È passato un mese dalla pubblicazione (su Il Foglio) dell'ormai famoso video di Ruberti. Un filmato girato nel cuore del centro storico al termine di una cena tenutasi il 1° giugno, dopo una giornata elettorale molto intensa.
A Frosinone, per sostenere il candidato sindaco Domenico Marzi, era venuto il leader nazionale dei Democrat, Enrico Letta. A quella cena partecipano, tra gli altri, Francesco De Angelis, Vladimiro De Angelis e Adriano Lampazzi. C'è pure Sara Battisti, vicesegretario regionale del partito, oltre che consigliere alla Pisana e presidente di commissione. Sara Battisti è anche legata sentimentalmente a Ruberti. Prova a raffreddare gli animi, più volte. Ma inutilmente. La vicenda assume una dimensione nazionale, sia sul piano politico che mediatico. Immediatamente arrivano le dimissioni di Albino Ruberti da Capo di Gabinetto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, mentre Francesco De Angelis ritira la candidatura alla Camera in un collegio plurinominale di Roma. Qualche giorno dopo la Procura della Repubblica di Frosinone apre un'inchiesta per fare chiarezza sull'intera vicenda. Sono state ascoltate diverse persone e attualmente gli atti sono secretati. Sara Battisti rompe un lungo silenzio.

Allora Battisti, cosa è davvero successo la notte del 1° giugno 2022? Veramente si è arrivati a quelle litigate per un rigore non dato nel derby Roma-Lazio? Peraltro a campionato ampiamente finito.
«Quello che ho più volte raccontato. Durante una cena privata due persone si prendono a male parole per ragioni futili. La cena segue un'iniziativa politica durante le elezioni comunali di Frosinone. Una cena estemporanea, ne prendono parte diverse persone che sono rimaste insieme per mangiare qualcosa prima di rientrare a casa. Si litiga animatamente utilizzando anche un linguaggio che ho ritenuto da subito non consono, aggressivo e fuori misura. Il giorno dopo ci si chiarisce, ci si chiede scusa e soprattutto si capisce di avere sbagliato».

E poi?
«E poi non lo chieda a me. Qualcuno ha filmato la parte finale di quel litigio. Quello che succede prima della pubblicazione del video, quasi tre mesi dopo quella cena, non si sa».
Ma il video circolava.
«Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, l'ex sindaco Nicola Ottaviani, il candidato sindaco Mauro Vicano dichiarano di esserne venuti a conoscenza, addirittura dichiarano che qualcuno ha provato ad "offrirglielo" per utilizzarlo contro il Partito Democratico».

Perché secondo lei si è aspettato tutto questo tempo (due mesi e mezzo) e perché si è prodotto tutto questo clamore?
«Il video diventa pubblico proprio all'avvio della campagna elettorale. Se sia stata una casualità non spetta a me dirlo, io posso solo attenermi ai fatti. E il fatto è che all'indomani della pubblicazione del video, Albino Ruberti si dimette da Capo di Gabinetto del Comune di Roma, Francesco De Angelis ritira la sua candidatura alle politiche. Questa scelta è condizionata evidentemente dal rispetto nei confronti delle istituzioni e della comunità politica che rappresentiamo. Si voleva evitare soprattutto il caso mediatico contro il Pd».

E invece il caso c'è stato, eccome. Ancora oggi se ne parla sui giornali e in televisione.
«Ho letto e ascoltato tante ricostruzioni fantasiose, inesattezze, meschinità e bugie e non ne parlerò: saranno i legali incaricati a fare le denunce che è giusto fare, per quanto riguarda il mio conto. Una cosa però la voglio dire: trasudano da questa vicenda un profondo maschilismo e una misoginia che fanno rabbrividire. Sono stata descritta da alcuni come la "compagna di", la "moglie di", "quella eletta con i voti di". Non sono moglie, il termine compagna per me ha un significato tutto politico, non mi ha eletta "qualcuno" se non le persone che hanno scritto il mio cognome su una scheda elettorale, dopo venti anni di militanza politica, dopo un lavoro che rivendico con orgoglio e soddisfazione».

Lei però ha dichiarato sul Corriere della Sera di un presunto "fuoco amico". Esiste davvero o, come ha lasciato intendere prima, questa vicenda ha una valenza elettorale?
«Nei primi giorni mi sarei aspettata sicuramente una reazione diversa da parte di più persone davanti alla macchina del fango che si stava mettendo in moto. Fortunatamente la solidarietà è arrivata dal Pd della mia provincia e poi dalla Regione Lazio con prese di posizione che confutavano le fake news che stavano circolando. Mi pongo però sempre le stesse domande».

E cioè?
«Chi vuole colpire la Ciociaria? Chi ha interesse a restituire un'immagine di questa bellissima terra che non corrisponde al vero? E perché lo fa? Anche qui atteniamoci ai fatti: si è parlato subito di polizze assicurative, per poi scoprire che le cose non stavano come inizialmente rappresentate. Si è parlato di concorsi nella Asl ed stato chiarito che esiste un protocollo con la Guardia di Finanza. A quel punto, non sapendo più a cosa aggrapparsi, hanno iniziato a fare l'elenco di tesserati Pd che hanno ricevuto incarichi o hanno consulenze negli enti pubblici. Quanti iscritti e militanti di altri partiti hanno ricevuto in questi anni consulenze da enti pubblici e quanti lavorano negli enti pubblici? Quanti di quelli che stanno partecipando alla macchina del fango hanno conoscenti o addirittura parenti che lavorano nel pubblico? Da quando avere una tessera di partito impedisce di svolgere una professione? Se per il centrodestra questo non costituisce un problema, come credo, allora la smettessero di fare campagna elettorale su questi argomenti».

