I conti non tornano. Secondo le verifiche che la "Lista per Frosinone" ha effettuato, mancherebbero all'appello 150 preferenze e per questo la civica di Antonio Scaccia, che al primo turno ha sostenuto Riccardo Mastrangeli, è pronta ad andare anche al Tar, se necessario. «Dai dati riportati dai rappresentanti di lista - argomenta Scaccia - durante la sera dello scrutinio, sono stati, alla fine, attribuiti alla "Lista per Frosinone circa 150 preferenze in meno». Un'ipotesi che, se confermata, potrebbe aprire scenari impensabili anche sull'esito dell'elezione del primo cittadino perché, continua Scaccia, «non sappiamo se gli stessi non siano stati assegnati anche al candidato sindaco Riccardo Mastrangeli.

In diversi sezioni, abbiamo riscontrato degli errori che si ripetono e che vengono alla luce in maniera chiara ed inequivocabile». «In una sezione in particolare, ad esempio - continua Scaccia - i candidati della "Lista per Frosinone" hanno riportato 107 preferenze, ma ne sono stati assegnati appena 29 alla lista. Se le preferenze fossero state tutte abbinate uomo - donna, cosa alquanto improbabile, i voti di lista avrebbero dovuto essere almeno 58 e non 29 come invece riportato nel verbale finale». Da qui l'intenzione di arrivare anche al Tar da parte della "Lista per Frosinone".

Anche perché, se dovessero essere riassegnati quei voti, la "Lista per Frosinone" andrebbe ad occupare il secondo posto nel centrodestra dopo la "Lista Ottaviani" con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di attribuzione dei seggi in consiglio comunale. Si ricorderà come la lista abbia annoverato, all'esito dello scrutinio, tre suoi esponenti tra i dieci migliori (Chiappini, Verrelli e Renzi), con Francesca Chiappini che ha ottenuto il record di preferenze personali con 987 voti.