È stata resa nota soltanto nella serata di ieri la lista degli "impresentabili" secondo il codice di autoregolamentazione dei partiti e la legge Severino. A comunicarlo il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali Nicola Morra. In Italia, in tutto, sono diciotto. Tre a Frosinone. Si tratta di Mauro Vicano, candidato sindaco a capo di una coalizione composta da Azione, la civica "Vicano sindaco" e Udc-Progetto Lazio-Partite Iva; Patrizia Giannoccoli, in corsa per un posto in Consiglio con la lista "Frosinone capoluogo" che sostiene il candidato sindaco Riccardo Mastrangeli, e Giuseppe Patrizi, della lista "Piattaforma civica ecologistica" a sostegno di Domenico Marzi.
Queste le motivazioni: per Vicano risulta emesso il decreto che dispone il giudizio (il 4 luglio 2019) per il delitto di "attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti".

Prossima udienza il 5 settembre. Nei confronti di Patrizia Giannoccoli è stato emesso il decreto che dispone il giudizio dal gup di Latina (20gennaio 2021) per il reato di estorsione. Prossima udienza il 25 maggio 2023. Infine Giuseppe Patrizi, poiché nei suoi confronti è stato emesso dal gup di Frosinone decreto che dispone il giudizio il 14 luglio 2016 per i reati di corruzione per l'esercizio della funzione e corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e poiché nei il26 settembre 2017 è stato emesso dal gup di Roma decreto che dispone il giudizio per violazione del testo unico dell'ambiente. Sono in corso i dibattimenti.

In merito al pronunciamento della Commissione sul codice di autoregolamentazione dei partiti, Mauro Vicano precisa: «Premesso che si tratta di una vicenda della quale ho sempre parlato pubblicamente, in modo trasparente, essendo totalmente tranquillo circa la positiva soluzione, voglio evidenziare che si tratta di una questione esclusivamente tecnica che riguarda l'interpretazione dei codici europei dei rifiuti. Materia assai controversa sulla quale non è finora stata fatta chiarezza. La vicenda riguarda la funzione che allora rivestivo di presidente della Saf e che ha visto coinvolti anche tutti gli altri impianti del Lazio. La mia candidatura è stata presentata e ammessa rispettando rigorosamente la legge, pertanto sono assolutamente tranquillo essendo, sempre secondo la normativa vigente, pienamente votabile ed eleggibile. Confido in una rapida soluzione che però, purtroppo, a questo punto arriverà solo dopo la fine delle elezioni».