A sedici giorni dal termine ultimo per la presentazione delle candidature il caos è totale. I posti non ci sono e il taglio di 345 seggi avrà effetti durissimi anche nel Lazio, dove si passerà da 86 a 54 parlamentari eletti. Un gap negativo di 32 unità che sta letteralmente gettando nel panico i protagonisti. Spazi ridotti all'osso e big romani e nazionali che guardano ai collegi del Basso Lazio. Il centrodestra a quelli maggioritari (considerati blindati dallo studio dell'Istituto Cattaneo), il Pd a quelli proporzionali, visti come una scialuppa di salvataggio per i tanti "pezzi da novanta" che rischiano di restare fuori da Montecitorio e Palazzo Madama. E la territorialità? Il valore aggiunto degli esponenti locali? Sacrificati sull'altare del cinismo politico dei leader, come del resto è sempre accaduto.

Perché c'è una sola certezza: nella notte tra il 21 e il 22 agosto saranno Giorgia Meloni, Enrico Letta, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi a riempire le caselle più importanti rimaste scoperte. E poi i rispettivi plenipotenziari regionali chiuderanno il cerchio. Senza possibilità di ripescaggio. La "subordinata" che si sta definendo è quella che alcuni importanti esponenti locali potrebbero essere indicati altrove. Nessuno si sbilancia però sull'elemento più importante: la posizione nel plurinominale. Un conto se eleggibile, altro discorso se "a riempire". E quindi "a perdere".

Ma intanto ricapitoliamo i numeri. In palio nel Lazio ci sono 36 seggi alla Camera (22 proporzionali, 14 maggioritari) e 18 al Senato (12 proporzionali e 6 maggioritari). Il Lazio è stato diviso in due circoscrizioni elettorali: la 1 e la 2. Il Lazio 2 comprende le province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. I collegi plurinominali (proporzionale) della Camera di questa circoscrizione sono 2, con 5 collegi uninominali (maggioritari). A questa circoscrizione sono stati assegnati 12 seggi: 7 plurinominali, 5 maggioritari. In totale quindi 12 deputati.

Per il Senato invece al Lazio sono stati assegnati 6 collegi uninominali e 12 plurinominali: 18 seggi. Tornando alla Camera, c'è pure il Lazio 1 (Roma): 24 seggi in totale, 9 uninominali e 15 plurinominali. I collegi maggioritari del Basso Lazio sono 3. Quello di Latina comprende 17 Comuni, tutti della provincia pontina. Quello di Frosinone 60 Comuni, tutti della Ciociaria. Il collegio uninominale di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino racchiude 47 Comuni. Il 62% della popolazione di questo collegio appartiene alla provincia di Latina e il restante 38% alla provincia di Frosinone. Il collegio uninominale del Senato, invece, è unico e racchiude interamente le province di Frosinone e Latina. Parliamo in totale di 124 Comuni. Poi ci sono i proporzionali plurinominali. Per la Camera il collegio proporzionale del Basso Lazio racchiude le province di Frosinone e Latina ed elegge 4 deputati. Quello del Senato comprende, oltre le due province, anche Viterbo e Guidonia Montecelio. I seggi a disposizione sono 6.

L'unico partito che non ha problemi a ripresentare tutti gli uscenti è Fratelli d'Italia, che secondo tutti i sondaggi triplicherà il numero degli eletti. I senatori Massimo Ruspandini (Frosinone) e Nicola Calandrini (Latina) saranno ricandidati. La Lega ha il problema dei tanti big da blindare. I nomi che circolano per una candidatura nel Basso Lazio sono politicamente pesantissimi: Barbara Saltamartini, Federico Freni e da qualche giorno Antonio Angelucci. Il coordinatore regionale Claudio Durigon sarà il primo a scegliere. Per la provincia di Frosinone sul tavolo c'è l'opzione di Nicola Ottaviani, due volte sindaco del capoluogo.

Quindi ci sono gli uscenti: Gianfranco Rufa e Francesca Gerardi. Ma come comporre il puzzle? E come si concluderà il gioco degli incastri? Impossibile fare pronostici. Stesso discorso in Forza Italia, dove i big si chiamano Antonio Tajani, Paolo Barelli, Sestino Giacomoni, Annagrazia Calabria, Alessandro Battilocchio. E naturalmente Claudio Fazzone, uscente nel Basso Lazio. In provincia di Frosinone è tornato a circolare anche il nome di Giuseppe Incocciati. Nel Pd Francesco De Angelis farà di tutto per ottenere il primo posto nel collegio proporzionale. Pure lui però sa che dovrà fronteggiare la carica dei big: Claudio Mancini, Bruno Astorre, Marianna Madia, Marta Leonori, Michela De Biase, Roberto Morassut, Marco Vincenzi, Massimiliano Valeriani, Patrizia Prestipino. Si dovrà sgomitare. E parecchio.