Domani, 22 settembre, alle ore 18.30 presso piazza Cervini, in zona via Aldo Moro a Frosinone, si terrà la chiusura della campagna elettorale del Partito democratico con l'iniziativa "Strada per strada".

Saranno presenti i candidati Matteo Orfini, Stefania Martini, Andrea Turriziani, Sergio Messore, Rita Visini. Sul palco tutti gli eletti e il gruppo dirigente provinciale del Pd.

«L'iniziativa "Strada per strada" - spiega Fantini - ci ha permesso di battere il territorio palmo a palmo, di confrontarci con tanti amministratori, militanti, cittadini sempre più allarmati dalle difficili sfide dei nostri tempi. Dal conflitto ucraino, passando per il carovita, fino alle problematiche su occupazione, cambiamenti climatici, sugli effetti di una pandemia che ha lasciato disastri sul piano sociale ed economico. È stata una campagna capillare, animata. Approfitto per ringraziare i candidati, la mia segreteria, i sindaci e gli amministratori per il prezioso contributo, gli eletti, i Giovani democratici, i tanti volontari che hanno permesso questa serie di iniziative su tutto il territorio. Ho percepito volontà di ascolto e l'assoluta consapevolezza di quanto sia decisivo il voto di domenica».

Il segretario ha proseguito parlando della scelta dei cittadini, spiegando che «ci sono due ricette per l'Italia, una rappresentata dalla destra e una dal Pd:  la destra a difesa del reddito dei ricchi, noi per riduzione Irpef a fasce deboli e salario minimo; la destra che torna indietro sui diritti, addirittura mettendo in discussione la legge 194, noi per la difesa e l'allargamento delle conquiste sui diritti; la destra che nega l'impatto dei cambiamenti climatici, noi per un grande piano di opere strategiche con un percorso di compensazioni e cura dei territori. Potrei proseguire con altri esempi, il senso è scegliere tra una forza progressista come il Pd e una destra che vuol riportare il Paese indietro di oltre 50 anni». 

Infine l'invito: «Vi aspetto giovedì per continuare a confrontarci alla chiusura della nostra campagna di mobilitazione, con la consapevolezza che la partita è aperta e nessun destino è già scritto».