Il senatore della Lega Gianfranco Rufa conclude il mandato da senatore di questa legislatura. Lo fa dopo aver ricoperto diversi ruoli: membro della ottava commissione permanente (lavori pubblici, comunicazioni) ma pure dell'undicesima (lavoro pubblico e privato, previdenza sociale). Ha fatto parte della delegazione parlamentare italiana presso l'assemblea del consiglio d'Europa. Membro della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Senatore è mancata la sua ricandidatura alle politiche. Perplessità? Delusione?
«Assolutamente no. Sono onorato di essere stato un senatore della Lega, di aver svolto il mio ruolo istituzionale con dedizione, sempre al fianco di un grande leader quale Matteo Salvini, un uomo di straordinaria umanità ed un instancabile lavoratore, di aver condiviso con lui tante battaglie, seguendo sempre un principio base della Lega, che mette al centro la persona e gli interessi della nazione, intesa come cittadini. Ho vissuto in questi anni un'esperienza straordinaria, ricoprendo incarichi prestigiosi in varie commissioni e seguendo in prima persona importanti riforme».

Un legame forte quello con il Carroccio.
«La Lega è la mia casa e Matteo Salvini mi rappresenta, al di là di essere o no un senatore della Repubblica. Ho creduto da sempre nell'attività politica del partito ed ho sempre voluto onorare il mio ruolo. Ho svolto la mia attività politica insieme ad amici veri ed ho sempre ascoltato e rispettato i cittadini, un elemento, questo, fondamentale nel partito di Salvini».

Un senatore della Repubblica, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nel procedimento legislativo, è titolare di poteri di controllo e di indirizzo politico.
«Sì, è vero. Molti effettivamente non conoscono il ruolo concreto che svolge un senatore, pensano che sia solo un "ricercatore di lavoro" e non vedono il ruolo legislativo per risoluzioni immediate di problematiche anche del territorio. Qualcuno dice che l'impegno sul territorio non c'è stato ma bisognava seguire un percorso meno diretto e molto più tecnico. In questi anni la presenza nelle piazze, l'interessamento in varie situazioni che riguardavano la mia terra, è stato costante, ed è stato rappresentato nei modi e secondo le procedure istituzionali. Ho avuto l'onore di rappresentare e di dire in Senato di essere un ciociaro. Mi sono preoccupato delle aree industriali, dei lavoratori, delle problematiche e delle necessità del mio territorio. In ogni emendamento c'è un comma che riguarda il bene delle nostre città».

C'è qualche cosa che rimpiange di questo mandato?
«Mi dispiace non aver visto veder completata la legge del tre per mille alle forze dell'ordine, un provvedimento per il futuro dei familiari degli uomini e delle donne che ci proteggono; il disegno di legge che prevede autostrade e treni gratis per chi deve curarsi fuori regione; il meccanismo che prevede nella condotta e nella partecipazione al mondo del terzo settore dei ragazzi come punto di merito e di premialitá per entrare nel mondo del lavoro e dell'Università. Sono temi che ho seguito con interesse, e mi auguro che nella prossima legislatura non si abbandonino e trovino concretezza».

Quale messaggio ha tenuto particolarmente ad esprimere durante il suo mandato?
«Credo fortemente nell'energia della nuova generazione, ed ho cercato in ogni occasione di coinvolgere sempre più giovani, rendendoli partecipi di importanti interventi. Spero che siano più partecipi alla vita politica del Paese, perché il futuro appartiene a loro, e da subito devono essere presenti nel costruirlo».

Vuole ringraziare qualcuno in particolare?
«La famiglia della Lega e Matteo Salvini che mi ha permesso di lavorare con criterio per il bene del Paese. Allo stesso modo voglio esprimere parole di sincera gratitudine ai dirigenti e agli iscritti della Lega di tutto il Lazio. Non è mai mancato il rispetto né la voglia di far bene per il radicamento dei valori e delle politiche del partito».

Rancori o rimpianti?
«Non ho rancori verso nessuno e non ho alcun rimpianto. Ho interpretato la mia scelta politica come un servizio alla comunità e quindi vivo questo momento con serenità e obiettività. Ci saranno altri modi e momenti per continuare questo servizio. Resto a disposizione della Lega, e sarò presente in questa campagna elettorale per sostenere i nostri candidati, perché tutti conoscano il concreto programma del Carroccio, che è l'unica risposta per il rilancio dell'Italia».