Aspettando Godot è un'opera teatrale di Samuel Beckett. Pensata e costruita intorno alla condizione dell'attesa. Da mesi gli amministratori locali aspettano due provvedimenti: intanto il via libera al terzo mandato per i sindaci dei Comuni più grandi, quelli con oltre 15.000 abitanti. E poi la modifica della norma che consente soltanto ai primi cittadini con più di diciotto mesi di mandato davanti di potersi candidare alla presidenza della Provincia. Fra l'altro gli spazi sempre più ridotti per candidature al Parlamento e alla Regione rendono fortemente appetibile la presidenza della Provincia. Carica per la quale si voterà con ogni probabilità a gennaio 2023. Il secondo mandato di Antonio Pompeo scade il 31 ottobre prossimo e da quel momento avrà novanta giorni di tempo per convocare le elezioni.

Ben 47 primi cittadini su 91 hanno meno di 18 mesi di mandato davanti. Una situazione che impedisce loro di scendere in campo. Il limite dei 18 mesi di mandato scatterà dal 24 novembre 2022. Non potranno quindi essere della partita in 47. Tra i quali Enzo Salera (Cassino), Massimiliano Quadrini (Isola del Liri), Daniele Natalia (Anagni), Simone Costanzo (Coreno Ausonio), Alioska Baccarini (Fiuggi), Adriano Lampazzi (Giuliano di Roma), Domenico Alfieri (Paliano), Enrico Pittiglio (San Donato Val di Comino), Simone Cretaro (Veroli).

Soprattutto nel centrosinistra potrebbe essere un problema, perché Enzo Salera, Enrico Pittiglio, Domenico Alfieri e Simone Costanzo sono nomi che potrebbero essere tenuti presenti per la candidatura alla presidenza. In ogni caso si respira un cauto ottimismo per quanto riguarda la modifica normativa che può abolire il limite relativo al mandato. Mentre invece nessuno crede che possa essere acceso il semaforo verde al terzo mandato per i sindaci dei Comuni più grandi. Al momento comunque nel centrosinistra il nome che circola maggiormente per la candidatura alla presidenza della Provincia è quello di Luca Di Stefano, sindaco di Sora.

Anche il centrodestra sta studiando il da farsi. Per la candidatura alla presidenza della Provincia si parla con una certa insistenza del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli. Sicuramente quello più pesante sul piano politico, visto che guida il capoluogo. Non è però la sola opzione sul tavolo. C'è anche Roberto Caligiore (Fratelli d'Italia), primo cittadino di Ceccano. Il quale peraltro nei giorni scorsi, durante un convegno a Fiuggi, ha effettuato un endorsement esplicito al capogruppo provinciale Daniele Maura relativamente ad una candidatura alle regionali. Una presa di posizione che non è passata inosservata, anche e soprattutto in considerazione del fatto che il nome di Caligiore circolava per le regionali. Il che lascerebbe presumere una possibile discesa in campo di Caligiore per la presidenza della Provincia. Restando in Fratelli d'Italia, per le regionali ci sarà anche Gabriele Picano. Mentre per la presidenza della Provincia Lucio Fiordalisio, sindaco di Patrica, è un'ipotesi che ci può stare.

Naturalmente il centrodestra dovrà anche riunirsi e decidere il da farsi. Nel 2014 la coalizione non ha presentato candidati alla presidenza della Provincia, nel 2018 invece Tommaso Ciccone ha dovuto fare i conti con i "franchi tiratori", che hanno affossato sul nascere la candidatura. Adesso però il clima sembra essere cambiato e Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia), Nicola Ottaviani (Lega), Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia (Forza Italia) hanno intenzione di elaborare per tempo le strategie.
In autunno sia il centrosinistra che il centrodestra dovranno definire la rosa dei possibili candidati alla presidenza della Provincia. Sarà una lunga estate calda anche su questo versante.