Nel 2018 vennero eletti entrambi nel collegio plurinominale Frosinone-Latina, nel listino proporzionale. Con il Movimento Cinque Stelle. Parliamo dei deputati Luca Frusone ed Enrica Segneri. Oggi hanno preso strade diverse: il primo ha seguito il ministro degli esteri Luigi Di Maio nel nuovo progetto di Impegno Civico. La seconda invece, rimasta nel Movimento, ha annunciato sui social network che non si ricandida. A questo punto, fermo restando che verranno celebrate le "parlamentarie" per definire le candidature, nei Cinque Stelle l'unica uscente che potrà essere della partita è Ilaria Fontana, sottosegretario di Stato alla transizione ecologica.

Il post della Segneri
Ha scritto sui social la deputata dei Cinque Stelle: «La mia esperienza di parlamentare finisce qui, in questi giorni di parlamentarie, dove si deciderà la composizione delle liste, ho deciso di non ripresentare la mia candidatura. È stato un grandissimo onore per me poter rappresentare i cittadini e il mio territorio in questi anni e non posso che ringraziare tutti quelli che mi hanno supportata e aiutata nell'affrontare tantissime difficili battaglie». Ha spiegato la Segneri: «Ho cercato, non con poche difficoltà, di rimanere sempre fedele al mandato che mi è stato assegnato nel 2018 dai cittadini che ci hanno votato. Ripeto: non con poche difficoltà... Non è stato facile per me accettare alcune alleanze al governo, non è stato facile votare la fiducia a Draghi. L'ho fatto sempre in nome di quella lealtà verso il partito, per il senso di responsabilità verso il Paese che tanto si declama nel momento delle scelte scomode e difficili.

Tutto questo mi è costato molto, soprattutto in termini di entusiasmo nel portare avanti un progetto politico che vedevo, con il passare del tempo, purtroppo sempre più arreso a compromessi al ribasso. Un entusiasmo che si è definitivamente spento quando mi sono trovata praticamente sola a votare contro l'invio delle armi in Ucraina. Mi aspettavo un comportamento diverso dal Movimento di cui faccio parte, speravo ci fosse comprensione e disponibilità a lasciare libertà di voto da parte di una forza politica che si è sempre dichiarata pacifista e invece no, nessuna comprensione, nessun confronto, nulla». Ha aggiunto: «La verità è che il Movimento Cinque Stelle si sta trasformando e mi rendo conto che è nel processo naturale delle cose che ciò avvenga... Concludo ringraziando infinitamente coloro che hanno reso possibile il viaggio, ossia Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, niente sarebbe potuto essere senza la loro visione, senza il loro coraggio e la loro determinazione. Ci vediamo nelle piazze. W il Movimento 5 Stelle».

La svolta di Frusone
Eletto due volte deputato con i Cinque Stelle, Luca Frusone ha seguito Luigi Di Maio. Probabilmente sarà candidato in un collegio proporzionale. Rileva: «Le elezioni che si prospettano sono estremamente delicate per il futuro dell'Italia e molto complicate dal punto di vista politico. Comprendo lo smarrimento degli elettori che in questi giorni leggono di accordi e nuovi soggetti politici ma è la conseguenza di una legge elettorale che ti porta ad allearti prima delle elezioni. Io sarei più preoccupato di chi ora dice che non andrà con nessuno ma non spiega cosa farà dopo le elezioni».

Argomenta: «La mia scelta di qualche mese fa non era dettata da motivi elettorali ma da posizioni politiche. Purtroppo sulla politica estera il cambio di linea del Movimento vanificava 5 anni di lavoro in commissione Difesa. A marzo avevamo una posizione sulla Russia e sull'Ucraina e un mese dopo un'altra posizione completamente opposta. Quando l'ambasciatore russo in Italia ha plaudito alla nuova linea che si stava tenendo, senza ascoltare chi su quei temi ci lavora giornalmente, mi sono sentito di troppo. Anzi, molti di quelli che lavoravano a quei temi si sono sentiti scavalcati ed infatti la quasi totalità dei membri della commissione Difesa, compreso il presidente, sono usciti dal Movimento. Una linea del genere l'avrei potuta sopportare se fosse stata avallata da un voto della base, come fatto in passato, ma ormai l'aspetto della democrazia diretta è un ricordo lontano. La mia non è una critica alla forza politica che ho contribuito a creare, anzi mi auguro che possa collaborare al bene del Paese, ma che il Movimento sia cambiato è un dato di fatto».

Continua: «Ora si sta lavorando ad un progetto riformatore, quello di un Impegno Civico, che parla ai giovani, al sociale, che guarda alla transizione ecologica e digitale. Nei prossimi mesi sconteremo il fatto di non avere un Governo che non potrà prendersi cura del Paese: l'Italia delle fasce più deboli e quelle più avanzate. Per questo faccio un appello alle cittadine e ai cittadini consapevoli affinché diano il loro contributo a questo nuovo progetto, che è aperto, costruttivo, di lungo respiro. L'attenzione massima sarà verso gli amministratori locali, veri eroi di questa nazione: spesso senza fondi e strumenti trovano comunque la soluzione più utile ai cittadini. Il nostro è un appello anche ai sindaci della provincia di Frosinone per parlare di quelle leggi che non permettono loro di lavorare e spendere i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Credo che oggi non sia il momento delle urla e del tutti contro tutti ma quello in cui le forze migliori del Paese si mettono insieme per guardare al futuro».