Uno "spritz" al bar Tucci prima del comizio a piazza Garibaldi. Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, arriva in anticipo a Frosinone per fare il punto della situazione. Con lui Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Sara Battisti, Luca Fantini, Stefania Martini, Antonio Pompeo, Angelo Pizzutelli. E naturalmente Domenico Marzi. Poi arriva il segretario regionale Bruno Astorre. Si parla di politica ma pure di calcio. Si scherza. C'è ottimismo. Quindi lo "stato maggiore locale" dei Democrat accompagna Letta all'ascensore inclinato, fermo da un anno.

«Il simbolo di come Frosinone non è stata amministrata» dice Stefania Martini. Enrico Letta va dritto al punto e nota: «Le elezioni comunali di Frosinone saranno belle e decisive, anche per quanto riguarda i riflessi regionali e sul centrosinistra. Come candidato sindaco abbiamo Memmo Marzi: il migliore che potessimo schierare. Un amico. Frosinone, come tante altre città italiane, soffre per una situazione economica complicata per le famiglie e per la mancanza di lavoro. Ci sarà la straordinaria occasione del Pnrr e un sindaco del calibro di Marzi può intercettare quei finanziamenti».

Domenico Marzi si aggancia a questo concetto e rileva: «Ringrazio Letta per essere venuto a sostenermi in campagna elettorale. Ricordo però che le risorse del Pnrr sono arrivate grazie al lavoro e all'impegno di David Sassoli, Paolo Gentiloni, Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte. Quel risultato non poteva essere centrato senza il peso del Pd». Bruno Astorre esprime soddisfazione per il Campo Largo, però sottolinea: «Avremmo voluto dentro anche Mauro Vicano, ma confido che potremmo ritrovarci al ballottaggio. Abbiamo un candidato sindaco capace, credibile, autorevole: Domenico Marzi».

A piazza Garibaldi il sottofondo musicale è aperto da "Eh... già" di Vasco Rossi. "Sono ancora qua". Domenico Marzi è di nuovo candidato sindaco. Per la quarta volta. Francesco De Angelis prende la parola e spiega: «Siamo pronti a vincere e abbiamo messo in campo la lista del Pd più forte di sempre». Luca Fantini punta sull'unità del partito. Ma la battuta più significativa è quella di Bruno Astorre: «Se la semo lavorata», dice. Con riferimento al fatto che nella coalizione c'è anche Michele Marini. Rivolto a Francesco De Angelis, Astorre afferma: «Non era proprio scontato che Marini appoggiasse Marzi». Da qui il «se la semo lavorata». Naturalmente ringrazia Michele Marini. Conclude: «Abbiamo sofferto, ma ora schieriamo una coalizione fortissima».

Quindi tocca a Francesco De Angelis presentare Domenico Marzi, definito «il migliore». Domenico Marzi a sua volta sottolinea «la straordinaria energia di De Angelis, che mi ha convinto a candidarmi, che ha unito il Campo Largo e che ha eroso una parte significativa di centrodestra». Continua: «È per questo che li vedo nervosi. Noi dobbiamo partire dalla vittoria al Comune di Frosinone per poi confermarci alla Provincia e alla Regione». Argomenta: «Vogliamo vincere e riprenderci la città per governarla. Non per indossare la fascia. Abbiamo una prospettiva di governo. Qualche giorno fa sono rimasto allibito nel vedere un flash mob degli attuali amministratori a una delle rotatorie di De Matthaeis. Un punto nel quale il traffico non scorre assolutamente. Nicola Ottaviani ha fatto il sindaco da solo, senza confrontarsi con nessuno, neppure con gli assessori. Non ha mai affidato una delega fondamentale come l'urbanistica. Noi invece avremo, come in passato, un approccio di confronto e di squadra. Tra le tante cose che dovremo fare c'è quella di riprendere il discorso con l'Università di Cassino. E abbiamo intenzione di realizzare la Casa dello Studente. Mi piacerebbe pure prevedere una Scuola della Pubblica Amministrazione».

Enrico Letta esordisce ringraziando Frosinone. Poi dice: «Domenico Marzi sarà il prossimo sindaco: il 12 o il 26 giugno. Dobbiamo però essere tutti consapevoli che queste elezioni amministrative saranno le più importanti della storia della Repubblica. Anche a Frosinone. Per un motivo semplice e obiettivo: arriveranno tante di quelle risorse europee con il Piano nazionale di ripresa e resilienza che davvero si potranno cambiare le città. Certamente quelle risorse però dovranno essere intercettate attraverso dei programmi credibili e studiati. Un'Amministrazione guidata da un sindaco come Domenico Marzi sarà in grado di poterlo fare. C'è una coalizione di Campo Largo, avverto entusiasmo e motivazione. Frosinone è un capoluogo di provincia e quindi il risultato sarà molto importante. Il 12 giugno sarà un giorno di svolta».

A questo punto i leader nazionali più importanti sono venuti tutti a Frosinone: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Enrico Letta, Giuseppe Conte, Carlo Calenda. Capoluogo centrale quindi. E fortemente strategico.

«Con Memmo, un grande amico che con la sua esperienza e la sua passione sta portando con grande impegno la città di Frosinone a trovare le idee per il futuro». Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta è arrivato a Frosinone a sostegno di Domenico Marzi.

L'incontro, oggi pomeriggio a Piazza Garibaldi, ha visto la partecipazione di tutti gli esponenti del PD. Sul palco insieme a Memmo Marzi e al segretario Dem, il presidente del Consorzio industriale del Lazio, Francesco De Angelis, il presidente provinciale Stefania Martini, il segretario provinciale Luca Fantini, il senatore Bruno Astrorre, il presidente della provincia Antonio Pompeo e i consiglieri regionali Sara Battisti e Mauro Buschini. 

di: C. M.