Nei 3 collegi uninominali della Camera vengono eletti soltanto i vincitori. Quindi 3 deputati. Stesso discorso per quello di Palazzo Madama: un senatore. Poi ci sono i collegi plurinominali, nei quali si vota con il proporzionale: i "listini" saranno formati da quattro candidati, con l'alternanza obbligatoria tra uomo e donna (o viceversa). In quello del Basso Lazio, che racchiude le province di Frosinone e Latina, per la Camera verranno eletti 4 deputati. Al Senato invece, oltre alle province di Frosinone e Latina, bisognerà considerare Viterbo e Guidonia-Montecelio. Ne verranno eletti 6. In totale dunque 14 seggi a disposizione sui 54 in totale nel Lazio. Il 25,92%.

Una percentuale significativa se si considera che in questa regione c'è Roma. Pure questo spiega perché tutti vogliono candidarsi da queste parti. A cominciare dai big romani, senza escludere però altresì alcuni pezzi da novanta nazionali. Fino alla volta scorsa nel Lazio staccavano il biglietto per Montecitorio e Palazzo Madama in 86. Vuol dire 32 in più rispetto al 25 settembre prossimo. Un'enormità, specialmente se si valuta il peso politico della Capitale e del Lazio nello scacchiere nazionale.

Dietro le quinte
Tutti i protagonisti sanno benissimo che bisognerà aspettare e che la partita entrerà nel vivo soltanto dopo Ferragosto. Anche perché, considerando che alla fine bisognerà dire valanghe di no, meglio farlo il più tardi possibile. Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, uno sguardo alla situazione. Fratelli d'Italia è l'unico partito che non avrà problemi a ripresentare gli uscenti, cercando di rispettare naturalmente il criterio della territorialità. Questo perché secondo le previsioni dei sondaggi il partito di Giorgia Meloni triplicherà gli eletti. Il senatore Massimo Ruspandini sarà sicuramente ricandidato: bisognerà vedere se all'uninominale del Senato (Frosinone e Latina) o della Camera (Frosinone-Sora) oppure nel proporzionale. Per il resto il puzzle è da comporre.

In Forza Italia il punto di riferimento del Basso Lazio è il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone, che punta a ripresentarsi al Senato. Ben sapendo però che dovranno comporsi diversi incastri e che sul tavolo ci sono nomi di big come Antonio Tajani, Paolo Barelli, Sestino Giacomoni, Annagrazia Calabria e Alessandro Battilocchio. Per la provincia di Frosinone bisognerà vedere gli spazi che eventualmente ci saranno nel proporzionale. Le opzioni sono quelle dei tre subcommissari: Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia. Negli ultimi giorni è tornato a circolare il nome di Giuseppe Incocciati.

Nella Lega gli equilibri dovranno comporsi su diversi livelli: tra le province di Frosinone e Latina, ma pure con riferimento a Viterbo e Rieti. Oltre che Roma naturalmente. Il deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon la volta scorsa fu eletto nel proporzionale. Stavolta bisognerà vedere, non dimenticando che per il Carroccio i collegi maggioritari potrebbero essere più appetibili, visto che vengono considerati blindati per il centrodestra da uno studio dell'Istituto Cattaneo. Pure in questo caso non mancano i big: Federico Freni e Barbara Saltamartini per esempio. Nei giorni scorsi è circolato il nome dell'imprenditore Antonio Angelucci. Quindi c'è Nicola Ottaviani, due volte sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale del Carroccio: l'opzione c'è.

Ma per capire quale (e dove) sarà la casella giusta bisognerà aspettare. Nella Lega ci sono altresì gli uscenti Gianfranco Rufa (senatore) e Francesca Gerardi (deputata). Prossime due settimane decisive. Gli accordi con Azione e +Europa da una parte e con i Verdi e Sinistra Italiana dall'altra sono destinati a ridisegnare la mappa delle candidature del centrosinistra nei collegi uninominali. La lista del Pd si chiama Democratici e Progressisti e comprende anche Demos, Socialisti e Articolo 1. I collegi uninominali del Basso Lazio sono considerati blindati per il centrodestra. La conseguenza è che i plurinominali proporzionali sono quantomai appetibili. Nel Lazio sono tanti i big da blindare: Nicola Zingaretti, Bruno Astorre, Michela Di Biase, Monica Cirinnà, Cecilia D'Elia, Marianna Madia, Claudio Mancini, Marta Leonori, Marco Vincenzi, Roberto Morassut, Massimiliano Valeriani, Patrizia Prestipino, Matteo Orfini, Enrico Gasbarra. Impossibile candidarli tutti nei collegi di Roma. Sicuramente il Basso Lazio verrà tenuto in considerazione. La federazione provinciale dei Dem ha indicato Francesco De Angelis come possibile capolista del plurinominale della Camera del Basso Lazio. Al segretario regionale, senatore Bruno Astorre, il non facile compito di effettuare le scelte.

I collegi
In palio nel Lazio ci sono 36 seggi alla Camera (22 proporzionali, 14 maggioritari) e 18 al Senato (12 proporzionali e 6 maggioritari). Il Lazio è stato diviso in due circoscrizioni elettorali: la 1 e la 2. Il Lazio 2 comprende le province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. I collegi plurinominali (proporzionale) della Camera di questa circoscrizione sono 2, con 5 collegi uninominali (maggioritari). A questa circoscrizione sono stati assegnati 12 seggi: 7 plurinominali, 5 maggioritari. In totale quindi 12 deputati. Per il Senato invece al Lazio sono stati assegnati 6 collegi uninominali e 12 plurinominali: 18 seggi. Tornando alla Camera, c'è pure il Lazio 1 (Roma): 24 seggi in totale, 9 uninominali e 15 plurinominali. I collegi maggioritari del Basso Lazio sono 3. Quello di Latina comprende 17 Comuni, tutti della provincia pontina. Quello di Frosinone 60 Comuni, tutti della Ciociaria.

Il collegio uninominale di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino racchiude 47 Comuni. Il 62% della popolazione di questo collegio appartiene alla provincia di Latina e il restante 38% alla provincia di Frosinone. Il collegio uninominale del Senato, invece, è unico e racchiude interamente le province di Frosinone e Latina. Parliamo in totale di 124 Comuni. Poi ci sono i proporzionali plurinominali. Per la Camera il collegio proporzionale del Basso Lazio racchiude le province di Frosinone e Latina ed elegge 4 deputati. Quello del Senato comprende, oltre le due province, anche Viterbo e Guidonia Montecelio. I seggi a disposizione in tutto sono 6.