"Il valore dei territori, la forza del Paese". Questo il tema dell'incontro organizzato dal presidente della Provincia Antonio Pompeo a sostegno dei candidati del Pd alle politiche. C'erano: Stefania Martini (plurinominale della Camera), Andrea Turriziani (uninominale della Camera Frosinone-Sora), Sergio Messore (uninominale del Senato). Presente anche la consigliera provinciale dei Dem Antonella Di Pucchio. Oltre ad amministratori e cittadini.

Ha detto Antonio Pompeo: «È il territorio che deve essere il valore aggiunto perché è nelle realtà locali il motore del sistema Italia. Che ha bisogno di un governo garantista dei diritti, senza i quali non possono esserci i doveri. Quello del Partito Democratico, a differenza delle destre e di quanti, in un momento così difficile per il nostro Paese hanno deciso di interrompere irresponsabilmente l'azione del Governo Draghi, è un programma serio, diretto, concreto, che pone grande attenzione alle necessità primarie della persona. È un programma che parla di servizi, di scuola, di ambiente, di visione e di futuro grazie all'imperdibile occasione del Pnrr».

Sergio Messore, sindaco di Sant'Ambrogio sul Garigliano e candidato al Senato, ha spiegato: «Noi non gettiamo fumo negli occhi dei cittadini. Abbiamo ben chiaro il percorso per rimettere al centro il lavoro, le opere infrastrutturali, una vera transizione ecologica. Ma la mia esperienza da amministratore locale mi pone ogni istante di fronte alla necessità di porre rimedio immediato alle esigenze di chi non ce la fa a mettere insieme il pranzo con la cena. Questo oltre, ovviamente, a mettere in campo riforme che ci consentano vere politiche di sviluppo nel medio termine. Quindi soluzioni tampone subito e strategie per il futuro».

Intanto Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd, ha argomentato: «In questa campagna elettorale si stanno confrontando due visioni dell'Italia molto diverse, su economia, diritti civili, libertà, inclusione sociale, ruolo e posto delle donne nella famiglia e nella società. Da una parte il Pd con Enrico Letta e la nostra alleanza di centrosinistra. Dall'altra il centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Non un centrodestra riformista e moderno ma questo centrodestra. Da una parte il sì convinto all'Europa e all'atlantismo, dall'altro il continuo ammiccare a nazionalismi insofferenti verso l'Unione europea. Da una parte un'Italia protagonista in un'Europa forte, dall'altra un Paese marginale in un'Europa ridimensionata. Da una parte la transizione ecologica e la lotta ai cambiamenti climatici, dall'altra gli egoismi e le soluzioni di corto respiro o irrealizzabili, oltre che pericolose e miopi. Da un lato i diritti civili, i diritti umani e le libertà fondamentali, dall'altra l'utilizzo dell'immigrazione come capro espiatorio di ogni male. Da un lato le donne come risorsa, energie e competenze da promuovere e sostenere per far crescere la società in maniera più giusta, competitiva e sana, dall'altra le donne come soggetti da tutelare perché destinate essenzialmente a fare figli e tenere su le famiglie. Non dobbiamo nasconderci dietro un dito, questa è la realtà. Il ricordo della destra al Governo, l'ultima esperienza di Silvio Berlusconi con lo spread fuori controllo, è ancora vivo nella memoria di molti. E poi ancora, le politiche sull'immigrazione attuate da Matteo Salvini, le idee sui diritti, sul concetto di famiglia, sulla scelta delle donne in merito all'aborto. Non abbiamo dimenticato nulla. Ed è proprio sulla base di questo ragionamento che il voto del 25 settembre rappresenta, per tutti noi, una sorta di referendum tra chi vuole tornare al passato e chi intende andare avanti nell'alveo dell'Europa e del futuro. Poi c'è il tipico atteggiamento a metà tra l'autocommiserazione e la macchinazione della Destra. Fa parte del loro dna, non hanno soluzioni ai problemi reali e allora si "inventano" falsi nemici. Adesso tocca alla Regione Lazio e al presidente Zingaretti ma la destra dovrebbe sempre avere in mente quello che ha rappresentato il governo Zingaretti in questi ultimi dieci anni. L'uscita dal commissariamento della sanità, che ha "liberato" risorse e professionalità, rappresenta il miglior biglietto da visita dell'ottimo lavoro svolto dal centrosinistra».