"Certe notti la macchina è calda. E dove ti porta lo decide lei. Certe notti la strada non conta. E quello che conta è sentire che vai". Ed è andata, eccome se è andata. La notte appena trascorsa ha portato Mastrangeli alla guida del Comune. Con lo stesso pathos "cantato" da Ligabue.
Riccardo Mastrangeli sindaco di Frosinone, terza vittoria consecutiva del centrodestra, successo strategico di Nicola Ottaviani, che passa il testimone a chi negli ultimi dieci anni ha ricoperto il ruolo di assessore al bilancio. A Domenico Marzi non è riuscita una rimonta che sarebbe stata clamorosa, considerando i dieci punti di distacco al primo turno.

Il centrosinistra del Campo Largo ha ottenuto un risultato sicuramente importante, ma non sufficiente a ribaltare un trend che dura dal 2012. Poco dopo la mezzanotte la telefonata di Marzi a Mastrangeli: è stato quello il momento che ha sancito il riconoscimento del risultato da parte di chi è uscito sconfitto dal turno di ballottaggio. Un gesto significativo. Dai primi dati dello spoglio è stato chiarissimo l'andamento: Mastrangeli subito in vantaggio e mai sotto il 53-54%. Il boato al comitato elettorale di Mastrangeli intorno alle 23.45 ha fatto capire a tutti che il risultato non sarebbe stato più in discussione. Poi, trenta minuti dopo la mezzanotte, al comitato è iniziata una festa durata ore. Con cori da stadio e fuochi d'artificio.

Presente tutto lo stato maggiore del centrodestra: il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia), il deputato Claudio Durigon (Lega), ma anche Adriano Piacentini (Forza Italia) e tutti i leader delle liste che hanno sostenuto il nuovo sindaco. Ma c'erano pure Mauro Vicano e Alessandra Sardellitti, che al secondo turno si sono schierati con Riccardo Mastrangeli.

Ha detto Riccardo Mastrangeli: «È stata la vittoria della continuità politica e amministrativa. Il ballottaggio non è stato complicato (ero certo del risultato) ma difficile per gli attacchi personali che ho dovuto subire. Ringrazio Nicola Ottaviani e tutti coloro che mi sono stati vicino in questi mesi. Adesso subito al lavoro perché non c'è un solo minuto da perdere». Nicola Ottaviani non ha nascosto la soddisfazione e ha rilevato: «Cosa farò adesso? Il mio lavoro. Sono orgoglioso di questo successo perché vuol dire che la città ha apprezzato il lavoro che abbiamo effettuato in questi dieci anni. Gli elettori hanno premiato tutto ciò, non i tentativi di buttarla in caciara».

Massimo Ruspandini, segretario provinciale di Fratelli d'Italia, ha sottolineato che il punto di svolta è stato quello dell'unità del centrodestra, «ottenuta grazie al senso di responsabilità di Fratelli d'Italia». Aggiungendo: «Adesso possiamo vincere alla Provincia e anche alla Regione. Avanti così».

Clima completamente diverso nel comitato elettorale di Domenico Marzi. Anche se Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Luca Fantini hanno voluto comunque sottolineare «un risultato dal quale ripartire». Domenico Marzi ha spiegato: «Partivamo da una situazione di difficoltà all'inizio, con un clima di disorientamento. Dobbiamo prendere atto che la città ha apprezzato il lavoro svolto dall'Amministrazione di centrodestra. Io sono uno che si oppone, che si batte, che litiga ma che poi analizza la situazione. Non ho apprezzato alcuni toni, ma adesso bisogna guardare avanti. Probabilmente alcuni compagni di cordata non sono stati adeguatamente valutati».

L'affluenza
Ha votato il 53,70% degli aventi diritto, vale a dire 19.788 persone. Al primo turno la percentuale era stata del 66,84% (24.632 su 36.879 aventi diritto). Una flessione del 13,14%, che in termini numerici vuol dire 4.844 elettori in meno. Un dato prevedibile perché al ballottaggio il calo è fisiologico e storico, ma comunque basso. Il che dimostra pure come il clima molto acceso degli ultimi quattordici giorni non ha prodotto l'effetto di

La storia
Riccardo Mastrangeli è il ventiduesimo sindaco di Frosinone dal dopoguerra ad oggi. Il primo ad indossare la fascia tricolore, nel giugno 1944, fu Domenico Marzi, nonno dell'attuale candidato sindaco che tra le altre cose ha ricoperto quel ruolo per due volte. Il solo ad aver messo in fila tre mandati, peraltro consecutivi, è stato però Domenico Ferrante, dal 1946 al 1960. Con due mandati Armando Riccardi, Armando Vona, Dante Spaziani ed Alessio Paolo Pesci. E naturalmente, nell'era dell'elezione diretta, Domenico Marzi (dal 1998 al 2007) e Nicola Ottaviani (dal 2012 al 2022). Hanno ricoperto il ruolo di sindaco, in ordine di tempo, anche Giacomo De Palma, Luigi Valchera, Guido Valchera, Ivo Sampaoli, Aldo D'Agostini, Miranda Paniccia Certo (l'unica donna finora), Dante Schietroma, Angelo Cristofari, Giuseppe Marsinano, Lucio Valle, Sandro Lunghi, Paolo Fanelli, Michele Marini.

Il fattore Provincia
Ci sono altissime probabilità che il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli possa essere candidato alla presidenza della Provincia. Intanto perché il capoluogo vuole riprendersi la centralità politica e il centrodestra vuole sfatare quello che è diventato un tabù. In secondo luogo perché ben 47 primi cittadini su 91 hanno meno di 18 mesi di mandato davanti. Una situazione che impedisce loro di scendere in campo. Il 31 ottobre prossimo terminerà la lunga stagione di Antonio Pompeo, iniziata nel 2014. La Delrio non è stata cambiata e difficilmente lo sarà. Questo vuol dire che alla carica di presidente della Provincia potranno ambire soltanto i sindaci. Il sistema resterà quello de voto ponderato, riservato agli addetti ai lavori. Vale a dire ai sindaci e ai consiglieri comunali. C'è la disposizione alla quale accennavamo prima: occorre essere nelle condizioni di avere più di un anno e mezzo di mandato da sindaco da espletare. Il 51,64% non sarà in questa condizione. Pompeo avrà novanta giorni di tempo per convocare le elezioni per il presidente. Il limite dei 18 mesi di mandato scatta dal 24 novembre 2022. Non potranno quindi essere della partita in 47. Tra i quali Enzo Salera (Cassino), Massimiliano Quadrini (Isola del Liri), Daniele Natalia (Anagni), Simone Costanzo (Coreno Ausonio), Alioska Baccarini (Fiuggi), Adriano Lampazzi (Giuliano di Roma), Domenico Alfieri (Paliano), Enrico Pittiglio (San Donato Val di Comino), Simone Cretaro (Veroli).