Il conto alla rovescia è già cominciato e sarà una corsa contro il tempo: alle elezioni politiche anticipate mancano 63 giorni. I partiti dovranno presentare i simboli, definire i candidati e ultimare le liste. Termine finale: 22 agosto. Ma in realtà bisognerà farlo prima. Tenendo conto innanzitutto del sistema elettorale con il quale si andrà alle urne: il Rosatellum. In base al quale il 37% dei seggi (148 alla Camera e 74 al Senato) viene assegnato con il sistema maggioritario attraverso i collegi uninominali. Mentre il restante 63% (244 a Montecitorio e 122 a Palazzo Madama) con il sistema proporzionale nei collegi plurinominali. Il Rosatellum stabilisce delle soglie di sbarramento, vale a dire delle percentuali al di sotto delle quali non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi. Per le singole liste la soglia è del 3%, mentre per le coalizioni è del 10%.

I collegi
Sono stati ridisegnati per il taglio dei 345 seggi. I collegi maggioritari della Camera nel Basso Lazio sono 3: uno di Latina (denominato U03), uno di Frosinone (denominato U04), uno di Terracina (denominato U05). Ma la sorpresa sta nella composizione di questi collegi. Nella porzione meridionale della Circoscrizione Lazio 2 sono stati definiti 2 collegi monoprovinciali. Quello di Latina è costituito dai cosiddetti Sistemi Locali Interi di Latina e Sabaudia e dal Comune di Aprilia. Quello di Frosinone è costituito dall'unione dei Sistemi Locali Interi di Sora e Frosinone. Mentre il quinto collegio, quello di Terracina, è interprovinciale (Frosinone-Latina). Ed è formato dall'unione dei sistemi locali interi di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino. Il 62% della popolazione di questo collegio appartiene alla provincia di Latina e il restante 38% alla provincia di Frosinone. Il maggioritario del Senato comprende i 124 Comuni delle province di Frosinone e Latina. Poi ci sono i collegi plurinominali, nei quali c'è il sistema proporzionale. I cosiddetti "listini". Nei quali bisognerà rispettare l'alternanza uomo-donna innanzitutto. Poi ci saranno leader e big da paracadutare. Insomma, per nulla semplici.

Ipotesi di candidatura
I nomi che circolano maggiormente sono tre. Intanto il senatore Massimo Ruspandini, presidente provinciale di Fratelli d'Italia: è uscente. Bisognerà capire però quali saranno gli incastri tra le due province. Sia sul piano geografico che su quello delle scelte tra maggioritario e proporzionale. Nel plurinominale, per esempio, solo la prima posizione è sicuramente eleggibile. Intenzionato a giocarsi le sue carte fino in fondo è Francesco De Angelis (Pd): il presidente del Consorzio industriale regionale punta al primo posto nel listino proporzionale dell'intero Basso Lazio. Poi c'è Nicola Ottaviani, ex sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale del Carroccio. Da tempo Ottaviani si sta muovendo all'interno del partito. È in corsa per una candidatura. Nel 2018 la Lega portò in Parlamento tre deputati: Francesco Zicchieri (collegio maggioritario della Camera di Frosinone), Claudio Durigon e Francesca Gerardi (proporzionale). Il senatore Gianfranco Rufa entrò a Palazzo Madama dal collegio proporzionale di Viterbo. Quelle situazioni non ci sono più. Nessun problema per il coordinatore regionale Claudio Durigon, per il resto si sgomiterà. E ci sarà pure Nicola Ottaviani. In Forza Italia poco da dire: le scelte le effettuerà il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Mentre Azione di Calenda e Italia Viva di Renzi si concentreranno sul proporzionale. Discorso a parte per il Movimento Cinque Stelle. Le parlamentari uscenti sono due: Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Bisognerà capire le strategie e le decisioni dei pentastellati. Anche sul piano delle alleanze, considerando che per i vertici del Pd (Enrico Letta, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini) il Campo Largo è archiviato. Nel 2018 con i pentastellati venne eletto pure Luca Frusone, che adesso fa parte di Insieme per il Futuro di Luigi Di Maio. Pure in tal caso bisognerà vedere cosa succederà. Gli spazi a disposizione sono ridottissimi per tutti. Nel Lazio finora si sono eletti 28 senatori. Scenderanno a 18. Mentre nel collegio Lazio 2 della Camera, si passerà da 20 a 12 deputati. Diminuendo i collegi, l'estensione geografica degli stessi (sia uninominali che plurinominali) aumenterà. Per ogni deputato il numero degli abitanti passa da 96.006 a 151.210. Mentre, per ogni senatore, da 188.424 a 302.420.

La Regione Lazio
Nicola Zingaretti si candiderà al Parlamento. Due le opzioni per le dimissioni da Governatore. Potrebbe farlo subito dopo l'accettazione della candidatura e questo comporterebbe che nel Lazio si andrebbe alle urne a fine novembre. Oppure Zingaretti potrebbe optare entro i due mesi successivi all'elezione e le regionali dovrebbero tenersi nei seguenti tre mesi. Parliamo di una data compresa quindi tra gennaio e febbraio. Dovranno essere effettuate delle valutazioni pure di carattere politico. Nicola Zingaretti potrebbe spingere per dimettersi subito, in modo da togliere al centrodestra un argomento da utilizzare in campagna elettorale. Mentre Enrico Letta vorrà capire dai sondaggi cosa può succedere alle elezioni politiche del 25 settembre. Se cioè, nel caso di una vittoria del centrodestra, l'onda lunga potrebbe avere effetti pure sulle regionali. Novembre potrebbe essere considerato troppo ravvicinato. In ogni caso l'incrocio tra elezioni politiche e regionali è inevitabile. Naturalmente anche i possibili candidati alle regionali nelle liste provinciali sono ormai in allerta. La campagna elettorale è comunque dietro l'angolo. Ma per farla bisognerà prima ottenere la candidatura.