È stato il primo sindaco di Frosinone eletto direttamente dai cittadini. Correva l'anno 1995. Guidava l'allora Casa delle Libertà e al ballottaggio vinse contro Gianfranco Schietroma (centrosinistra). Quell'esperienza si concluse con le dimissioni di massa della metà più uno dei consiglieri. A sfiduciarlo fu soprattutto il centrodestra. Adesso Paolo Fanelli si presenta, motivatissimo, per il consiglio comunale. È capolista di Fratelli d'Italia.

Spiega: «È vero, sono assai motivato e ho scelto di rientrare in gioco anche per portare a termine progetti dei quali si parlava già allora. Uno su tutti: il Parco del Fiume Cosa. Perché in FdI? Perché è un partito che si rivolge direttamente al popolo. Inoltre, ritengo che a livello nazionale questo Paese abbia bisogno di un sistema basato sul presidenzialismo. Ringrazio il senatore Massimo Ruspandini e Fabio Tagliaferri per l'opportunità che mi hanno dato».

Aggiunge: «Sono un medico e la prima cosa che farò sarà quella di sollecitare il sindaco Riccardo Mastrangeli a prendere l'iniziativa sulla sanità, come presidente della conferenza dei primi cittadini. Vero che un amministratore locale non ha competenze dirette, ma può esercitare una moral suasion. I problemi ci sono: il sovraffollamento nei Pronto Soccorso per esempio. Veniamo da due anni di pandemia (non ancora terminata) che ha comportato una serie di ritardi per tutte le altre patologie. Si tratta di un tema che dobbiamo assolutamente porci. Un altro punto importante è quello dell'ambiente. La mia proposta è questa: il Comune potrebbe fare da garante per i mutui dei cittadini intenzionati a passare al fotovoltaico. Parliamo di spese minime e di evidenti benefici ambientali».

Chiediamo a Fanelli: da sindaco ebbe forti problemi con Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani, al punto che quest'ultimo fu tra i promotori delle di missioni di massa. Come ripensa a quel periodo? Rileva Paolo Fanelli: «Eravamo tutti più giovani e abbiamo commesso errori.
Guardiamo al futuro. Fratelli d'Italia rappresenta una Destra moderna che sa parlare in maniera intergenerazionale. Parliamo del fatto che Frosinone ha bisogno di continuità amministrativa perché Ottaviani ha fatto bene e Mastrangeli proseguirà lungo la strada del buon governo. Parliamo del fatto che il centrosinistra locale è appiattito sulle posizioni degli esponenti romani, che non conoscono il territorio. Parliamo del fatto che il capoluogo non può tornare indietro, a quando cioè ha governato il centrosinistra».

Argomenta l'ex sindaco: «Il progetto del Parco sul fiume Cosa, oltre a ricucire la città, rappresenterebbe la possibilità di puntare su un verde eccellente. Quando da sindaco pensai all'idea della Villa Comunale, l'avevo immaginata in maniera diversa. Con una gestione dei privati, per esempio. In modo da poter assicurare tutta una serie di servizi. Una priorità sarà anche quella di implementare l'organico del Personale del Comune. Vorrei tornare un attimo sul punto dei pannelli solari: 20.000 installazioni, oltre ad avere effetti positivi sull'ambiente, determinerebbero anche posti di lavoro. Se farei l'assessore in caso di elezione? Sinceramente non lo so. In questo momento vedo un ruolo diverso: ho voglia di concorrere e fare il consigliere comunale. Il Campo Largo del centrosinistra non mi convince e poi è molto dispersivo. Noi di centrodestra preferiamo un Campo più ristretto che ci consente di andare tutti a braccetto. Con un gioco di squadra che davvero può fare la differenza. Se ci sono le condizioni per vincere al primo turno? Questo tipo di dibattito non mi appassiona. Ho la consapevolezza che ci sono le condizioni affinché il centrodestra vinca e che Fratelli d'Italia ottenga un grande risultato. Su questo non c'è dubbio alcuno».