Alta tensione per l'attribuzione della delega di vicesindaco. La rivendicano in due: il portavoce cittadino di Fratelli d'Italia Fabio Tagliaferri e il leader della Lista per Frosinone Antonio Scaccia. Entrambi hanno ricoperto il ruolo nella passata consiliatura. Dopo la seconda vittoria di Nicola Ottaviani, la carica di "vice" venne attribuita proprio a Fabio Tagliaferri, allora nel Polo Civico. Successivamente però ci furono delle frizioni tra il presidente del Polo Civico Gianfranco Pizzutelli e Fabio Tagliaferri. La lista chiese a Ottaviani di togliere la delega di vicesindaco a Tagliaferri, per affidarla proprio ad Antonio Scaccia.

Anche perché nel frattempo era stato siglato un patto federativo tra il Polo Civico e la Lista per Frosinone. Un precedente che inevitabilmente pesa, perlomeno nell'ambito della competizione tra i due. Sul piano politico le motivazioni sono le seguenti. Fratelli d'Italia ha eletto 4 consiglieri ed è nelle condizioni di rivendicare 2 assessorati. Per quanto riguarda le cariche di presidente del consiglio e vicesindaco, secondo FdI la scelta va fatta seguendo l'ordine di arrivo delle elezioni.

Nel centrodestra al primo posto è arrivata la Lista Ottaviani, al secondo Fratelli d'Italia. Se la civica dell'ex sindaco ottenesse la guida dell'aula, allora il vicesindaco andrebbe in quota al partito di Giorgia Meloni. Non è di questo parere Antonio Scaccia, per il quale la Lista per Frosinone (arrivata quarta) ha espresso il consigliere più votato: Francesca Chiappini (987 preferenze). E in aula ha 3 esponenti, uno in meno di Fratelli d'Italia. Il che secondo Scaccia può comportare un assessorato in meno, ma non incide sulla carica di vicesindaco. Il muro contro muro è assoluto e Riccardo Mastrangeli ha deciso di provare a far decantare di qualche ora la situazione.

Però le posizioni sono rigide. Complicato che il nodo possa sciogliersi rapidamente, a meno di non pensare che Fratelli d'Italia possa "accontentarsi" di un solo assessorato più la delega da vicesindaco. La situazione sarà più chiara dopo il faccia a faccia tra Riccardo Mastrangeli e Fabio Tagliaferri, che in questi giorni non è stato a Frosinone.

Consultazioni e fibrillazioni
Riccardo Mastrangeli ha continuato le consultazioni anche ieri. Faccia a faccia con Mauro Vicano prima e con il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli (Lega) dopo. Rimane da definire pure la questione della presidenza del consiglio. In corsa ci sono Adriano Piacentini (Forza Italia) e Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani). Entrambi sono molto determinati. Piacentini rivendica il rispetto di un accordo con Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani alla vigilia della celebrazione delle primarie. Massimiliano Tagliaferri è il secondo degli eletti della Lista Ottaviani, prima forza della maggioranza con 5 consiglieri. Anche in tal caso il braccio di ferro è molto forte. Ma la sensazione è che Mastrangeli sia fiducioso di trovare comunque una quadra. Deleghe assessorili come quelle al bilancio e finanze o ai servizi sociali e ambiente sono in ogni caso altrettanto prestigiose della presidenza del consiglio, che in ogni caso è una carica che non viene attribuita ma votata dal consiglio comunale. Occorrono quindi almeno 17 voti in aula. Il centrodestra tutto può permettersi meno di partire con il piede sbagliato. Anche perché ha una maggioranza di 21 consiglieri su 33. E può arrivare a 22 nel caso di conferma dell'intesa con Mauro Vicano.

Dieci posti disponibili
In totale le "caselle" sono 10. Il numero degli assessorati è 9 (non elevabile), più la presidenza del consiglio comunale. Lo schema base è il seguente: 2 cariche alla Lista Ottaviani, 2 a Fratelli d'Italia, 1 alla Lista Mastrangeli, 1 alla Lista per Frosinone, 1 alla Lega, 1 a Forza Italia, 1 a Frosinone Capoluogo. Più, eventualmente, l'attribuzione di 1 assessorato all'area rappresentata da Mauro Vicano. Il nome che circola è quello della capolista Alessandra Sardellitti. Poi naturalmente potrebbero esserci dei cambiamenti. Per esempio la Lista Ottaviani potrebbe rivendicare 3 postazioni. Ricordiamo che i primi 3 eletti sono tutti assessori uscenti: Valentina Sementilli, Massimiliano Tagliaferri e Angelo Retrosi. In tal caso, considerando che nessuno farà spontaneamente passi indietro, si dovrà procedere a dei "tagli". Evidente che questa fase sarà indicativa pure per capire se il centrodestra intende davvero allargare la coalizione oppure no. Per l'intera giornata di ieri si è tratteggiata una ricostruzione di quanto sarebbe successo lunedì pomeriggio. Vale a dire una richiesta a Frosinone Capoluogo e alla lista di Mauro Vicano di unire le forze in aula. Per arrivare a 2 consiglieri e quindi rivendicare più "facilmente" un assessore. L'ipotesi è stata ufficialmente smentita. Ma in ogni caso Pasquale Cirillo, consigliere comunale di Frosinone Capoluogo e in pole position per la conferma in giunta, ha messo in chiaro che la lista civica pretende rispetto e pari dignità all'interno della coalizione di centrodestra. Alla fine del secondo giorno di consultazioni sono tre i nodi da sciogliere: la definizione della questione della presidenza del consiglio, l'attribuzione della delega di vicesindaci e la scelta di coinvolgere o meno la formazione di Mauro Vicano. Per il resto il quadro almeno per il momento, non è cambiato: per la Lega in pole position Danilo Magliocchetti, per la Lista Mastrangeli i nomi sono quelli di Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella. Per Frosinone Capoluogo c'è Pasquale Cirillo. Bisognerà considerare poi altri due elementi. Intanto il fatto che i primi dei non eletti delle diverse liste avranno un peso e un ruolo in queste trattative politiche. Inoltre la "governance" nel suo complesso può prevedere anche altre funzioni. Per esempio nello staff del sindaco. Il che significa che sicuramente potranno esserci maggiori spazi di manovra, ma allo stesso tempo ogni scelta provocherà inevitabilmente dei malumori.