Prova di forza della maggioranza che elegge con 22 voti sia il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri che il vicepresidente vicario Alessia Savo. Il massimo delle preferenze possibili quindi: le 21 (sindaco compreso) del centrodestra e Mauro Vicano. L'altro vicepresidente, in quota opposizione, è Norberto Venturi, che di consensi ne ha ottenuti 9. La seduta inaugurale della consiliatura si è aperta con questi numeri, che sono alla fine quelli emersi dalle elezioni. C'è stato però anche un clima da primo giorno di scuola, come sempre in queste occasioni.

I rapporti di forza sono i seguenti: 22 esponenti per la maggioranza, 11 per le opposizioni. E questo ha comportato, nell'assegnazione dei posti, che diversi consiglieri di centrodestra si sono accomodati nei banchi della minoranza. Pasquale Cirillo (Frosinone Capoluogo), per esempio, è vicino ad Andrea Turriziani (Lista Marini). Outfit total black per Alessandra Sardellitti e Alessandra Mandarelli, celeste per la prima degli eletti Francesca Chiappini. Elegantissimi Fabio Tagliaferri e Danilo Magliocchetti.

A presiedere la seduta è Angelo Pizzutelli, il consigliere anziano. Si procede subito con l'insediamento del consiglio comunale. Non viene sollevata alcuna eccezione sulle condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità degli eletti. Quindi il giuramento del sindaco Riccardo Mastrangeli. Ringrazia tutti, cita il Prefetto, le autorità politiche, i vertici della magistratura. E il Vescovo. Poi rivolge un pensiero a Nicola Ottaviani, fa un passaggio su tutti i primi cittadini del capoluogo. Ricorda la figura di Dante Spaziani e saluta Domenico Marzi. Non dimentica nessuno.

Rileva Riccardo Mastrangeli: «C'è un diritto della maggioranza a governare. C'è un diritto dell'opposizione a controllare. E ci sono doveri a cui nessuno di noi si può sottrarre. Il primo che abbiamo di fronte è quello di non venir meno al mandato che abbiamo ottenuto e portarlo avanti ogni giorno con il massimo delle nostre energie». Sottolinea: «Sono uomo di parte, fiero della mia identità culturale cattolico-democratica, ma consapevole che il nostro obiettivo debba essere quello di distinguere tra
l'appartenenza ed il comune tessuto istituzionale. Tutte le forze politiche e civiche presenti in quest'aula, pur nella dialettica dei ruoli diversi, esprimono tutte l'intera collettività. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, nel rispetto reciproco. Conciliare l'appartenenza ed il sentimento delle istituzioni è il dovere più difficile, ma anche più necessario. Il voto dei frusinati ha già fissato precisi doveri e responsabilità».
Aggiunge: «La consiliatura che si apre oggi dovrà dedicarsi non solo alla continuità amministrativa con la precedente, ma essere anche caratterizzata da un forte spirito di innovazione, per andare più avanti con un passo ancora più spedito». E conclude: «Mi affido anche io, come tutti i nostri concittadini, alla protezione dei nostri Santi Silverio ed Ormisda, confidando nel loro aiuto per svolgere con serenità e rigore il mio mandato di sindaco della città di Frosinone. Viva la città di Frosinone, Viva l'Italia».

Un passaggio è stato riservato alla citazione di un proverbio africano: «Se vuoi andare avanti cammina da solo, ma se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri. Ecco, io vorrei camminare con tutti voi e, anche per questo, mi impegno ad essere il sindaco di tutti». Si passa all'elezione del presidente del consiglio comunale. Danilo Magliocchetti, assessore con delega ai rapporti con l'aula, macina chilometri. Il centrodestra non vuole sbavature e tutti sanno non solo per chi votare ma anche come votare: nome e cognome, cognome e nome, abbreviazione. Alla fine Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani) ottiene 22 voti: maggioranza al gran completo, centrodestra più Vicano. Per la cronaca: 8 consensi per Alessandra Mandarelli (Lista Marzi), 1 per Domenico Marzi, 1 bianca. Massimiliano Tagliaferri si siede sulla poltrona della presidenza dell'aula.

Quindi si passa all'indicazione dei due vicepresidenti. Il centrodestra ripete lo schema precedente: 22 voti per Alessia Savo (Fratelli d'Italia), che quindi è vicepresidente vicario. Poi l'altro "vice": Norberto Venturi (Pd), che ottiene 9 preferenze. Tutte quelle del centrosinistra del Campo Largo, perché in quel momento mancava proprio Venturi. Poi c'è una scheda bianca. Nelle file della minoranza c'è anche Vincenzo Iacovissi (Psi). Infine, i segretari dell'ufficio di presidenza. Sono i consiglieri Francesca Chiappini (Lista per Frosinone) e Andrea Turriziani (Lista Marini). Il dato politico è rappresentato dall'assoluta compattezza della maggioranza di centrodestra.

Quindi si è proceduto all'elezione dei tre membri effettivi della commissione elettorale. Sono stati eletti Alessia Turriziani (Fratelli d'Italia), Claudio Caparrelli (Polo Civico), Cinzia Fabrizi (Forza Italia). A presiedere la commissione è il sindaco. Poi i tre membri supplenti: Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Christian Alviani (Lista Ottaviani) e Carlo Gagliardi (Lista Marzi). L'ultimo punto all'ordine del giorno era quello della comunicazione dei capigruppo consiliari. Sono stati indicati Angelo Pizzutelli (Pd), Giovanni Bortone (Lega), Maurizio Scaccia (Forza Italia), Claudio Caparrelli (Polo Civico), Anselmo Pizzutelli (Mastrangeli sindaco), Franco Carfagna (Fratelli d'Italia) e Domenico Marzi (Lista Marzi). Mancano ancora alcune liste.

Ad accendere il clima è stata una mozione presentata da Domenico Marzi. Tema: far esprimere il sindaco sull'appello al premier Mario Draghi di continuare l'esperienza di governo. Un argomento chiaramente politico, che ha messo in difficoltà il centrodestra. All'interno della coalizione c'è, per esempio, la posizione di Fratelli d'Italia, che non vede subordinate alle elezioni anticipate. Il dibattito ha provocato dei botta e risposta al vetriolo. Tra il sindaco Riccardo Mastrangeli e Domenico Marzi per esempio, con quest'ultimo che ha abbandonato l'aula.

Durissimo scontro verbale anche tra l'assessore Adriano Piacentini e Andrea Turriziani. Molto forti altresì le prese di posizione di Fabrizio Cristofari, Alessandra Mandarelli e Alessia Savo. Pure l'intervento del presidente dell'aula Massimiliano Tagliaferri è stato netto. Per un'ora si è discusso di tutto. Ma soprattutto del carattere di urgenza della mozione. Alla fine Massimiliano Tagliaferri ha sciolto la seduta decidendo di non mettere in votazione l'atto. Rottura politica tra maggioranza e opposizione. E clima da resa dei conti.