Settimana delicata e forse decisiva per quanto riguarda la composizione della giunta e l'attribuzione della presidenza del consiglio, casella fondamentale per poter poi raggiungere tutti gli equilibri all'interno di una maggioranza che potrebbe arrivare a 22 consiglieri su 32 nel caso si concretizzasse l'accordo tra il centrodestra e Mauro Vicano, candidato sindaco alla guida di un'alleanza formata da Azione e due civiche. Sia Vicano che Alessandra Sardellitti hanno sostenuto Riccardo Mastrangeli al ballottaggio. L'opzione sul tavolo è proprio quella di una nomina della Sardellitti nell'esecutivo.

La presidenza del consiglio
Rappresenta il tassello più importante del puzzle. Lo rivendica Adriano Piacentini, uno dei tre vicecoordinatori provinciali di Forza Italia. Sulla base di un accordo tra lui, Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani alla vigilia delle primarie, quando lo stesso Piacentini decise di non proseguire nell'intenzione di scendere in campo e di sostenere Mastrangeli. La presidenza dell'aula, gestita da Piacentini nella scorsa consiliatura, ha una valenza istituzionale. Per ottenerla occorre il via libera del consiglio comunale. E siccome si vota dopo la definizione della giunta, il rischio è che gli "scontenti" possano trasformarsi in franchi tiratori. Ma per Piacentini si tratta di uno scenario che non può esistere ad inizio consiliatura perché se non si è capaci di blindare la maggioranza adesso, allora vuol dire che ci sono problemi enormi. L'altro nome per la presidenza dell'aula è quello di Massimiliano Tagliaferri, riconfermato consigliere a valanga nella Lista Ottaviani, prima forza politica del centrodestra. Assessore uscente all'ambiente, trasporti e servizi sociali, è indubbiamente uno degli uomini forti della coalizione. Insieme ad Adriano Piacentini. Non sarà semplice trovare una "quadra" e la sensazione è che il "punto di caduta" dovrà necessariamente essere politico. Il che vuol dire che sul tavolo delle trattative sia Riccardo Mastrangeli che Nicola Ottaviani dovranno mettere tutto il proprio peso.

Vicesindaco e deleghe forti
La Lista Ottaviani è il primo gruppo nel centrodestra, per voti, preferenze e consiglieri (5). Difficile che possa restare senza una delle due cariche più importanti e prestigiose. Quindi, se dovesse tramontare l'ipotesi della presidenza dell'aula, sarebbe rivendicata la delega di vicesindaco. La prima degli eletti è Valentina Sementilli, che però potrebbe non essere interessata. Se così fosse, in pole position ci sarebbe Massimiliano Tagliaferri. Per quanto concerne il ruolo di "vice", diranno la loro anche Fabio Tagliaferri (Fratelli d'Italia) e Antonio Scaccia (Lista per Frosinone). Dipenderà molto dal criterio che sarà utilizzato: se conterà quello dei voti ottenuti dalla lista, la civica di Ottaviani è favorita. A meno che non ottenga la presidenza del consiglio. Poi ci sono le deleghe. Quelle più ambite riguardano lavori pubblici e manutenzioni e servizi sociali. Strategiche quelle a bilancio e finanze, per dieci anni appannaggio dell'attuale primo cittadino. Quindi l'urbanistica, la regina delle deleghe: Nicola Ottaviani l'ha sempre mantenuta per sé, Riccardo Mastrangeli potrebbe fare la stessa cosa.

Interni ed esterni
A delimitare la cornice della giunta ci sono pure altri elementi. Intanto dovranno esserci almeno quattro donne. Il numero degli assessorati è pari a 9, ma può essere elevato a 10. Anche se Mastrangeli preferirebbe evitare di iniziare il suo mandato da sindaco aumentando i posti in giunta. La Lista Ottaviani indicherà consiglieri eletti. Nell'ordine stabilito dalle preferenze ottenute. Quindi: Valentina Sementilli, Massimiliano Tagliaferri, Angelo Retrosi. Lo schema potrebbe essere o 2 assessorati (e la delega di vicesindaco) oppure 1 assessorato e la presidenza del consiglio. Cercando però di ottenere 2 posti in giunta comunque. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia, sembra emergere in principio che i consiglieri eletti (4) non entreranno nell'esecutivo. Quindi, spazio agli esterni: sicuramente il portavoce cittadino Fabio Tagliafferri (che punta pure alla carica di vicesindaco). Per l'altro posto possibile ballottaggio tra Elisabetta Tozzi e Simona Geralico. Il partito di Giorgia Meloni punta a 2 assessori. Quindi la Lista Mastrangeli (3 consiglieri): in prima fila per 1 assessorato ci sono Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella. Nessun dubbio per la Lista per Frosinone (3 consiglieri): in giunta entrerà il leader Antonio Scaccia, che rivendica anche la delega di vicesindaco. Forza Italia ha 2 consiglieri: tutto dipenderà dalla presidenza dell'aula, che è l'obiettivo principale. Altrimenti 1 posto in giunta. Oltre ad Adriano Piacentini è stata eletta Cinzia Fabrizi, assessore uscente. La Lega ha 2 consiglieri: per l'assessorato è in pole un esterno, Danilo Magliocchetti, capogruppo uscente e coordinatore della lista. Infine Frosinone Capoluogo (1 consigliere): la prima parola spetta all'eletto Pasquale Cirillo, anche lui assessore uscente. Poi c'è il tema dell'allargamento della maggioranza a Mauro Vicano: per la giunta un solo nome sul tavolo, quello della capolista di Azione Alessandra Sardellitti.

I primi dei non eletti
Diventeranno consiglieri comunali soltanto se gli eletti che li hanno preceduti saranno nominati assessori. Se invece in giunta verranno indicati degli esterni, nessuna possibilità. Nella Lista Ottaviani i primi dei non eletti sono Giovambattista Martino (189 voti) e Mario Grieco (178). In Fratelli d'Italia Marco Ferrara (156) e Paolo Fanelli (143). Nella Lista Mastrangeli Annarita Alviani (160) e Lucio Pantano (148), nella Lista per Frosinone Giuseppina Giugliano (162) e Ilio Crescenzi (143). Nella Lega Dino Iannarilli (166) e Mara Belli (78). In Forza Italia Maurizio Scaccia (126) e Giuseppe Scaccia (117). In Frosinone Capoluogo ci sono Domenico Fagiolo (161) e Mariarosaria Rotondi (116).