Sono state 98 le forze politiche che hanno presentato il simbolo al Viminale per le elezioni politiche 2022. I contrassegni sono 101, perché Pd, Italia Democratica e Progressista ha un logo leggermente diverso per le circoscrizioni estere. L'Alleanza Verdi Sinistra ha messo in campo anche simboli in lingua tedesca e slovena per le circoscrizioni di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Nel 2018 i simboli depositati furono 103. E di questi ne vennero ammessi 75. Entro 48 ore, ovvero entro la mezzanotte del 16 agosto, verranno notificati dal Viminale gli ammessi e i ricusati, poi saranno concesse altre 48 ore per presentare le eventuali integrazioni, modifiche o ricorsi.

La partita si chiuderà il 20 agosto. A seguire, il 21 e 22 agosto, presentazione delle liste e dei candidati nei tribunali e nelle Corti d'Appello dei capoluoghi. Poco prima del termine fissato per la chiusura, sulla bacheca del Viminale è comparso un simbolo che si richiama al presidente del consiglio Mario Draghi, presentato per tutte le circoscrizioni italiane della Camera. Il simbolo ha la scritta "Italiani con Draghi. Rinascimento". Da Palazzo Chigi posizione netta: «Un'iniziativa che non ha alcun avallo da parte di Draghi e che non soddisfa perciò i requisiti di trasparenza». Intanto mancano 7 giorni alla presentazione delle candidature.

Pd, grandi manovre
Oggi si riunisce la direzione nazionale del Partito Democratico, per fare il punto anche sulle indicazioni dei capilista nei collegi plurinominali (proporzionali). I più ambiti nel Lazio, considerando che secondo lo studio dell'Istituto Cattaneo quelli uninominali (maggioritari) sono considerati blindati per il centrodestra. Il nome di Francesco De Angelis, presidente del Consorzio industriale regionale unico, è sul tavolo per la prima posizione nel collegio proporzionale della Camera del Basso Lazio, comprendente le province di Frosinone e Latina. Nella regione i nomi blindatissimi, sempre nel proporzionale, sono quelli di Nicola Zingaretti, Michela De Biase e Claudio Mancini. Proprio quest'ultimo potrebbe essere tenuto in considerazione per il Basso Lazio, come avvenne nel 2018.

Nelle ultime ore però l'opzione De Angelis ha ripreso quota. Naturalmente nei plurinominali del Lazio ci saranno Marianna Madia, Matteo Orfini, Patrizia Prestipino. Al Senato Bruno Astorre e Monica Cirinnà. Ma pure Enrico Gasbarra. Poi comunque le candidature nei collegi uninominali maggioritari. Le opzioni sono quelle di Sergio Messore per Terracina-Cassino e uno tra Stefania Martini e Andrea Turriziani per il collegio di Frosinone-Sora.

Il centrodestra
Questa la suddivisione dei collegi maggioritari del Basso Lazio: 2 a Fratelli d'Italia, 1 alla Lega, 1 a Forza Italia. Lo schema più gettonato è il seguente: Claudio Fazzone (Forza Italia) al Senato Latina-Frosinone, Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) al collegio della Camera Frosinone-Sora, Nicola Ottaviani (Lega) a quello della Camera Terracina-Cassino. Resta il collegio di Latina, in quota Fratelli d'Italia: potrebbe concorrere la leader Giorgia Meloni (in corsa pure in cinque plurinominali), altrimenti toccherà a Nicola Calandrini. Tutta da definire invece la situazione per i collegi proporzionali. Anche se alcune certezze comunque ci sono. Claudio Durigon sarà capolista nel collegio del Senato, che racchiude le province di Frosinone, Latina Rieti, Viterbo e diversi Comuni della città metropolitana di Roma Capitale. Durigon concorrerà altresì nell'uninominale del Senato di Viterbo.

Per il proporzionale ci sono tanti big ai nastri di partenza: Barbara Saltamartini, Federico Freni, Antonio Angelucci. Ma circolano pure i nomi di Maria Giovanna Maglie, Annalisa Chirico, Hoara Borselli e Luigi Mastrangelo. Mentre nelle file degli "azzurri" sarà il coordinatore nazionale Antonio Tajani a definire tutte le caselle. Uno dei nomi più forti da blindare resta quello di Paolo Barelli. Da qualche giorno è tornata a circolare l'opzione di Giuseppe Incocciati. Ma in Forza Italia si giocheranno le loro carte nel proporzionale anche i subcommissari Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli. Tornando al Carroccio, i parlamentari uscenti Gianfranco Rufa (senatore) e Francesca Gerardi (deputato) saranno sicuramente inseriti nei listini dei collegi plurinominali. Per tutti vale il discorso della posizione eleggibile.

Gli altri partiti
Intanto c'è da registrare che l'attrice Gina Lollobrigida, 95 anni, sarà candidata al collegio uninominale del Senato di Latina (che comprende anche Frosinone) nella lista Italia Sovrana e popolare, promossa da Partito Comunista, Patria Socialista, Azione Civile, Ancora Italia e Riconquistare l'Italia. Per quanto concerne gli esponenti locali, la situazione è fluida. Nel Terzo Polo (Azione e Italia Viva) ci sono i nomi di Francesco Zicchieri, Antonello Antonellis, Germano Caperna, Valentina Calcagni, Giuseppe Golini Petrarcone. Anche se i collegi plurinominali sono molto ambiti dai big dei partiti di Carlo Calenda e Matteo Renzi.
Nei Cinque Stelle attesa per le parlamentarie. Alle quali partecipano Ilaria Fontana (deputato e sottosegretario al ministero della transizione ecologica) e Loreto Marcelli (capogruppo regionale). Mentre Luca Frusone dovrebbe essere della partita in Impegno Civico di Luigi Di Maio.

I collegi
I collegi maggioritari del Basso Lazio sono 3. Quello di Latina comprende 17 Comuni, tutti della provincia pontina. Quello di Frosinone 60 Comuni, tutti della Ciociaria. Il collegio uninominale di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino racchiude 47 Comuni. Il collegio uninominale del Senato, invece, è unico e comprende interamente le province di Frosinone e Latina. Parliamo in totale di 124 Comuni. Poi ci sono i proporzionali plurinominali. Per la Camera il collegio proporzionale del Basso Lazio contiene le province di Frosinone e Latina ed elegge 4 deputati. Quello del Senato ingloba le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, più diversi Comuni della città metropolitana di Roma Capitale. Per una popolazione complessiva di 2.780.850 persone. I seggi a disposizione sono 6.