Il quadro delle intenzioni di voto è in continua evoluzione. Ci sono almeno tre elementi di novità interessanti che emergono rispetto alla Supermedia della settimana scorsa. Il primo elemento è l'allargarsi della forbice che separa Fratelli d'Italia (in testa con il 24,1%) dal Partito Democratico (22,3%). Per mesi queste due forze politiche sono state pressoché appaiate a contendersi la palma di primo partito: oggi sono separate da quasi due punti, e non c'è nessun istituto che veda il Pd in testa e FdI a inseguire.

Il secondo elemento di novità lo si scorge guardando il dato dei partiti immediatamente alle spalle della coppia di testa: e cioè la crescita del Movimento 5 Stelle, che conferma di aver invertito il (lungo) trend negativo degli ultimi mesi e cresce di quasi un punto, arrivando quasi a insidiare il terzo posto della Lega (13,2%). Secondo alcuni istituti, come Euromedia e Ipsos, il partito di Giuseppe Conte avrebbe di fatto già agganciato quello di Salvini, salendo ben oltre il 12%.
Il terzo e ultimo elemento riguarda una dinamica molto simile, ma che riguarda due forze politiche più piccole: e cioè Forza Italia e il Terzo Polo (Azione/Italia Viva). La prima è in lieve calo, la seconda in netta ascesa. E anche qui vi sono due istituti (ancora Euromedia, e poi Noto) secondo cui vi sarebbe già stato un aggancio, o persino un sorpasso, da parte del "tandem" Calenda-Renzi ai danni del partito di Silvio Berlusconi, peraltro fresco di "sbarco" sulla piattaforma social TikTok.

Alle spalle di questi partiti non si registrano novità particolari: le liste in grado di superare la soglia di sbarramento sarebbero al momento 7 (quelle menzionate più l'alleanza Verdi-Sinistra) che potrebbero diventare 8 se Italexit di Gianluigi Paragone crescesse di pochi punti percentuali da qui al 25 settembre.