Un'altra maratona consiliare durata quasi 4 ore quella di ieri mattina, nonostante i due soli punti all'ordine del giorno. Il primo, però, di grande rilevanza per il funzionamento della macchina amministrativa che avrebbe rischiato di fermarsi inesorabilmente, con conseguenze disastrose per il Comune e la cittadinanza: l'approvazione del rendiconto della gestione finanziaria 2021. Un traguardo fondamentale, conseguito brillantemente dall'Amministrazione Caligiore, che però l'opposizione ha cercato in ogni modo di minimizzare, o peggio di screditare. La riunione è iniziata con la relazione del sindaco che, aprendo una parentesi, ha ufficializzato la delega alla Cultura affidata al consigliere Alessio Patriarca.

Il discorso del primo cittadino è stato chiaro e inequivocabile. «Il rendiconto 2021 - ha esordito Caligiore - è il primo nostro rendiconto che approveremo in questa consiliatura, in quanto quello del 2020 ci ha visto partecipi per soli tre mesi. Un anno caratterizzato dalle difficoltà di gestione dell'ordinario causate dalla pandemia. Nonostante questo, a maggio 2021 abbiamo portato a termine l'operazione verità, ripulendo una serie di residui attivi. Quindi, abbiamo risposto con coraggio all'istruttoria della Corte dei Conti, cosa che altri Comuni non hanno fatto, avviando un percorso che ci ha portato ad avviare le procedure del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Piano presentato e votato in Consiglio il 15 novembre 2021. Da allora a maggio di quest'anno, abbiamo continuato a inviare relazioni alla Corte dei Conti sugli interventi di risanamento messi in atto. E nonostante la pandemia abbiamo continuato a realizzare opere eservizi, fino allo scorso 18 maggio, quando in adunanza pubblica alla sezione regionale della Corte, insieme al segretario Tanzi, al dirigente tecnico Gizzi, al dottor Cappadozzi, siamo stati ascoltati da sette magistrati. Il nostro lavoro certosino è stato premiato e il piano approvato. Questo significa che abbiamo messo al sicuro gli anni 2021 e 2022, oltre ai prossimi tredici fino al 2035 con tutti i conti in regola. Inoltre, siamo riusciti ad accantonare altri 145mila euro oltre al milione e 61mila. Un risultato eccezionale che abbassa il disavanzo a 7 milioni scarsi».

Obiettivo per il quale il sindaco ha ringraziato tutti gli assessori «che hanno lavorato guardando al centesimo», gli uffici comunali e i loro dirigenti, ma anche il collegio dei revisori, che nella loro relazione, hanno evidenziato come il risultato di amministrazione del 2021 sia migliorato e non ci siano debiti fuori bilancio. Caligiore ha concluso toccando un tasto dolente, eredità del passato. Infatti, il Comune sta pagando ancora per contenziosi che risalgono a oltre 20 anni fa, come uno lievitato a 123mila euro per un terreno espropriato. Al termine della relazione introduttiva del primo cittadino, è iniziato il giro degli interventi. Per la minoranza ha parlato Marco Corsi, che ha rimproverato Caligiore «di non avere ringraziato la Corte dei Conti». Quindi, ha auspicato meno tasse per i ceccanesi.

Gli ha risposto per la maggioranza Diego Bruni: «Corsi, abituato a stare in piazza, forse non conosce bene il lavoro svolto dal sindaco e dall'Amministrazione per risanare il disavanzo. Noi per risistemare piazza XXV Luglio, a differenza di altri, non abbiamo acceso nessun mutuo». Dopo Bruni, per l'opposizione, ha parlato Emiliano Di Pofi, che ha accusato la maggioranza di aumentare le tasse comunali riducendo i servizi, oltre che di incapacità a sfruttare i finanziamenti pubblici.

