Ha iniziato il giro di consultazioni con i leader delle varie forze politiche che lo hanno sostenuto. Continuerà oggi. E domani potrebbe optare per un vertice con tutti i consiglieri eletti. Riccardo Mastrangeli vorrebbe definire il quadro della giunta per la fine della settimana, ma ha messo in conto che l'operazione potrebbe slittare di qualche giorno. Gli ostacoli da superare non mancano: presidenza del consiglio innanzitutto, ma anche vicesindaco e attribuzione delle deleghe più ambite, vale a dire servizi sociali e lavori pubblici. Ci sarebbe pure l'urbanistica, delega che però Mastrangeli potrebbe mantenere. Come ha fatto Nicola Ottaviani negli ultimi dieci anni. Certamente il neo sindaco ha un'arma politica molto forte. Così traducibile: chi si assumerebbe la responsabilità di rompere il quadro della coalizione di centrodestra dopo la terza vittoria consecutiva, ottenuta al ballottaggio del 26 giugno? Detto questo, nessun dorma.

Le caselle a disposizione
Sul tavolo ci sono 9 assessorati (elevabili a 10) e la presidenza del consiglio comunale. Mastrangeli ha una coalizione di 7 liste, 2 delle quali (Lista Ottaviani e Fratelli d'Italia), in virtù dei voti ottenuti, rivendicheranno 2 postazioni. Ne restano 6 o 7. Bisognerà decidere se allargare subito la maggioranza in direzione di Mauro Vicano, che vorrebbe dire nominare Alessandra Sardellitti assessore.

Summit con Piacentini
Nel pomeriggio di ieri Adriano Piacentini, accompagnato da Rossella Chiusaroli (entrambi sono subcommissari provinciali di Forza Italia), ha avuto un lungo confronto con Riccardo Mastrangeli. La posizione di Piacentini è nota: rivendica la presidenza del consiglio comunale, insistendo sull'esistenza di un accordo raggiunto in occasione del sostegno a Mastrangeli alle primarie. La presidenza dell'aula è una carica che ha gestito nella passata consiliatura senza problemi. L'alternativa, dal punto di vista del neo sindaco, potrebbe essere quella dell'assessorato al bilancio e alle finanze, strategico e delicato. Ma Piacentini in questo momento non vede subordinate. Per lui la priorità sta nel rispetto dell'intesa.

L'opzione Tagliaferri
Per la presidenza del consiglio comunale c'è anche il nome di Massimiliano Tagliaferri, assessore uscente all'ambiente, ai trasporti e ai servizi sociali. Tagliaferri è un esponente della prima forza politica della maggioranza: la "ratio" della rivendicazione è anche questa. Sarà però molto complicato trovare una sintesi: Adriano Piacentini e Massimiliano Tagliaferri sono nomi forti. Impossibile senza una forte azione politica messa in campo da Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani. Anche perché l'elezione a presidente del consiglio comunale passa attraverso il voto del Consiglio. Occorre cioè una maggioranza di almeno 17 "sì". Il centrodestra sulla carta ne ha 21, ma evidentemente si temono "franchi tiratori". Sia Adriano Piacentini che Massimiliano Tagliaferri, però, si aspettano la totale blindatura su questo versante. Vista da un altro punto di vista, una spaccatura su un tema del genere sarebbe un pessimo "battesimo".

L'incontro con Ottaviani
Ieri mattina il sindaco Riccardo Mastrangeli ha incontrato il suo predecessore Nicola Ottaviani, nella duplice veste di coordinatore provinciale della Lega e leader della lista civica che porta il suo nome. Grande disponibilità e duttilità nella prospettiva della formazione della giunta. Ricordiamo che la Lista Ottaviani ha portato in aula 5 consiglieri, mentre il Carroccio 2. Con 7 esponenti che fanno riferimento a lui, l'ex primo cittadino ha comunque un terzo della maggioranza di centrodestra. Un elemento che non può non essere tenuto in considerazione.

Il vertice con Scaccia
Nel primo pomeriggio confronto tra Mastrangeli e il leader della Lista per Frosinone Antonio Scaccia, che di consiglieri ne ha 3. Non si è entrati nei dettagli, ma la posizione di Scaccia è comunque nota: l'obiettivo è esprimere un assessore e rivendicare la carica di vicesindaco. Sulla base di un ragionamento che muove dalla premessa che la civica ha espresso il consigliere più votato in assoluto: Francesca Chiappini (987 preferenze). Inoltre, secondo Scaccia tra chi ha eletto 4 consiglieri e chi 3, la differenza può stare nel numero degli assessorati: 2 e 1. Non anche nella delega di vicesindaco. Un punto sul quale il numero uno della Lista per Frosinone non tornerà indietro.

Il nodo del vicesindaco
A questo punto l'attribuzione della delega di vicesindaco potrebbe innescare un braccio di ferro. Precisamente tra Fratelli d'Italia e la Lista per Frosinone. Il partito di Giorgia Meloni ha eletto 4 consiglieri e sicuramente avanzerà la proposta di due assessorati. Sembra che verranno indicati due esterni: sicuramente il portavoce cittadino Fabio Tagliaferri. Poi una donna: i nomi che circolano sono quelli di Elisabetta Tozzi e Simona Geralico. La Lista per Frosinone non mollerà e insisterà per 1 assessorato più la carica di vicesindaco. Sarà scontro. Ma bisognerà pure vedere come finirà la partita della presidenza del consiglio comunale. Perché se alla fine dovesse spuntarla Adriano Piacentini, è complicato pensare che la Lista Ottaviani (prima forza politica della coalizione di centrodestra) possa non rivendicare la delega di vicesindaco. E in pole position ci sarebbe sempre Massimiliano Tagliaferri, anche perché Valentina Sementilli, prima degli eletti, non appare interessata a questo ruolo politico.

Le altre situazioni
Nel tardo pomeriggio di ieri breve summit tra Riccardo Mastrangeli e Mauro Vicano, candidato sindaco di una coalizione composta da Azione e da due civiche. Dopo il sostegno al ballottaggio il tema è uno solo: l'allargamento della maggioranza e l'eventuale indicazione di un assessore. L'opzione è quella di Alessandra Sardellitti, capolista di Azione. Per il resto il quadro è questo relativamente alla giunta: per la Lega in pole position Danilo Magliocchetti, per la Lista Mastrangeli i nomi sono quelli di Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella. Per Frosinone Capoluogo c'è Pasquale Cirillo. Tornando alla Lista Ottaviani, oltre a Valentina Sementilli e Massimiliano Tagliaferri, c'è Angelo Retrosi, il terzo degli eletti e anche lui assessore uscente. La civica potrebbe rivendicare tre assessorati o due e la presidenza del consiglio. Bisognerebbe però portare a 10 i posti in giunta. Deciderà il sindaco Riccardo Mastrangeli.