Tutto è nato da un articolo pubblicato ieri mattina da Il Corriere della Sera. In particolare questo passaggio (il soggetto è Fratelli d'Italia): «Ha quindi bisogno, oltre che di volti, di esponenti fedeli alla linea, soprattutto dopo l'accordo di coalizione, raggiunto ieri (ndr: l'altro ieri per chi legge), che prevede che il numero 2 di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida, tenti dei conquistare la presidenza del Lazio». Come cantava Fabrizio De André, «una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca». Infatti, la notizia ha viaggiato alla velocità della luce.

Ma è proprio così? Il nome di Francesco Lollobrigida (capogruppo di FdI alla Camera) per la candidatura del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio circola da mesi. Bisognerà però valutare diversi fattori. Intanto il piano nazionale: nel caso di vittoria del centrodestra alle politiche del 25 settembre, lo stesso Lollobrigida potrebbe essere tenuto in considerazione per incarichi nell'esecutivo. Poi c'è il gioco degli incastri e degli equilibri che riguarderà anche la Sicilia e la Lombardia. In ogni caso nel Lazio Fratelli d'Italia ha diverse opzioni, tra le quali quella che conduce al consigliere regionale Chiara Colosimo.

Occorrerà capire altresì quali saranno le decisioni degli alleati. Nella Lega l'opzione del deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon non appare tramontata. In quota Carroccio viene considerata altresì l'ipotesi di candidare Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. Quindi c'è Forza Italia, che potrebbe schierare due senatori del calibro di Maurizio Gasparri e Claudio Fazzone, quest'ultimo anche coordinatore regionale del partito.

Con ogni probabilità per le regionali del Lazio si voterà a gennaio. Il presidente Nicola Zingaretti si dimetterà dopo l'elezione a senatore. Presumibilmente i primi giorni di ottobre. Da quel momento, entro novanta giorni, dovranno svolgersi le elezioni. Nel centrosinistra la situazione era stata congelata prima delle elezioni politiche anticipate, dopo le polemiche sulla scelta delle primarie per individuare il candidato alla presidenza. Il senatore Bruno Astorre, segretario regionale dei Democrat, rileva: «Subito dopo il voto del 25 settembre, sulla base del "modello Lazio", inizieremo a lavorare ad un programma condiviso e soltanto dopo penseremo a come e chi individuare per la candidatura alla presidenza».

Bruno Astorre pone l'attenzione su alcuni punti nodali: 1) il "modello Lazio" vede il Pd alleato con i Cinque Stelle, Azione e Italia Viva; 2) la priorità alla condivisione del programma; 3) il metodo per la scelta va deciso insieme e questo vuol dire che non necessariamente si celebreranno le primarie. I nomi per la candidatura alla presidenza non mancano. A cominciare da quelli del vicepresidente della Regione Daniele Leodori e dell'assessore alla sanità Alessio D'Amato. Naturalmente c'è Enrico Gasbarra. Non mancano però altre possibili soluzioni: Marianna Madia, Beatrice Lorenzin, Marco Vincenzi.

Le ultime due elezioni regionali sono state vinte da Nicola Zingaretti sulla base di un modello di centrosinistra molto largo. Fra le altre cose l'asse di ferro tra Pd e Movimento Cinque Stelle si è saldato proprio nel Lazio, con la nomina in giunta degli assessori Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Inutile nascondersi dietro un dito però: molto dipenderà anche da come andranno le elezioni politiche del 25 settembre prossimo. Per valutare in quale direzione potrebbe soffiare il vento. Particolare non proprio secondario in una Regione ad altissimo tasso politico come il Lazio.