La replica è arrivata dal consigliere Alessandro Savoni: «I nostri uffici sono sotto organico e non riescono a rispondere a tutte le offerte di finanziamento. Se lo facessero, si paralizzerebbe l'intera attività amministrativa. Le tasse aumentano per i provvedimenti del governo centrale, che fa crescere i prezzi dei carburanti, dei servizi e dell'energia. Se il governo ci avesse dato contributi per la Tari a causa della pandemia, le tariffe della tassa sarebbero diminuite».

Lo scontro tra le due fazioni si è acceso con l'intervento del consigliere di minoranza Andrea Querqui. Con toni duri oltre misura, ha contestato l'efficacia del piano di riequilibrio, affermando che lo pagheranno i cittadini per i prossimi quindici anni. Ha attaccato il sindaco dicendo che ha nascosto la verità ai ceccanesi, i quali saranno chiamati a enormi sacrifici. Poi, ha parlato del taglio di servizi scolastici come la mensa e il trasporto ed è tornato sulla questione delle strisce blu, ritenendole un affare soltanto per la ditta appaltatrice. Infine ha annunciato il suo "no" al rendiconto. Parole che hanno suscitato la pacata, ma altrettanto dura risposta dell'assessore Mario Sodani, che ha definito l'intervento di Querqui «un esempio di impreparazione, superficialità e incapacità al confronto politico».

Riguardo ai servizi scolastici, l'assessore ha ricordato come nel periodo citato da Querqui gli istituti ceccanesi erano in Dad per la pandemia. Pertanto, non potevano esserci mense e trasporto. «Con la demagogia non si va da nessuna parte - ha concluso Sodani - Stiamo garantendo le mense e il trasporto degli studenti. I nostri plessi scolastici sono a norma e ristrutturati. Piuttosto, chi ha governato Ceccano per 40 anni con un oscurantismo pazzesco ha reso i servizi scadenti». Affermazioni alle quali Querqui ha reagito abbandonando l'aula e attirandosi le critiche dell'assessore e della maggioranza. Il lungo dibattito è proseguito con gli interventi dei consiglieri Alessio Patriarca, Giancarlo Santucci. Daniele Massa.

«La Corte dei Conti non ci ha fatto nessun piacere - ha sottolineato il delegato alle Politiche giovanili - Perchè dovremmo ringraziarla? Invece, ha preso atto del nostro grande lavoro e approvato il piano di riequilibrio». Dopo Massa hanno parlato, tutti con toni soddisfatti per l'obiettivo raggiunto, i consiglieri Pasquale Bronzi, Marco Mizzoni, il neo-assessore Angelo Macciomei, che ha garantito il suo impegno per la manutenzione stradale. Per l'opposizione ha lanciato altre critiche la consigliera Marianggela De Santis, che ha accusato l'Amministrazione di non saper riscuotere le imposte. Anche il presidente del Consiglio Fabio Giovannone è intervenuto per complimentarsi con il sindaco e l'Amministrazione: «La Corte dei Conti non ci ha regalato nulla», ha detto.

Dopo di lui, gli assessori Riccardo Del Brocco, Ginevra Bianchini e Federica Aceto. Quest'ultima è stata piuttosto esplicita: «La minoranza cerca in tutti i modi di far passare il messaggio che da quando ci siamo insediati c'è un disastro finanziario. Niente di più falso, anzi è il contrario. Come non c'è nessun taglio da 130mila euro ai servizi sociali, che invece sono stati rimodulati». Prima di passare all'ultimo punto, si sono registrati altri interventi da parte di Diego Bruni, Mauro Staccone, Emiliano Di Pofi, Mariella Bruni e del sindaco Caligiore.

Il primo cittadino ha riservato una stoccata alla minoranza: «Non votando il rendiconto rinnega il senso di appartenenza alla comunità». La relazione dettagliata sulla Tari e le relative tariffe presentata dall'assessore Del Brocco ha introdotto l'ultimo argomento. Il Comune, ha evidenziato il responsabile dell'ambiente, «salderà il debito con la Saf e cercherà di aumentare la percentuale di differenziata ai livelli massimi con il 72%. Il tutto per poter abbassare le aliquote e far risparmiare i cittadini». Anche il secondo punto è passato con i soli voti della maggioranza.