Da capo scout alla politica. Andrea Turriziani, da poco eletto come consigliere comunale, è candidato con il Partito democratico per le prossime politiche del 25 settembre. Nel collegio uninominale della Camera Frosinone-Sora è in sfida con i parlamentari uscenti Massimo Ruspandini e Ilaria Fontana. Consulente finanziario di professione, non vive di politica, ma è attivo sul territorio da sempre e quest'anno ha deciso di scendere in campo, in corsa per Montecitorio.

Dal Comune di Frosinone alla Camera, quali sono stati i motivi della sua scelta?
«La federazione provinciale del Partito democratico mi ha offerto questa possibilità e per me è stato un grande onore accettare la candidatura. È la sfida di una classe dirigente nuova. C'è una grande voglia di rinnovamento. Questo è un momento particolarmente complicato per l'Italia, dove si decide veramente il futuro del Paese. Sul piatto abbiamo due prospettive, da un lato quella oscurantista e conservatrice di Giorgia Meloni e dall'altro quella di un'idea innovativa, inclusiva e moderna di
Enrico Letta. Una opposta all'altra».

Come sta andando questa campagna elettorale estiva "sotto l'ombrellone"?
«Non è semplicissimo. Molte persone sono in ferie e per ora stiamo puntando a veicolare messaggi attraverso i social media. Nonostante questo il Partito democratico è molto presente in tutti i territori. Con le Feste dell'Unità e le varie sezioni di partito, che fortunatamente ancora esistono e sono vive, si sta comunque incontrando tantissima gente. Sono diverse le persone che si avvicinano e vogliono conoscere il programma, le idee, le proposte che il Pd vuole fare per questo territorio».

Entrando nel vivo del programma, quali sono quindi le proposte del partito?
«C'è un sondaggio di Youtrend nel quale il Pd prende il maggior numero di consensi tra i giovani. Perché siamo un partito. Noi vogliamo essere protagonisti di un'Unione Europea sempre più forte, dove l'integrazione sia sempre maggiore e ciascun cittadino si possa sentire accolto. Abbiamo un'idea totalmente opposta rispetto al centrodestra. Loro vorrebbero un'Europa quasi inesistente. La posizione ondivaga che hanno sulla questione della guerra in Ucraina e su Putin è lo specchio di un Paese fuori dall'Europa. Si deve scegliere o l'Unione Europea o essere succubi della Russia. Se siamo piccoli poi diventiamo schiavi del potente di turno».

La sua è una sfida come rappresentante del territorio...
«Con queste elezioni si apre una fase nuova e non può che non avere volti nuovi. Il collegio uninominale oggi è l'ultima occasione per avere i parlamentari eletti dal territorio. Io sono candidato contro Massimo Ruspandini e Ilaria Fontana. Siamo tutte persone che vivono a Frosinone e che fanno politica qui sul territorio. La differenza tra me e gli altri però è che io vengo dal mondo delle professioni e mi occupo di politica, gli altri invece hanno già fatto i parlamentari e possono essere valutati per quello che hanno fatto oppure non fatto. Io sono l'unica novità in questa campagna elettorale».

Qualora venisse eletto quale sarà il suo impegno per il territorio?
«La mia aspettativa più che la vittoria personale è che questo territorio mandi a Roma persone che sappiano promuovere il territorio. In questi anni chi è stato in Parlamento questo non l'ha fatto. Anzi, ci siamo impoveriti e io non so con quale faccia i parlamentari uscenti oggi si ricandidano. Nel nostro territorio la cosa più importante è il lavoro che da noi manca. C'è un lavoro sotto pagato e tante aziende in difficoltà. È il momento di smetterla con lo sfruttamento del lavoro in nero che dalle nostre parti è tantissimo».

Dopo il caso Ruberti qual è la situazione oggi nel partito?
«Non mi piace commentare il gossip perché di questo si tratta. E di certo non accetto lezioni di moralità rispetto a chi ha situazioni giudiziarie in piedi facendosi leggi ad personam. Siamo davanti a una sfida al di là di questo fatto e il Pd vive da tempo una situazione che c'è e che è in corso di un rinnovamento e proseguirà anche dopo».