Il centrodestra ha una maggioranza netta sia alla Camera che al Senato. Soprattutto per ché ha vinto nella stragrande maggioranza dei collegi uninominali maggioritari. Questo Parlamento (prima riunione fissata per il 13 ottobre) deve fare i conti con il taglio di 345 seggi per effetto dell'approvazione del referendum costituzionale, fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle. A Montecitorio ci sono 400 deputati, a Palazzo Madama i componenti sono 206, perché vanno considerati i 6 senatori a vita.

Fratelli d'Italia è il partito di maggioranza relativa e il voto del 25 settembre ha profondamente cambiato gli assetti e le gerarchie della coalizione. Per quanto riguarda le opposizioni, la frammentazione del fronte progressista si vede bene anche nei numeri. C'è il centrosinistra a guida Partito Democratico, quindi il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte e poi il Terzo Polo composto da Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi.
Nel Basso Lazio il centrodestra ha vinto in tutti e 4 i collegi uninominali: Claudio Fazzone (Forza Italia) al Senato, Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) alla Camera Frosinone, Chiara Colosimo (Fratelli d'Italia) alla Camera Latina, Nicola Ottaviani (Lega) alla Camera Terracina-Cassino. Sempre nell'uninominale, ma a Viterbo, successo di Claudio Durigon, coordinatore regionale della Lega. Di seguito (alle pagine 6 e 7) riproponiamo tutti i risultati e le percentuali dei partiti e dei diversi candidati non ancora definitivi.

Una tornata elettorale nella quale ha pesato tanto il vento nazionale. Ma il fattore territorio un ruolo lo ha comunque giocato. La dimostrazione sta nelle percentuali più alte rispetto a quelle nazionali del centrodestra, in particolare di Fratelli d'Italia. Il Partito Democratico è stato travolto e ora è sempre più incalzato dal Movimento Cinque Stelle. Mentre il Terzo Polo non ha fatto la differenza.