si potrà provare a conquistare la presidenza.