Una rapida visita all'Abbazia di Montecassino e un breve comizio lungo il corso della Repubblica di Cassino alimentato con i temi più radicali del programma della Lega. Matteo Salvini, 49 anni, segretario nazionale del Carroccio, ha fatto tappa ieri mattina in Ciociaria per inaugurare il primo giorno ufficiale di comizi di questa rovente campagna elettorale, lanciando così la candidatura nel collegio uninominale Cassino-Terracina del due volte sindaco del Capoluogo Nicola Ottaviani. Dopo una celere sosta a Frosinone, il senatore è salito sul Sacro Monte per una visita privata dell'archicenobio benedettino accolto dal parroco della basilica cattedrale dom Luigi Maria Di Bussolo, che lo ha condotto sulla tomba di San Benedetto «per rendere omaggio al patrono d'Europa».

Le radici dell'Europa
E proprio di Europa, Salvini si è concentrato nei quindici minuti di adunanza en plein air nel cuore della città martire: «In abbazia ho incontrato persone che venivano dal Canada, dalla Svizzera, dagli Stati Uniti, dal sud America». San Benedetto è ispiratore «di un'Europa che ha radici giudaico-cristiane anche se la sinistra tende a negarlo. Un'Europa accogliente che ha portato genio, arte, cultura e solidarietà in tutto il mondo e qualcuno si vergogna di questo, io no. Non è certo in base alla fede di un singolo che si decidono le elezioni, però i nostri valori, la nostra storia e le nostre abbazie sono un patrimonio che non si può negare in ogni maniera possibile».

L'accoglienza
Nonostante «il sudore» e un sole che non ha concesso ombre, ad attendere l'ex ministro c'era una fiumana di gente. Ma non tutti erano sostenitori: un gruppo nutrito di contestatori ha aspettato che scendesse dall'auto di scorta prima di riversare su di lui una pioggia di insulti. Non sono mancati scintille con i fan della Lega, ma il Capitano ha risposto serafico: «Grazie alle persone che sorridono e costruiscono, la sinistra invece ha già capito di aver perso e le uniche cose che riescono a portare avanti sono i fischi di quattro che prendono il reddito di cittadinanza».

I pilastri
Consapevole di essere in un collegio dato per blindato dai sondaggisti più accreditati e in una terra, il sud della provincia, particolarmente fedele alla tradizione di centrodestra, il leader leghista non si è fatto remore nel passare in rassegna i pilastri più radicali del suo programma elettorale: «Il 25 settembre è alle porte e noi non proponiamo miracoli. Un po' di tasse in meno con la flat tax, un po' di lavoro in più azzerando la legge Fornero e dando lavoro ai giovani, e magari anche un po' di scuola in più, un po' di cultura in più, un po' di educazione in più». In che modo? «Introducendo un anno di servizio militare per ragazze e ragazzi che possono imparare un po' di rispetto e la buona educazione che non si comprano al supermercato». E argomenta ancora: «Chi sceglie la Lega sceglie fa una scelta di vita: mai più al governo gente come Speranza e la Lamorgese che di danni ne hanno fatti abbastanza». E non ha mancato di battere il chiodo sul tema immigrazione: «L'Italia ha le porte aperte per donne e bimbi che scappano dalla guerra, per i tanti immigrati regolari che vengono qua, pagano le tasse, portano rispetto e mandano i figli a scuola. Ma con cinque milioni di italiani poveri non possiamo accogliere migliaia di clandestini che vengono qua solo a far casino per essere mantenuti dalla mattina alla sera. Abbiamo bisogno di gente che viene qui e porta lavoro, cultura e rispetto». E, ritornando su flat tax e legge Fornero, ha aggiunto: «Estenderemo la flat tax alle famiglie e alle imprese. Con quota 41 ci saranno milioni di lavoratrici e lavoratori che dopo 41 anni di fatica potranno godersi un po' di riposo, e al loro posto tanti giovani». Sul reddito di cittadinanza, ha spiegato: «Va lasciato a chi non può lavorare, a chi non ce la fa: ad anziani, disabili e minorenni. Ma chi rifiuta il lavoro non deve ricevere una lira dallo Stato. I soldi vanno dati alle persone che non ce la fanno, non a quelli che non hanno voglia. Altrimenti poi vengono a Cassino a far casino». E sulla legalizzazione della cannabis attacca: «Una cosa su cui mi batterò finché campo è la lotta contro le droghe. Non esiste droga che fa bene: la droga è morte, sempre e comunque».

Il caso Ruberti
Prima mette le mani avanti: «Il caso Ruberti non inciderà sulla campagna elettorale. Io nel mio discorso non l'ho citato». Poi, incalzato dai cronisti, ha dichiarato: «Mi spiace che il Pd abbia candidato personaggi improbabili, antisemiti e nostalgici dell'Unione Sovietica e ai massimi livelli di un comune importante come Roma abbia gente che minaccia di morte il prossimo. Conto che si vada fino in fondo perché lì c'è qualcosa di poco chiaro che dovrà essere spiegato ai romani. Mi piacerebbe sapere che cosa c'è dietro quelle minacce di morte, se ci sono soldi, raccomandazioni. Conto che la magistratura faccia velocemente il suo corso».

La corsa di Ottaviani
«Al contrario di altri partiti - ha detto ancora Salvini - a Frosinone abbiamo candidato gente di Frosinone, a Latina gente di Latina e a Roma gente di Roma. Altri partiti hanno scelto i paracadute, io sono orgoglioso delle scelte della Lega». E proprio il candidato Ottaviani ha avuto il ruolo di fare da padrone di casa con un telegrafico discorso introduttivo: «Matteo Salvini rappresenta una speranza forte, soprattutto di solidarietà sociale. La proposta economica riguarda le famiglie e le piccole imprese che sono quelle del nostro territorio. Prima abbiamo onorato San Benedetto patrono d'Europa. Perché noi vogliamo un'Europa della cultura e della solidarietà, con l'Italia come punto di riferimento.