È vero che alla base del litigio ci sarebbe uno scontro interno al Pd ciociaro sulle future regionali e in particolare tra lei e Mauro Buschini? Oltre a diversità di opinioni sul prossimo candidato alla presidenza della Regione?
«In tutti i partiti ci sono diversità di vedute anche in prossimità di un voto. Ho sempre affermato, perfino pubblicamente, che non mi appassionava il totonomi del candidato presidente della Regione, anche perché ritenevo che quella discussione fosse prematura. E non sbagliavo, visto che oggi all'ordine del giorno ci sono le elezioni politiche. Ma comunque quel dibattito era vivo nel nostro partito ed ognuno aveva una propria opinione in merito. La tensione che ne può essere generata è normale, non mi sconvolge e ha portato in passato, sia nel nostro che in altri partiti, fasi di fibrillazione. Per quando riguarda Mauro Buschini ho già detto. Siamo diversi, abbiamo modi di lavorare e di interpretare il nostro ruolo diversi, ma siamo comunque due esponenti di questo partito, chiamati ad occuparsi dei problemi delle persone e non delle nostre ambizioni personali. Nel partito c'è grande unità di intenti, stiamo conducendo insieme, anche al presidente della Provincia Antonio Pompeo, la campagna elettorale per le elezioni politiche. Senza risparmiare impegno ed energie».

Questa vicenda l'ha molto provata. Come sta? Cosa farà ora?
«Sono state settimane molto difficili sul piano personale e ho trovato la forza per andare avanti grazie alla mia famiglia, agli affetti veri ma soprattutto l'ho tratta, questa forza, dalla mia storia personale e politica. Sto facendo la campagna elettorale accanto a Matteo Orfini che ringrazio per la presenza e la passione con la quale la sta conducendo, ad Andrea Turriziani, Sergio Messore e Stefania Martini, appassionati e concreti sulle questioni che riguardano il territorio e i cittadini. La faccio con il segretario Luca Fantini, con la segreteria provinciale, con i ragazzi dei Giovani Democratici, così generosi che meritano di poter continuare a rappresentare questa comunità fatta di persone oneste e perbene. La facciamo uniti perché la posta in gioco è molto alta: si contrappongono infatti due modelli di società. Noi vogliamo una società equa, solidale, giusta. Vogliamo più investimenti per la sanità pubblica, la scuola pubblica, una parità di retribuzione tra uomini e donne, un salario minimo per chi versa in una condizione di difficoltà, il riconoscimento dei diritti dei lavoratori attraverso contratti collettivi che garantiscono giusta retribuzione e continuità lavorativa, vogliamo che siano difesi i diritti acquisiti e che si possa sempre fare di più e meglio per quelli civili e per quelli sociali. Vogliamo la redistribuzione della ricchezza perché chi ha meno paghi meno. Noi siamo sempre stati quelli delle soluzioni ai problemi reali del Paese, la destra invece ha sempre individuato un nemico da combattere. Abbiamo bisogno di sperare, di creare comunità solidali, di trovare soluzioni urgenti a problemi che stanno mettendo in ginocchio intere famiglie italiane».

E dopo il 25 settembre che farà? Glielo chiedo perché di fatto inizierà la campagna elettorale per le regionali del Lazio, che si terranno a gennaio 2023.
«Racconterò il mio lavoro in Regione, fortunatamente parlano i tanti risultati raggiunti a iniziare dalla sanità. Siamo partiti dalla stagione dei tagli del centrodestra. Abbiamo risanato il debito e superato la lunga fase di commissariamento. Abbiamo costruito un modello di sanità che ha retto, a differenza di altre regioni, l'urto della pandemia e ha permesso ai cittadini di questa terra di essere assistiti, curati e subito dopo vaccinati. L'ultimo atto aziendale della Asl di Frosinone è stato approvato all'unanimità dai 91 sindaci di questa provincia, di ogni estrazione politica. E qui c'è la forza della politica, perché è stato bello condividere un'impostazione e portarla avanti nell'interesse comune. Ha vinto l'idea di un modello sanitario che tenga conto di alta specialistica nei quattro presidi ospedalieri e poi di una rete di servizi territoriali e di un modello di telemedicina avanzato. Avrò modo di raccontare le leggi approvate in Consiglio e il lavoro fatto per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, ambientale, storico, artistico. Penso alla riapertura della certosa di Trisulti, alla pista ciclopedonale sulle sponde del lago di Canterno. Voglio raccontare il lavoro in difesa delle donne e di quanto ho potuto condividere in progetti che sono tangibili sul territorio grazie alle tante persone impegnate nel mondo del volontariato e dell'associazionismo, come nel mondo produttivo, che sono il vanto di questa provincia. Chi vuole raccontare menzogne e gettare fango su di noi non ci riuscirà perché per questa bella comunità parla la propria storia».