Il nome di punta è quello di Francesco De Angelis, che la Federazione provinciale del Partito Democratico ha indicato per il collegio plurinominale del Basso Lazio. Dove ad essere sicuramente eleggibile è però soltanto chi occupa il primo posto. Non sarà semplice ma la partita è aperta e sicuramente si deciderà nella notte tra il 21 e il 22 agosto. Sul filo di lana, come sempre. Il presidente del Consorzio industriale regionale si giocherà le sue carte fino in fondo. Per il resto però la federazione provinciale dei Democrat ha stilato anche una rosa di nomi inviata al segretario regionale Bruno Astorre. Indicazioni da tenere presenti nell'intero panorama laziale e nell'ottica delle cosiddette designazioni di servizio. Messe in campo cioè a sostegno del partito. In realtà si tratta di disponibilità ad una candidatura.

I nomi sono quelli di Annalisa Paliotta (consigliere comunale di Pontecorvo), Enrico Pittiglio (capogruppo alla Provincia e sindaco di San Donato Val di Comino), Stefania Martini (presidente provinciale), Gianfranco Pizzutelli (presidente dell'Asp Frosinone e leader del Polo Civico), Maria Paola D'Orazio (consigliere comunale di Sora), Andrea Turriziani (consigliere comunale di Frosinone) e Gianfranco Barletta (sindaco di Supino). Indicazioni che vanno anche oltre i confini del partito.

Nel centrodestra si ha la consapevolezza che la partita dei collegi dovrà essere giocata pure tenendo presente lo scenario nazionale e regionale e quelle che saranno poi le decisioni dei leader. Ma gli esponenti locali sanno di poter dire la loro. In Fratelli d'Italia, per esempio, si va verso la conferma degli uscenti. Anche perché il partito di Giorgia Meloni, rispetto al risultato del 2018 (sopra il 4%), oggi è accreditato di una percentuale ben oltre il 20% nei sondaggi. E di conseguenza non avrà contraccolpi (anzi) dal taglio di 345 seggi parlamentari. I senatori Massimo Ruspandini e Nicola Calandrini saranno sicuramente ricandidati: bisogna soltanto vedere dove.

Nella Lega il regista politico nel Lazio è il deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon. Il quale sarà blindato. Circola altresì il nome dell'ex sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani: pure in tal caso la partita è aperta. Poi c'è il capitolo riservato alle formazioni centriste. Ricordiamo la suddivisione dei collegi maggioritari nel centrodestra: 98 a Fratelli d'Italia, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia e 11 a centristi e civici (Noi con l'Italia e Coraggio Italia). Mario Abbruzzese (Italia al Centro) sta cercando di capire se possono esserci spazi.

Intanto Claudio Durigon apre pure la partita della Regione Lazio. Rilevando: «A sinistra, con le tasse, vanno forte: nel dubbio, mettono una patrimoniale, più o meno celata. Per questo eravamo certi che Zingaretti avrebbe sposato l'assurda idea della patrimoniale di Letta. Il Lazio è la prima regione italiana per aliquota Irpef, e tra quelle che chiedono più imposte ai cittadini. Per Zingaretti deve essere normale pensare di aumentare le tasse. La Lega, al contrario, cerca di ridurle e sostenere i cittadini, le imprese, le famiglie, gli anziani. Questa è la differenza tra chi tutela gli italiani e chi, come il Pd, pensa solo a tartassarli».

Una volta terminate le elezioni politiche, inizierà la campagna elettorale per regionali. Dopo l'elezione a senatore, infatti, Nicola Zingaretti si dimetterà da Governatore e con ogni probabilità nel Lazio si tornerà alle urne a gennaio. Il centrodestra dovrà scegliere il candidato alla presidenza e i responsabili politici regionali Claudio Durigon (Lega), Paolo Trancassini (Fratelli d'Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia) avranno un ruolo importante. Il segnale di Durigon è stato forte e chiaro.