A livello di percentuali tutti i partiti più grandi hanno fatto registrare una flessione in provincia di Frosinone rispetto a quattro anni e mezzo fa. Tranne Fratelli d'Italia, passato da poco più del 5% a oltre il 33%. Lega e Forza Italia hanno perso quasi 7 punti ognuna, il Movimento Cinque Stelle si è più che dimezzato: da oltre il 35% a poco più del 16%. Il Pd ha perso poco, meno di un punto percentuale, ma era difficile pensare che non si potesse migliorare in modo forte la deludente performance del 2018. E questi sono i dati numerici. Poi c'è il piano politico, che individua pure gli sconfitti tra i vincitori e i vincitori tra gli sconfitti.

Nel centrodestra poco da dire: l'avanzata di Fratelli d'Italia inevitabilmente ha "asfaltato" perfino gli alleati. Con dei numeri che vanno oltre quelli già enormi a livello nazionale. Numeri che il deputato Massimo Ruspandini (presidente provinciale del partito) non mancherà di far pesare nello scacchiere interno, perfino territoriale. Fra l'altro Fratelli d'Italia ha sfiorato altresì l'elezione di un secondo parlamentare. Per una manciata di voti Paolo Pulciani non è stato eletto nel collegio plurinominale della Camera, dove era posizionato al terzo posto, dietro Francesco Lollobrigida e Chiara Colosimo.

È la Lega ad uscire maggiormente ridimensionata, anche se va detto che il risultato provinciale è superiore a quello nazionale e regionale. Particolare che non è certamente sfuggito al deputato e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani. Diversa invece la prospettiva di Forza Italia, che ha centrato un risultato politicamente pesante. Sicuramente la candidatura del coordinatore regionale Claudio Fazzone al Senato ha dato motivazioni importanti a tutto il gruppo dirigente locale, a cominciare dai subcommissari Rossella Chiusaroli, Adriano Piacentini e Daniele Natalia. L'onda "azzurra" però si è fatta sentire ovunque.

Quanto al Partito Democratico, il punto non può essere rappresentato dai "sofismi" su una sostanziale tenuta rispetto a quattro anni e mezzo fa. Il punto sostanziale è che per la seconda volta consecutiva i Democrat non eleggono a Camera e Senato esponenti locali. Mancano cioè la forza e il peso politico di riuscire a far passare indicazioni territoriali. E mancano perché ci sono divisioni e veti. Ricordiamo quanto è successo nei mesi scorsi nel momento in cui la federazione provinciale trasmise la "rosa dei nomi" al segretario regionale Bruno Astorre. Con la sottolineatura di tenere presente Francesco De Angelis per il ruolo di capolista nel collegio plurinominale della Camera. L'area cassinate non era d'accordo e lo fece presente.

D'altronde era difficile immaginare il contrario considerando che l'asse del partito da anni è spostato al nord delle provincia: De Angelis e Scalia, Buschini e Battisti, Pompeo e Fantini. C'è un dato interessante che emerge da un'analisi dei flussi di voto elaborata da Swg. È cambiato il profilo dell'elettore del Movimento Cinque Stelle: oggi uno su due si dichiara di sinistra, mentre nel 2018 la percentuale era più bassa, il 29%. I pentastellati sono alternativi al Partito Democratico nel campo della sinistra, anche in questo territorio. Alternativi, non complementari. La dura presa di posizione di Ilaria Fontana (allora sottosegretario al ministero della transizione ecologica) sul no alla sospensione degli attuali criteri di perimetrazione della Valle del Sacco (proposta avanzata da Nicola Zingaretti) è stata fortemente indicativa.

Soprattutto però in provincia di Frosinone non esiste più il centrosinistra. Le tradizionali alleanze sono state spazzate via. Una su tutte, quella tra Pd e Partito Socialista. In Ciociaria il centrodestra è storicamente maggioritario. Il centrosinistra è riuscito a competere quando ha saputo mettere insieme una coalizione ampia e credibile. Ma oggi questo non esiste più e si vede. Intanto è stato eletto deputato, nelle file di Fratelli d'Italia, Aldo Mattia. In Basilicata, in un collegio plurinominale alla Camera dei deputati. Originario di Frosinone, per anni alla guida della Coldiretti Lazio, negli ultimi cinque anni è stato direttore regionale della confederazione agricola lucana. «Grazie a chi in Basilicata ha scelto Fratelli d'Italia. Sarà massimo il mio impegno per questa straordinaria terra – ha dichiarato il neo parlamentare - che ho imparato a conoscere cinque anni fa».