Mancano otto giorni alla "madre di tutte le battaglie politiche" nel capoluogo: il ballottaggio tra Riccardo Mastrangeli (centrodestra) e Domenico Marzi (centrosinistra). È in programma il 26 giugno: urne aperte dalle 7 alle 23. Poi, a seguire, lo spoglio delle schede. Il clima è sempre più incandescente. Dal punto di vista mediatico il confronto sta avvenendo su tre livelli: i manifesti affissi, i comunicati stampa e poi i post su facebook. Ed è proprio questo il fronte più caldo, la frontiera dello scontro senza esclusione di colpi. Succede ormai quotidianamente, sugli argomenti più disparati. Grande assente il confronto politico e soprattutto amministrativo. Anche ieri botta e risposta al vetriolo sulle rispettive bacheche.

Polemiche e strategie Intanto Domenico Marzi è tornato alla carica sulla richiesta di un confronto pubblico. Ha detto: «In questi giorni sono stato sollecitato da tantissimi cittadini a riproporre l'idea di un confronto tra candidati da svolgersi pubblicamente, per dare la possibilità a tutti di partecipare in maniera attiva. Ho già proposto un luogo e resto a completa disposizione per la scelta del giorno e dell'orario. La città ha bisogno di tante risposte e chiarimenti sul futuro: non sprechiamo questa occasione. Il mio comitato è a disposizione per organizzare, quando Mastrangeli lo riterrà più opportuno, tutti i dettagli che ci permettano di svolgere un dibattito sereno e franco davanti a tutta la cittadinanza. Affrettiamoci, i giorni passano! C'è un grande bisogno di confronto, Frosinone lo sa».

La posizione di Riccardo Mastrangeli sul punto non è cambiata ed è quella espressa qualche giorno fa. Quando aveva rilevato: «Sono favorevole solo a un confronto serio e rilancio la proposta di un faccia a faccia con lui, purché si parli di temi che interessano davvero la città e i cittadini di Frosinone, alla presenza dei media e con regole certe di intervento». Ci sono naturalmente pure delle considerazioni strategiche. Riccardo Mastrangeli al primo turno ha ottenuto dieci punti percentuali in più rispetto a Domenico Marzi e probabilmente ritiene che si tratta di un vantaggio da gestire pure nell'ambito dei faccia a faccia con l'avversario.

Mentre Domenico Marzi ha l'esigenza opposta. Ci sono poi dei versanti diversi, amministrativi. Nota Domenico Marzi: «Occorre sbloccare gli incontri tecnici per le pratiche relative al super bonus 110%. Vista l'elevata competenza degli uffici tecnici di Frosinone, non appena al governo della città solleciteremo le opportune iniziative volte a garantire rapidità nell'evasione delle istanze. La celerità della risposta amministrativa è sintomatica di efficienza e di ripresa dell'economia: sarà nostro impegno far ripartire decine di cantieri nei condomini, al momento in attesa, per inizia re una rigenerazione urbana guidata dalla transizione energetica». Quindi, come accennavamo prima, c'è il confronto a distanza sulle bacheche di facebook. Infuocato.

La volata finale
In questi ultimi otto giorni ci saranno comizi ma pure incontri con tutti quelli che si sono candidati al consiglio comunale al primo turno. L'obiettivo è fin troppo chiaro: mantenere altissima la concentrazione e quindi la partecipazione. Domenico Marzi, rivolgendosi agli elettori, rileva: «Abbiamo fatto un percorso straordinario, manca un piccolo tassello. Il tuo voto conta. Frosinone lo sa!». Riccardo Mastrangeli ribadisce: «I cittadini hanno già deciso, guardando ai risultati ottenuti, con il mio contributo e da tutta l'Amministrazione Ottaviani nel corso degli ultimi 10 anni, toccando con mano i risultati di un lavoro enorme. Non mi interessano le polemiche: continuo ad occuparmi dei problemi della città».

La posizione di Piacentini
Adriano Piacentini, subcommissario provinciale di Forza Italia, ha ottenuto l'ennesima conferma come consigliere comunale. Dice: «Stiamo dando tutti il 200% perché dobbiamo assolutamente vincere il ballottaggio e continuare ad amministrare il Comune di Frosinone. Riccardo Mastrangeli e la coalizione hanno chiuso il primo turno con un vantaggio di oltre dieci punti nei confronti di Domenico Marzi e del centrosinistra. È evidente che i cittadini si sono espressi e al ballottaggio non si riparte da zero a zero. In questi ultimi giorni dobbiamo tutti continuare ad evidenziare i risultati ottenuti in questi dieci anni dall'Amministrazione Ottaviani, che ha pure risanato i conti. Il capoluogo deve continuare a guardare avanti e può farlo esclusivamente con il centrodestra alla guida. Quanto a Forza Italia, sarà ancora protagonista: vero che ci aspettavamo di più come risultato elettorale, però abbiamo retto e faremo la nostra parte».

L'intervento di Turriziani
Andrea Turriziani sarà consigliere comunale in ogni caso, indipendentemente da chi vincerà il ballottaggio. Anche se è chiaro che lui si augura che ad indossare la fascia tricolore sia Domenico Marzi. Ha concorso con la lista civica di Michele Marini. Afferma: «In questi giorni ho letto tesi suggestive, secondo le quali il primo tempo della partita si sarebbe chiuso 10-0 per il centrodestra. In realtà, rimanendo nell'ambito della metafora calcistica, direi che la gara di andata si è conclusa con un pareggio. Adesso c'è il ritorno da disputare e non vale neppure più la regola che i gol in trasferta valgono doppio. Il fatto è che tutti hanno capito che la partita è molto equilibrata e potrebbe perfino finire ai rigori. In quel caso noi abbiamo il giocatore più forte e più freddo: Domenico Marzi, indubbiamente il miglior sindaco che Frosinone abbia avuto negli ultimi trenta anni. Il nervosismo che serpeggia nelle file del centrodestra dice una cosa sola: vinciamo noi».

Dietro le quinte
La sensazione forte è che nessuno degli altri tre candidati a sindaco al primo turno darà indicazioni di voto per l'uno o per l'altro. Parliamo di Vincenzo Iacovissi (Psi), Mauro Vicano (Azione più due civiche) e Giuseppe Cosimato (lista civica). Detto questo, in prima linea ci sono tutti quelli che sono destinati ad entrare in consiglio comunale: alcuni sono già certi, altri invece restano legati alla vittoria dell'uno o dell'altro. Quindi ci sono i primi dei non eletti, che possono rientrare in gioco dopo la nomina degli assessori. Le motivazioni non mancano. Sul versante delle intese politiche, situazione completamente aperta e fluida.